16 novembre 2004 – Yesmoke sotto attacco
Ci sono alcuni problemi a «sdoganare» la vendita online…
A pochi giorni dall'esordio delle Yesmoke, all'aeroporto JFK di New York dozzine di agenti sequestrano tutte le sigarette …anche se hanno la dichiarazione doganale.

L'aereo dei «Contrabbandieri»
Non si era ancora visto un blitz contro la posta regolare, di «almeno nove agenzie investigative federali, statali e locali», come pubblicato dai giornali locali. Una interminabile ispezione all'Aereoporto JFK ha lasciato mittenti e destinatari di tutta la posta proveniente dalla Svizzera in attesa e senza notizie.
Contemporaneamente giornali e televisioni, parlando di blitz contro il contrabbando, hanno seminato panico tra chi ha comperato sigarette online, nonostante la legge federale non vieti al cittadino americano di acquistare sigarette per posta dall'estero. Per compiere tutti i suoi doveri egli deve pretendere che la dichiarazione doganale sia applicata al pacco, nient'altro. Il resto è compito delle dogane!
Yesmoke rimborserà i proprietari di tutte le stecche bloccate al JFK, accollandosi una perdita di alcuni milioni di dollari. La produzione del nuovo brand 100% tabacco naturale non subirà variazioni.
Due sentenze
- Ci sarebbero 17 milioni dollari di tasse sulle sigarette vendute dal Yesmoke shop a New York, come deciso da una recente sentenza della Corte di NY, che dovrebbero essere pagate da Yesmoke. Le dogane USA, in poche parole, non sarebbero in grado di richiedere i dazi e presentano il conto a Yesmoke che diviene un soggetto di comodo.
- Yesmoke avrebbe importato in USA Marlboro destinate al mercato europeo. C'è una sentenza per Violazione di Copyright e Concorrenza sleale della Corte del Southern District di NY con la quale, evitando sempre il confronto con la giustizia Svizzera, Philip Morris ha intimato al sito Yesmoke di cessare «l'importazione» in USA di sigarette Philip Morris destinate al mercato europeo.
Philip Morris pretende che i fumatori americani fumino le Marlboro previste per loro, differenti da quelle previste per i fumatori che vivono nella Comunità Europea o in Svizzera. Ma sulle differenze non si discute: sono rigorosamente segrete.
Si pretenderebbe, in sostanza, che Yesmoke censurasse le proprie pagine ai clienti USA per «tutelare» queste differenze, cosa inaccettabile. Yesmoke si è sempre rifiutato, e da qui il sequestro. Ma l'importatore è il fumatore americano, ed è a lui che Philip Morris dovrebbe rivolgersi…
Conseguenza della sentenza sono anche i 548 milioni di dollari di danni che Yesmoke dovrebbe pagare, secondo Philip Morris.
Per fare chiarezza

L'applicazione dei dazi doganali alla merce acquistata per posta, senza sovrattasse o penalizzazioni, sarebbe il logico punto di arrivo nell'interesse di tutti
- Spedire e ricevere sigarette è legale negli USA, in base alla Universal Postal Convention datata 15 Settembre 1999. Questi accordi sono stati sottoscritti sia dalla Svizzera che dagli USA, e le sigarette sono tra i prodotti permessi. Vietando queste spedizioni USA e Svizzera violerebbero gli accordi.
- La merce, fermo restando il diritto, negli USA come in Svizzera, di respingere al mittente un prodotto acquistato per posta se per qualunque ragione non ci si ritiene soddisfatti, è già di proprietà dei destinatari, e non può essere utilizzata liberamente per sanare contese con una azienda terza.
- La confisca e distruzione sono illegali: un atto contro il cittadino ed il suo diritto di importare prodotti dall'estero nel rispetto delle leggi, garantito dalla legge federale. E le sigarette sono tra questi prodotti.
- L'eventuale decisione di iniziare a chiedere il pagamento dei duty-tax è l'unico atto fattibile. In questo caso la procedura corretta sarebbe condizionare il ritiro della merce al pagamento della tassa richiesta, rispedendo al mittente quella non ritirata.
Dal fronte svizzero
Nella Confederazione Elvetica si sta parlando di Yesmoke e della pubblicazione della ricetta in termini positivi. Non solo per lo stridente contrasto con Philip Morris, che si rifiuta di consegnare la lista di ingredienti delle sigarette alle autorità minacciando di abbandonare la Svizzera col suo quartier generale, ma anche alla luce di quella che è stata definita da The Observer the “Big Tobacco's last battle”. È la più grande azione legale intrapresa dal Dipartimento di Giustizia USA per civil racketeering, con una ichiesta di 280 miliardi di dollari.
Non chinare la testa
Oggi i pagamenti con carta di credito, effettuabili in qualunque paese indipendentemente dalla valuta, hanno di fatto abolito le frontiere. Perciò è folle pensare che il cittadino, che il vero importatore, si autodisciplini e si astenga dall'acquistare su internet prodotti venduti legalmente in altri paesi, ma non destinati dal produttore al suo mercato di appartenenza.
Ed è pazzesco dover subire passivamente un prodotto del quale né al consumatore né alle autorità è dato di conoscerne gli ingredienti. Ed è ancora più folle pensare che dovrebbero essere i venditori online a districarsi tra mille veti e divieti di produttori, per sapere a quali paesi censurare una determinata pagina e a quali no.
Tax-tax-tax
2000/2004
Le dogane USA lasciano inevase tutte le richieste di importazione che accompagnano i pacchi di Yesmoke, e i pacchi vengono consegnati senza alcuna richiesta di dazi doganali per quasi 5 anni.
20 Giugno 2004
Le tasse vengono chieste a un soggetto di comodo, in questo caso al mittente Yesmoke.ch, mentre l'importatore è il compratore finale. E la procedura corretta sarebbe condizionare il ritiro della merce al pagamento della tassa richiesta, rispedendo al mittente quella non ritirata.
20 Luglio 2004
Yesmoke non si presenta a difendersi dall'assurda accusa di contrabbando di sigarette, essendo tutti i suoi pacchi provvisti di dichiarazione doganale. Così una sentenza della Corte della citta di NY, emessa a tempo di record, stabilisce, secondo un calcolo approssimativo, l'ammontare delle tasse che Yesmoke dovrebbe pagare a 17 milioni di dollari. Yesmoke.ch continua a spedire.
16 Novembre 2004
Alla vigilia della presentazione del nuovo brand Yesmoke qualcuno comincia a pensare ai duty-tax sui prodotti provenienti dalla Svizzera. Il 16 di Novembre inizia il sequestro delle sigarette Yesmoke al JFK. Le autorità utilizzano i prodotti di proprietà dei destinatari per sanare un contenzioso con il venditore (Yesmoke). Così tutta la posta proveniente dalla Svizzera viene indebitamente fermata e subisce ritardi di settimane per il fermo delle stecche di Yesmoke. Secondo le leggi dopo l'11 settembre, chi fa l'ispezione non è tenuto a dare informazioni per tutta la durata dell'operazione.
Dicembre 2004
Yesmoke rimborsa tutta la merce bloccata per l'interminabile ispezione: se la merce non è stata consegnata è garantito il 100% money back.
L'opinione: Non c'è la volontà e l'intenzione di dare delle regole al commercio online nell'interesse del cittadino. Invece, l'applicazione dei dazi doganali alla merce acquistata per posta, senza sovrattasse o penalizzazioni, sarebbe il logico punto di arrivo nell'interesse di tutti.
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