Cartello di Big Tobacco

Se i produttori di sigarette si accordano nell'aumento dei prezzi, si ottiene il condizionamento a proprio piacimento degli scatti d'aumento del «Prezzo minimo» delle sigarette e delle accise minime applicati in Italia.

Il «Prezzo minimo» è calcolato sul valore della fascia di prezzo delle sigarette più vendute. L’aumento concordato di 10 centesimi da parte di tutti i produttori comporta, come conseguenza automatica, l’adeguamento del «Prezzo minimo», che abitualmente segue di 3 mesi l’aumento applicato dai produttori.

Cronologia

  • 4 agosto 2008: Yesmoke ha segnalato alla AGCM il reato di «Cartello» ad opera di tutti i produttori sul mercato italiano, che hanno messo in atto condotte illegittime, ai danni della Yesmoke, atte a falsare il normale meccanismo di determinazione del Prezzo minimo di vendita delle sigarette;
  • 28 agosto 2008: risposta della AGCM.

Segnalazione di Yesmoke all’AGCM

4 agosto 2008

Alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)

Segnalazione di condotte illegittime atte a falsare il normale meccanismo di determinazione del Prezzo minimo di vendita delle sigarette.

Come noto, il 4 agosto del 2008, la Yesmoke S.p.A. chiede all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di valutare la legittimità della condotta tenuta dalle multinazionali del Tabacco qui di seguito descritta.

Nella legislazione italiana vige, per i prodotti da fumo, una «Tariffa minima di vendita» (cosiddetto «Prezzo minimo»), stabilito dall’art. 1, comma 486, della legge finanziaria 2005 (L. 30/12/04 n. 311), che ha attribuito al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (di seguito AAMS), la delega ad individuare i criteri e le modalità per la fissazione dello stesso.

In attuazione di detta delega, l’AMMS ha emanato il D. Dirett. 25 luglio 2005, in vigore dal 1 agosto 2005, con il quale ha stabilito che il criterio di determinazione del Prezzo minimo di vendita è basato «Su una percentuale del prezzo medio ponderato di vendita al dettaglio di tutte le sigarette iscritte nella tariffa ed effettivamente commercializzate» (art. 2, comma 1), con la precisazione, contenuta al comma 2 della medesima norma, che «Il valore assoluto del Prezzo minimo non può essere superiore al prezzo registrato dalla sigaretta più venduta».

Il criterio di determinazione previsto dalla legge assume, come dato di riferimento, il prezzo delle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più richiesta, individuando in esso un limite di fissazione del Prezzo minimo di tutte le sigarette in commercio. Attualmente il Prezzo minimo delle sigarette viene aggiornato ogni tre mesi, prendendo come base di riferimento il prezzo medio ponderato delle sigarette nei sei mesi precedenti.

Collegata alla previsione del Prezzo minimo vi è la legislazione nazionale in materia di accise (ossia l’imposta sui consumi) sui tabacchi elaborati, dettata dalla L. 7.3.1985 n. 76 e successive modifiche, la quale prevede l’applicazione di un’accisa minima globale calcolata sul prezzo di vendita al minuto delle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più richiesta, con la previsione di un livello minimo di imposte di consumo (c.d. accisa minima) da applicare alle sigarette di prezzo inferiore alle sigarette appartenenti alla classe di prezzo più venduta (MPPC – Most Popular Price Class), per cui ne deriva che alle sigarette di prezzo inferiore a quello della sigaretta più venduta, dovrebbe essere comunque applicata un’accisa pari a quella gravante sulla MPPC stessa.

Negli ultimi anni, nel mercato della determinazione del Prezzo minimo delle sigarette, si è riscontrata una prassi per cui le maggiori società produttrici di sigarette, quali Philip Morris, British American Tobacco, Japan Tobacco e Imperial Tobacco, aumentano, una sola volta nell’arco dell’anno ed in modo apparentemente concordato, il prezzo delle sigarette in un range di tempo precedente a quello dell’aggiornamento del Prezzo minimo, contribuendo a creare in questo modo le condizioni per influire sulla determinazione dello stesso.

Dal sito ufficiale dell’AAMS (www.aams.it), si ricavano i seguenti dati relativi agli aumenti dell’accisa minima, e di conseguenza del Prezzo minimo, avutisi negli due anni:

  • in data 29.1.07 Philip Morris aumenta i prezzi di 0,10 euro;
  • in data 1.2.07 le altre società del tabacco aumentano i prezzi di 0,10 euro;
  • in data 2.4.07 l’AAMS aumenta l’accisa minima ed il Prezzo minimo di 0,10 euro (3,40);
  • in data 6.1.08 BAT aumenta i prezzi di 0,10 euro;
  • in data 10.1.08 le altre società del tabacco aumentano i prezzi di 0,10 euro;
  • in data 1.4.08 l’AAMS aumenta l’accisa minima al livello di 3,50 euro;
  • in data 18.4.08 l’AAMS aumenta il Prezzo minimo a 3,50 euro;
  • in data 26.6.08 Philip Morris aumenta i prezzi di 0,10 euro;
  • in data 3.7.08 le altre società del tabacco aumentano i prezzi di 0,10 euro;
  • è presumibile che in data 1.10.08 l’AAMS aumenterà l’accisa minima al livello di 3,60 euro.

