Qui parliamo di sigarette italiane e indipendenti: Yesmoke

Qui parliamo di sigarette: cigarette, siga, sizze, paglie, bionde, cicche, sixe, sghinghe, siz, paine, stizze, zicche, ziccas, ciospe, svampe, cippe, fumose, spagnolette, rocchette, brase, capito no?

Ok ora più nello specifico parliamo di sigarette italiane e indipendenti: Yesmoke. Non dirmi che ti aspettavi un elenco più lungo, tutte quelle che stai pensando non lo sono più da anni, comprate e spartite tra poche multinazionali, sette per essere precisi, prodotte all’estero e poi importate nello stivalone.

Pacchetti di sigarette Yesmoke

Diciamo che prima di arrivare ad aprire la loro fabbrica quelli della Yesmoke hanno passato giusto alcuni problemi con il loro business precedente, vendere sigarette su internet. Problemi che quando credi di avere fatto un casino esagerato dopo un t2b in sei in macchina tutti fusi e incontri i amici:

..una festa dite?

Si da amici..

..e tutte queste bombolette?

Una festa da amici, in garage, decoriamo ambienti su richiesta..

..e volevano dei disegni in garage dite?

Si esatto..

..e tornare solo ora ma non è tardi?

non ci sei neanche vicino, perché avere i legali della Philip Morris che ti stanno addosso e ti chiedono quasi 600 milioni di dollari e ti mandano alcuni strani pacchi forse bomba, la città di New York che si costituisce contro di te assieme ad alcuni stati degli USA, più un paio di accuse come contrabbando internazionale e sospetta associazione mafiosa ti fa chiudere parecchio. I ragazzi chiudono ma non pagano uno zoca, infatti se evitano di andare da zio Sam è meglio.

Yesterday – Today – Tomorrow

Murales alla Yesmoke di Torino

Con non poca fatica decidono di tornare in Italia per aprire la loro aziendina – taac – delle Yesmoke appunto. Lo spirito rimane quello dei precisini che qua sembra una rarità e iniziano a tritarlo allo stato italiano perché scoprono i svariati favori che questo elargisce nei confronti di aziende piccole e povere tipo Filippo Maurizi, di quelle che ancora devono ancora al belpaese 60mld di euro (interessi esclusi), lottano contro il prezzo minimo così ogni volta che entri al tabacchi puoi andarci senza libretto degli assegni, si schifano per l’uso impunito della crack-nicotina da parte di Big Tobacco, cercano di rilevare un altro stabilimento in Salento chiuso per scelte di mercato (vediamo se indovini di chi era) e relativa manovalanza disoccupata ma la cosa non è andata a finire bene :(

Ah tra le altre cose diventano anche i fornitori più grossi della Corea del Nord, dovresti conoscerla, un articolo su due di Vice ne parla. E poi mille altre cose le cerchi te che io mi chiudo a linkare tutto quello che c’è da linkare.

“Ammonia key to Marlboro's success” – The Associated Press

L’interno della fabbrica è pieno di graffiti, gli altri in gallery

Hai mai visto l’interno di una fabbrica di sigarette? Ah-ah che simpa, no non lo hai mai visto ma è uno spasso, c’è odore di tabacco tostato che sembra di essere in un altro secolo, scarti di produzione abbandonate in grossi cesti in cui se hai il vizietto ti tufferesti tipo Paperone e le monetine (il grosso mistero di come non si è mai schiacciato contro invece di nuotarci) e finanzieri che trottorellano qua e la. Indovina? Quelli della Yesmoke ti fanno fare il tour virtuale, video, mille foto e pure quelle foto anni ’90 che ti vedi tutto intorno.

Secondo me tra sito e blog ci tiri fuori anche una scenografia di successo, in ogni caso sono proprio dei criticoni. Questo il loro mi piace. No, non mi hanno pagato, babbo, ne loro ne quelli di unotre.

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