Italia – 37,5 miliardi di dollari persi

Contrabbando di sigarette nell'Unione Europea - Philip Morris non pagherà, ormai è tardi.

Romano Prodi - Caricatura foto segnaleticaIl 22 maggio 1995 il Direttore Generale dei Monopoli di Stato Italiani, Ernesto Del Gizzo, trasmise al SECIT, il Servizio Centrale degli Ispettori Tributari Italiani, la denuncia sul mancato gettito fiscale di Philip Morris in Italia: un totale di 60.591 miliardi di Lire (37,5 miliardi di dollari) in 20 anni. A quanto ammontava il totale del mancato gettito fiscale in tutti i paesi dell'Unione Europea messi assieme?

Del Gizzo aggiunse che dal contrabbando di sigarette in Italia, grazie all'utile derivante dai prodotti ceduti sul mercato illegale, derivava un profitto netto annuo per la multinazionale di circa 1.100 miliardi di Lire (650 milioni di dollari). Continua »



Ferrari colpevole!

Big Tobacco non ammesso al Grand Premio di Monza.

Ferrari corre solo con il colore del branding dopo la recente legislazione

Ferrari corre solo con il colore del branding dopo la recente legislazione

Lo ha deciso il tribunale di Monza in seguito a un esposto presentato dal Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori, che chiedeva di vietare alla Ferrari di pubblicizzare il marchio Marlboro.

Una rigorosa sentenza "immediatamente esecutiva" notificata il 29 agosto, alla vigilia del Grand Prix seguito con attenzione dall'intera popolazione italiana, afferma che "incontestabile è la lesione di interessi collettivi da parte della Ferrari".

Così le "Rosse" hanno dovuto correre senza lo sponsor, come chiedeva la "Associazione dei consumatori". - La legge è legge! - è stato il tema dello spettacolo offerto al pubblico. - Che in Italia Philip Morris non conti nulla? - deve aver pensato la gente. Continua »



Specialista in trasmettitori

The Marlboro Man indaga…

Trasmettitore della Philip MorrisBig Tobacco, ora che collabora ufficialmente con la polizia dell'Unione Europea nella lotta contro il contrabbando, usa microscopici trasmettitori per seguire il percorso delle stecche di sigarette. Sono così piccoli che potrebbero stare in un singolo pacchetto senza alcun disturbo per il fumatore che l'ha acquistato. Un vero --specialista in trasmettitori--.

I congegni utilizzati oggi da Big Tobacco sono sottili come un foglio di carta, impercettibili e quasi invisibili. Si suppone che essi permettano di seguire il percorso della merce dalla fabbrica all'eventuale contrabbandiere. Continua »



32.5 milioni di pacchetti di sigarette

La Comunità Europea alla prova del nove.

Pacchetti di sigarette MarlboroPhilip Morris, in base all'accordo del 9 luglio 2004, firmato con la Comunità Europea, oltre ad interrompere le sue attività contrabbandiere, deve smettere di foraggiare il mercato parallelo, che è legale ma si sa trasformare in una addizionale fonte di approvvigionamento per i contrabbandieri. E logicamente deve raccogliere tutto quanto indebitamente immesso su questo mercato. Rinunciare ad una parte del suo business. In poche parole: restituire dei soldi.

Yesmoke, dalla stipula dell'agreement del 9 luglio tra Philip Morris e Comunità Europea, al fatidico 16 novembre 2004, con il sequestro delle sigarette inviate dal Yesmoke shop negli USA, di Marlboro ha trovato sul mercato ben 32,5 milioni di pacchetti. Come le ha trovate Yesmoke, avrebbe potuto trovarle chiunque.

Di questi, 12,5 milioni sono presenti materialmente nei suoi magazzini, e 19,6 milioni sono stati venduti online tra il 9 luglio e il 16 novembre 2004. Confermato dalle prove fornite da Philip Morris.

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Dalle Filippine con amore

Il colosso confessa, prove alla mano.

Philip Morris and YesmokeAntony Boccanfuso, dello studio Arnold & Porter LLP di New York, è uno di quegli avvocati che demoliscono i nemici della Philip Morris. Il 28 Gennaio 2005, allo scopo di demolire Yesmoke, il legale ha comunicato al giudice Kevin Nathaniel Fox che il numero esatto di container di sigarette prodotte da Philip Morris e vendute illegalmente ogni 12 mesi dal negozio online ammonta a 126. Poco più di 6 milioni di stecche all'anno.

