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La Federazione Italiana Tabaccai appoggia gli interessi delle multinazionali in violazione delle direttive comunitarie

Benché il TAR del Lazio il 21 aprile scorso abbia sentenziato che la cosiddetta ‘tassa minima’ prevista con DL n. 94 del 23 giugno 2010 sia elusiva della sentenza della Corte di giustizia europea del 24 giugno 2010, che condannava lo Stato italiano per avere previsto ostacoli alla libera concorrenza nella fissazione dei prezzi delle sigarette, […]

Benché il TAR del Lazio il 21 aprile scorso abbia sentenziato che la cosiddetta ‘tassa minima’ prevista con DL n. 94 del 23 giugno 2010 sia elusiva della sentenza della Corte di giustizia europea del 24 giugno 2010, che condannava lo Stato italiano per avere previsto ostacoli alla libera concorrenza nella fissazione dei prezzi delle sigarette, nel mondo del tabacco escono notizie false e allarmistiche su questa sentenza.

La Federazione Italiana Tabaccai, con le sue affermazioni, continua ad appoggiare gli interessi delle multinazionali straniere del tabacco che non producono e pagano tasse irrisorie in Italia, benché abbiamo utili per più di 2 miliardi di euro all’anno, e danneggiano gli interessi dello Stato e dei produttori italiani.

Secondo queste lobby lo Stato avrebbe un danno finanziario dall’abolizione della ‘tassa minima’ dovuto ad una discesa dei prezzi delle sigarette. Invece, l’Unione europea sostiene che i prezzi delle sigarette devono essere determinati da un aumento della pressione fiscale, in Italia tra le più basse d’Europa, e non da manovre tariffarie concordate da un cartello di produttori con l’AAMS.

Infatti, ogni aumento del gettito generato dall’aumento dei prezzi dei produttori determina per la collettività un costo superiore al maggior gettito ottenuto. In questi ultimi anni i prezzi delle sigarette sono aumentati esclusivamente a seguito delle decisioni di questo cartello e non dall’aumento della pressione fiscale come stabiliscono le direttive comunitarie. Inoltre, gli aumenti dei prezzi di questi anni, fatti dai produttori, sono stati fatti passare al cittadino come ‘stangate’ fiscali. Anche se un parere del Consiglio di Stato contrario alla sentenza del TAR è tecnicamente impossibile, c’è ugualmente preoccupazione.

Per questo continuerò a vigilare affinché le lobby e le grandi multinazionali del tabacco non continuino a fare solo i loro interessi a scapito dei contribuenti italiani.

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