I precedenti aumenti erano avvenuti con la stessa dinamica del 2.4.07; per tutti gli aumenti del Prezzo minimo precedenti all’ultimo aumento avvenuto il 18 aprile scorso, l’aumento del Prezzo minimo avveniva contemporaneamente all’aumento dell’accisa minima. Successivamente all’incremento del 18 di aprile, l’aumento del Prezzo minimo è avvenuto dopo 18 giorni dagli aumenti effettuati a catena dalle maggiori società produttrici di tabacco.

Si tratta solamente di alcuni esempi che non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma sono utili per illustrare il meccanismo messo in atto dalle multinazionali del tabacco e sul quale la S.V. può indirizzare le proprie indagini e verifiche, in quanto, a parere della scrivente, si tratta di condotte e comportamenti atti a falsare il meccanismo della concorrenza, a danno delle società produttrici che, come Yesmoke S.p.A., sono estranee a tale meccanismo ed occupano una posizione di nicchia.

Il fatto che l’unico aumento annuale dei prezzi delle sigarette ad opera delle maggiori società produttrici del tabacco, con una sorta di accordo in base al quale dall’aumento predisposto dalla Philip Morris derivi a ruota un conseguente aumento dei prezzi da parte delle altre maggiori società di vendita delle sigarette, intervento che avviene in un arco temporale che si pone in una fase precedente a quella in cui seguirà la determinazione del Prezzo minimo di vendita, fa sorgere nella scrivente il dubbio che trattasi di frutto di un pregresso accordo finalizzato ad impedire che il Prezzo minimo al consumo possa scendere al di sotto di una certa soglia, con ciò influendo in modo artificioso sulla determinazione finale del Prezzo minimo di vendita e sottraendolo alle normali regole del mercato, che vuole la concorrenza libera e scevra da illecite interferenze.

Tutto ciò premesso, la sottoscritta chiede all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di porre in essere tutti gli opportuni accertamenti e, verificata l’illegittimità delle condotte sopra descritte, vieti immediatamente la prosecuzione delle stesse, irrogando le sanzioni di legge ai soggetti che ne sono responsabili.

Distinti saluti.Yesmoke S.p.A.

Risposta della AGCM

Il 28 agosto 2008 l’AGCM, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, risponde che verificherà la rilevanza dei fatti segnalati, ai fini dell’applicabilità delle disposizioni di cui alla legge n. 287/90.

28 agosto 2008

Oggetto: segnalazione pervenuta in data 28 agosto 2008 relativa alla determinazione del prezzo di vendita delle sigarette.

Con riferimento alla segnalazione in oggetto si comunica che la pratica è stata attribuita per competenza alla Direzione Agroalimentare e Trasporti di questa Autorità.

La direzione verificherà la rilevanza dei fatti segnalati, ai fini dell’applicabilità delle disposizioni di cui alla legge 287/90 e avrà cura di comunicare il seguito che l’Autorità intenderà dare alla segnalazione.

Alla pratica è stato attribuito l’identificativo DC6284.Il Responsabile della Direzione

Il commento di Yesmoke

Si tratta di un caso elementare, da manuale, con la vittoria praticamente garantita. Anche perché c’è un caso identico che fa scuola.

Un importante precedente gioca a favore di Yesmoke. Il 14 giugno 2001 l’AGCM, avvia l’istruttoria nei confronti delle società Philip Morris Companies Inc., Philip Morris Srl, Intertaba Spa, Philip Morris Corporate Services Inc., ETI-Ente Tabacchi Italiani Spa, British American Tobacco P.l.c., British American Tobacco Italy, Japan Tobacco Inc., JT International Italia Srl, Reemtsma Cigarettenfabriken GmbH, Reemtsma Distribution Company Italy Srl, Altadis SA, Altadis Italia Srl, Austria Tabak AG, Gallaher Group P.l.c., Gallaher Italia Srl, Imperial Tobacco Group P.l.c. e Scandinavisk Tobakskompagni A/S, al fine di accertare eventuali violazioni dell’articolo 2, comma 2, della legge n. 287/90

L’AGCM aveva deliberato, il 13 marzo 2003

  • Che l’intesa realizzata da Philip Morris International Management S.A., Philip Morris Holland Bv, Philip Morris GmbH, Philip Morris Products Inc., Philip Morris Products SA ed ETI SpA (già AAMS) ha avuto ad oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza sul prezzo di vendita delle sigarette nel mercato nazionale dal 1993 al 2001, in violazione dell’articolo 2, comma 2, lettera a) e b), della legge n. 287/90;
  • Che le imprese sopra citate cessino dalla continuazione dell’infrazione, dando comunicazione all’Autorità delle misure adottate per la cessazione dell’infrazione entro 90 giorni dalla notificazione del presente provvedimento;
  • Che, in ragione della gravità e durata dell’infrazione di cui al punto a), alle società Philip Morris International Management S.A., Philip Morris Holland Bv e Philip Morris GmbH , Philip Morris Products Inc., Philip Morris Products S.A. e ETI S.p.A. vengano applicate le sanzioni amministrative pecuniarie nella misura indicata nella seguente tabella:
Società Sanzione in Euro
ETI S.p.A. 20.000.000
Philip Morris Products S.A. 23.830.000
Philip Morris Holland Bv 9.729.000
Philip Morris GmbH 8.322.000
Philip Morris Products Inc. 6.252.000
Philip Morris International Management S.A. 1.867.000

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