Il legale porta delle prove infallibili a favore del suo cliente Big Tobacco, con le quali chiede a Yesmoke, sulla base dei 126 containers all'anno venduti online senza «autorizzazione», 550 milioni di dollari di risarcimento. Continua »



Sigarette contrabbandiere

Fumate sia dalle guardie che dai ladri.

Pubblicità della Marlboro

Il giro d'affari delle Marlboro su scala mondiale: 22 miliardi di dollari

«Philip Morris e R J Reynolds hanno avuto un ruolo determinante nella direzione, gestione e controllo delle operazioni di contrabbando all'interno della Comunità Europea … mediante direttive societarie impartite dai massimi livelli dell'azienda.» – Documenti Ufficiali EU

Le Marlboro non erano così popolari in Italia, ma dopo 20 anni di contrabbando il brand è diventato il numero uno indiscusso, avendo eliminato la concorrenza a suon di prezzi «duty free». Come è successo per le Winston in Spagna, dopo la spartizione della torta con RJ Reynolds.

Oggi Philip Morris si trova un business, la sigaretta Marlboro, con un giro d'affari valutato in oltre 22 miliardi di dollari su scala mondiale. «La fascia di mercato delle Marlboro è maggiore delle successive 10 sigarette messe assieme», ha detto Jack Holleran, senior vice presidente del «compliance and brand integrity» della Philip Morris USA. Continua »



Yesmoke come il sigaro cubano?

Qualcosa di rivoluzionario sta muovendo i primi passi.

100% banned in the USALa sigaretta Yesmoke sarà di fatto bandita in tutti i 50 stati USA …dal primo all'ultimo. Le forze di Big Tobacco stanno ottenendo vittorie schiaccianti su tutti i fronti. L'invasore Svizzero sta per essere liquidato con un attacco a tutto campo.

Ha iniziato la Città di New York, condannando Yesmoke al pagamento di 17 milioni di dollari per "contrabbando", nonostante le stecche inviate dal Yesmoke shop avessero sempre la custom declaration. Ma le Dogane cosa facevano?

Così la Big Apple oggi sembrerebbe già in grado di confiscare qualunque pacchetto di sigarette Yesmoke sull'intero territorio degli Stati Uniti, qualunque sia l'importatore.

Il 20 gennaio è arrivato il turno dell'Oregon, che ha annunciato l'indictment del --World's largest Internet retailer of cigarettes-- con una gran varietà di accuse, come distribuzione di sigarette senza licenza, vendita a minori, computer crime.

Se tutti gli stati e città diranno la loro, la somma che Yesmoke dovrebbe pagare prima di vendere le Yesmoke in USA potrebbe, secondo questa logica, raggiungere il miliardo di dollari. E non dimentichiamo la richiesta di Philip Morris per Copyright Infringment and Unfair Competition: 550 milioni.

Big Tobacco sta cercando di impedire che qualunque società possa importare le sigarette "Yesmoke", facendo terra bruciata per il brand dell'invasore Svizzero. Continua »



Mangia la minestra o salta dalla finestra!

All local store USA i brands sono pochi ma “ben selezionati”.

Good Fellas

Il mercato USA trova nel tabacco il suo paradosso

Mentre in Svizzera il cittadino può scegliere di avere il vizio per la sigaretta che preferisce, con un assortimento che arriva a centinaia di brands nazionali ed esteri, il consumatore di New York trova sugli scaffali del suo negozio meno di 10 brands, e deve forzatamente abituarsi ad uno di questi. Così, quando è diventato “dipendente”, trova sempre il “suo” brand. Geniale!

In Unione Sovietica le sigarette erano quelle socialiste. Oggi i brands sugli scaffali dei local stores americani sono solo quelli di Big Tobacco.

Questo succede perché la tutela del consumatore è stata affidata alla gestione familiare di un ristretto circolo, rappresentato dai produttori di quei pochi brands vincenti che si sono guadagnati lo spazio sugli spogli scaffali.

E così è in quasi tutto il mondo. "Copyright" o "Racketeering"?

Si riferiva proprio ai casi come questo un famoso filosofo del '700 quando diceva: "È difficile stabilire la linea che separa gli affari dal furto". Continua »



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