Il Tar dà ragione alla Yesmoke: si riapre il magazzino
Il Tar del Piemonte ha sospeso il provvedimento dell'Aams, l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che impediva alla Yesmoke di far uscire dal proprio deposito di via San Giusto le sigarette prodotte nelle ultime settimane. La battaglia non è ovviamente conclusa e si attende la sentenza fissata per l'8 febbraio. Ma quello che scrive il presidente della seconda sezione Vincenzo Salomone fa presupporre un esito positivo visto che il provvedimento preso da Aams non è adeguatamente motivato, data la disponibilità di Unicredit «a concedere i fondi necessari per la fideiussione. Inoltre, viene riscontrato un danno grave alla società che non può protrarre l'attività e consegnare la merce già lavorata. Un danno così grave da pregiudicarne la sopravvivenza. Un danno che tocca anche i dipendenti che in tal modo rischiano il licenziamento in un momento di estrema difficoltà per il nostro Paese».
Dopo il blitz effettuato a dicembre da parte delle forze dell'ordine, della vertenza con l'Aams si erano interessate la Regione e alcuni parlamentari fra i quali Andrea Fluttero e Stefano Esposito. L'assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto aveva incontrato anche il direttore dei Monopoli per cercare una soluzione, ma la riunione dello scorso giovedì non aveva sortito risultati positivi.
La fidejussione richiesta dall'agenzia, fissata a 2,3 milioni, è ritenuta iniqua dai fratelli Messina, titolari di Yesmoke. Duro il commento del parlamentare Esposito: «Regione e FinPiemonte hanno garantito la disponibilità a concedere la fideiussione, ma ci siamo trovati di fronte a una totale chiusura del direttore: un'atteggiamento viziato da faziosità, dal momento che è un dipendente della multinazionale Bat, responsabile della chiusura di tutte le manifatture tabacchi in Italia Esprimo grande soddisfazione per la decisione del Tar e, in attesa dell'udienza di merito prevista per gli inizi di febbraio, rinnovo il mio appello al ministro Passera e al viceministro Grilli affinchè la normativa in oggetto possa essere definitivamente modificata, consentendo a Yesmoke di poter lavorare e svilupparsi, garantendo occupazione».
D'altro canto, Yesmoke in questi ultimi mesi ha continuato a viaggiare controcorrente. «Con aziende che chiudono per mancanza di commesse - commenta, invece, Fluttero -, la società settimese continua a crescere. Soltanto ad inizio anno hanno ampliato l'organico e si dicono pronti ad aggiungere una nuova linea produttiva».
Di recente proprio dal governo della Corea del Nord è giunta una maxi-commessa ai fratelli Messina che da sola è in grado di saturare la fabbrica di via San Giusto. Fornitura che va ad aggiungersi alle ordinazioni giunte da Giappone, Corea del Sud, Cina, Paesi balcanici, nordafricani e scandinavi. «Potremmo triplicare le linee di produzione, assumendo decine di collaboratori - conclude Gianpaolo Messina, ex maratoneta di successo ed oggi titolare della Yesmoke con il fratello Carlo - visto che in Asia hanno scoperto anche il made in Italy delle "bionde". Una volta gli spaghetti erano italiani e le sigarette americane. Oggi, soprattutto in Oriente, la provenienza italiana offre possibilità finora ancora sconosciute. L'unica cosa che chiediamo è di lavorare, pagando le tasse. Su questo non ci piove.
La minoranza fa visita alla fabbrica di sigarette
Anche la minoranza in Consiglio comunale ha deciso di esprimere solidarietà alla Yesmoke, una delle poche società settimesi che stanno viaggiando controcorrente: anziché cassintegrare, assume nuovi addetti per soddisfare le commesse provenienti soprattutto dall'Est Europa e dall'Asia. Ieri (martedì) i consiglieri Giuseppe Conca, Pino Velardo, Antonio Silvestri, Giuseppe Eliseo, Salvatore Balbo e Paolo Roncali sono stati ricevuti dal titolari Carlo e Gianpaolo Messina.
La delegazione ha potuto visitare la linea di produzione e prendere atto che finalmente le scatole staccate da settimane nei magazzini stanno partendo. Al novanta per cento le destinazioni sono oltre confine. I titolari hanno raccontato un po' di storia e riassunto in breve le vicissitudini che l'azienda ha vissuto da un anno e mezzo a questa parte con blitz a ripetizione da parte delle forze dell'ordine.
«Sono felice - ha detto Corica - che la situazione si sia sbloccata favorevolmente, grazie all'intervento del Tar. Anche perché ritengo che Settimo abbia bisogno di aziende come la Yesmoke in grado crescere e dare lavoro ai nostri giovani».
Anche Silvestri ha commentato favorevolmente la decisione del tribunale amministrativo, così come i colleghi in Consiglio Velardo, Roncali, Balbo ed Eliseo. «Quest'azienda sta divenendo un fiore all'occhiello della nostra economia - hanno detto gli esponenti di minoranza -. Tanto di cappello a Yesmoke per le battaglie che sta combattendo per la liberalizzazione. Il vecchio monopolio prima o poi dovrà accettare le regole dell'Europa».
