Vince Yesmoke. Monopolio kappaò
Mercato libero ma soltanto a parole o per poche categorie. Non è blasfemo affermare che tra il famoso dire e fare c'è di mezzo il mare, ma a volte basta anche una sola sigaretta - bionda e piemonte - a far saltare il banco. Come nel caso della Yesmoke che oppone la fabbrica torinese ai Monopoli di Stato. Ebbene un round se lo è aggiudica l'azienda dopo che il Tar del Piemonte ha discusso, accogliendolo, il ricorso presentato da Yesmoke contro il provvedimento dei monopoli di Stato che impediva all'azienda di Settimo di far uscire dal proprio deposito fiscale il materiale prodotto.
L'orizzonte politico piemontese faceva il tifo per l'impresa che ultimamente era finita nel mirino nientemeno che dei monopoli, guarda caso proprio quando il tema calato come un asso nell'agenda del governo è l'allargamento del mercato attraverso le liberalizzazioni. L'azienda ha vinto il primo round ma la partita ha tutta l'aria di essere solo all'inizio. «Come ho avuto modo di dichiarare in più occasioni, ultima delle quali l'incontro di giovedì scorso a Roma - spiega il deputato del Pd Stefano Esposito - il provvedimento adottato dagli ex Monopoli di Stato è inutilmente vessatorio, gravemente irresponsabile perché mette a rischio il futuro di 80 lavoratori. Se i Monopoli avessero accettato di concedere la deroga, come da me proposto insieme all'assessore regionale Claudia Porchietto, avrebbe quanto meno evitato una brutta figura» Il blocco della produzione, scongiurato dal Tar sarebbe arrivato per giunta quando l'Unicredit si era dichiarata disponibile a concedere la fideiussione per la copertura del debito. Dal 2005 dopo la liberalizzazione degli ex Monopoli di stato, la Bat, che vinse allora la gara e che oggi dirige l'Aams, ha contribuito a cancellare tra occupati diretti e indiretti più di 5mila posti di lavoro. Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dalla Regione che si era schierata con l'azienda piemontese. «Il tavolo romano sulla Yesmoke ha prodotto qualche passo in avanti» ha detto Claudia Porchietto. «La Regione Piemonte continuerà a lavorare per riuscire a trovare gli strumenti al fine di sbloccare il deposito dell'azienda - conclude Porchietto -. Con i Monopoli è stato aperto un dialogo che penso sia da valutare positivamente e che ci offre una dilatazione di tempo pari a 15 giorni per trovare delle soluzioni con l'azienda e il sistema creditizio al fine di mantenere stabili i livelli occupazionali dell'impresa di Settimo».
