«Violazione di copyright» e «Concorrenza sleale»

Una legge federale del 2000, conosciuta come la «Imported Cigarette Compliance Act», proibisce l'importazione negli Stati Uniti di prodotti con marchio registrato negli USA, senza l'autorizzazione del proprietario del marchio.

«Violazione di copyright» e «Concorrenza sleale»

L’assurda richiesta di Big Tobacco

Philip Morris vorrebbe che Yesmoke oscurasse agli utenti Americani le pagine del negozio che offrono prodotti Philip Morris, solo perché quei prodotti, nelle strategie di mercato di Big Tobacco, non sono destinati ai fumatori americani, cosa che Yesmoke rifiuta di fare. L’accusa, quindi, è «Violazione di copyright» e «Concorrenza sleale».

Ci sono sempre state voci riguardo misteriose differenze nella composizione e nel sapore delle Marlboro, a seconda del paese al quale sono destinate. Philip Morris, secondo Yesmoke, pensa di poter usare i consumatori come cavie, decidendo sulla base di criteri top-secret, la maggiore o minore dose di additivi cancerogeni da servire ai consumatori, adattati ad ogni singolo paese. Ed è ridicolo pensare che debbano essere i venditori online a districarsi tra mille veti e divieti di produttori, per sapere a quali paesi censurare una determinata pagina e a quali no.

Prospettive di progresso

La vendita postale, esaltata ed internazionalizzata dall’avvento del commercio elettronico, è in attesa di dare un contributo essenziale al miglioramento della qualità della vita con l’abbattimento delle frontiere (ma non dei dazi doganali) permettendo di acquistare per posta non più solo nel proprio paese, ma nel mondo intero.

Oggi con la carta di credito è già possibile acquistare in qualunque paese senza tener conto della valuta, e questo ha, di fatto, abolito le frontiere. Ed è sulla base di queste prospettive di progresso che le società di commercio elettronico hanno raggiunto quotazioni stratosferiche in borsa. Vedi i 6 miliardi di dollari che è la quotazione di Amazon.

Cronologia

  • 23 giugno 2001: Philip Morris intima a Yesmoke di cessare le vendite di Marlboro;
  • 15 Settembre 2001: Il processo inizia – Yesmoke è accusato da Philip Morris di «Concorrenza sleale» e «Violazione di copyright»;
  • 29 Gennaio 2003: Arriva la prima sentenza, Philip Morris vince su tutti i punti, ma Poste e Dogane americane, poco sensibili ai problemi di «Copyright» di Philip Morris, continuano a consegnare le sigarette;
  • 3 Agosto 2004: Philip Morris chiede a Yesmoke il pagamento di 548 milioni di dollari di danni;
  • 12 novembre: Inizia sul sito Yesmoke.ch la vendita delle nuove «Yesmoke» Made in Switzerland, il brand «Anti Big Tobacco»… e si vendono più Yesmoke che Marlboro;
  • 16 Novembre 2004: Aeroporto JF Kennedy di New York – Blitz «Anti-contrabbando» – Tutte le sigarette confiscate;
  • 13 Marzo 2005: Il verdetto – 548 milioni di dollari, con lo sconto fanno 173 milioni…

Philip Morris vince la causa, ma Yesmoke non si ferma

USPSLa sentenza arriva il 29 Gennaio 2003, ed è favorevole a Philip Morris su tutti i punti: «Yesmoke deve cessare la vendita di Marlboro». Ma l’United States Parcel Service (le poste americane) continuerà a consegnare le sigarette ai felici destinatari americani fino al 16 Novembre 2004, quando Yesmoke, in seguito al blitz di «9 agenzie federali, statali e locali» sarà costretto ad interrompere le spedizioni verso gli Stati Uniti.

Sia l’United States Parcel Service, che le Dogane americane, non sono molto sensibili ai problemi di «Copyright» di Philip Morris. Infatti, nella patria del libero mercato, la legge Federale non vieta al cittadino di importare sigarette per uso personale.

Inoltre, spedire sigarette negli USA è legale, in base alla Universal Postal Convention, del 15 Settembre 1999. Essa è stata ratificata sia dalla Svizzera che dagli Stati Uniti, e le sigarette sono tra i prodotti permessi.

548 milioni di dollari di «Danni di guerra»

Nel 2004 Philip Morris, dopo aver vinto la causa, chiede alla Yesmoke ben 548 milioni di dollari di danni per la vendita non autorizzata di Marlboro. Ma quello che è più incredibile è che 548 milioni di dollari è la più alta richiesta di sempre per i reati di «Violazione di Copyright» e «Concorrenza sleale», nella storia degli Stati Uniti.

548 milioni di dollari sono una richiesta sproporzionata che Yesmoke non sarebbe in grado di pagare. Il giudice Gerard E. Lynch del Southern District di New York l’11 marzo 2005 ne assegnerà a Philip Morris soltanto 174 milioni.

Per chi segue il match sui giornali non vi è nulla di grottesco, i numeri sono normali: Yesmoke, il «Tobacco Napster», è una azienda che si batte con il Mike Tyson del business, e i mass media fanno la cronaca del match, che il Yesmoke perderà solo ai punti.

L’attacco di Big Tobacco Stato per Stato

Dopo aver vinto la causa contro Yesmoke per Violazione di copyright e Concorrenza sleale, e dopo il vittorioso «blitz» all’aeroporto JFK di New York del dicembre 2004, Big Tobacco decide di agire Stato per Stato per far pagare l’invasore svizzero.

Hardy Myers

Hardy Myers, procuratore generale dell’Oregon: «Yesmoke non viola la legge solo in Oregon, ma la viola in tutti gli stati, noi siamo solo i primi ad andare contro di loro»

Inizia l’Oregon: Il procuratore generale Hardy Myers, il 18 gennaio 2005 dichiara all’Associated Press che «Secondo l’Imported Cigarette Compliance Act, approvato dal Congresso nel 2000, una marca di sigarette non può essere importata senza il permesso del produttore. Yesmoke non viola la legge solo in Oregon, ma la viola in tutti gli stati, noi siamo solo i primi ad andare contro di loro».

Per questo motivo, secondo il procuratore generale, «L’Oregon Tobacco Tax Compliance Task Force ha investigato aggressivamente l’illegale distribuzione dei prodotti del tabacco via internet». Così la Yesmoke viene accusata di un minestrone di reati: crimine informatico, distribuzione di sigarette senza licenza, vendita ai minori, violazione della legge Federale con frode postale ed elettronica.

Le accuse criminali sono il primo caso di intervento di un procuratore generale. Se tutti gli Stati Americani procederanno contro Yesmoke, come auspicato da Hardy Myers, il sito svizzero potrebbe trovarsi un conto da record da un bel miliardo di dollari. Somma che tutti sanno che Yesmoke non pagherebbe. Per tenere fuori dagli USA Yesmoke, tutto sommato, saranno sufficienti i 174 milioni di danni stabiliti nella sentenza dello Stato di New York il 10 marzo 2005. Così l’attacco a Yesmoke di tutti gli stati USA si perderà per strada.

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