Yesmoke come il sigaro cubano?

Qualcosa di rivoluzionario sta muovendo i primi passi.

100% banned in the USALa sigaretta Yesmoke sarà di fatto bandita in tutti i 50 stati USA …dal primo all'ultimo. Le forze di Big Tobacco stanno ottenendo vittorie schiaccianti su tutti i fronti. L'invasore Svizzero sta per essere liquidato con un attacco a tutto campo.

Ha iniziato la Città di New York, condannando Yesmoke al pagamento di 17 milioni di dollari per "contrabbando", nonostante le stecche inviate dal Yesmoke shop avessero sempre la custom declaration. Ma le Dogane cosa facevano?

Così la Big Apple oggi sembrerebbe già in grado di confiscare qualunque pacchetto di sigarette Yesmoke sull'intero territorio degli Stati Uniti, qualunque sia l'importatore.

Il 20 gennaio è arrivato il turno dell'Oregon, che ha annunciato l'indictment del --World's largest Internet retailer of cigarettes-- con una gran varietà di accuse, come distribuzione di sigarette senza licenza, vendita a minori, computer crime.

Se tutti gli stati e città diranno la loro, la somma che Yesmoke dovrebbe pagare prima di vendere le Yesmoke in USA potrebbe, secondo questa logica, raggiungere il miliardo di dollari. E non dimentichiamo la richiesta di Philip Morris per Copyright Infringment and Unfair Competition: 550 milioni.

Big Tobacco sta cercando di impedire che qualunque società possa importare le sigarette "Yesmoke", facendo terra bruciata per il brand dell'invasore Svizzero. Continua »



Mangia la minestra o salta dalla finestra!

All local store USA i brands sono pochi ma “ben selezionati”.

Good Fellas

Il mercato USA trova nel tabacco il suo paradosso

Mentre in Svizzera il cittadino può scegliere di avere il vizio per la sigaretta che preferisce, con un assortimento che arriva a centinaia di brands nazionali ed esteri, il consumatore di New York trova sugli scaffali del suo negozio meno di 10 brands, e deve forzatamente abituarsi ad uno di questi. Così, quando è diventato “dipendente”, trova sempre il “suo” brand. Geniale!

In Unione Sovietica le sigarette erano quelle socialiste. Oggi i brands sugli scaffali dei local stores americani sono solo quelli di Big Tobacco.

Questo succede perché la tutela del consumatore è stata affidata alla gestione familiare di un ristretto circolo, rappresentato dai produttori di quei pochi brands vincenti che si sono guadagnati lo spazio sugli spogli scaffali.

E così è in quasi tutto il mondo. "Copyright" o "Racketeering"?

Si riferiva proprio ai casi come questo un famoso filosofo del '700 quando diceva: "È difficile stabilire la linea che separa gli affari dal furto". Continua »



Tabacco giù, profitto su

Perché i Colossi non riveleranno mai le loro ricette.

La pubblicazione del contenuto delle sigarette non è cosa semplice per Big Tobacco. A cominciare dal tabacco. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie all'introduzione di nuove tecnologie, additivi, Tabacco Ricostituito e altri materiali, il contenuto di foglie di tabacco nella sigaretta è passato da 2,28 Lbs per 1000 sigarette nel 1960 a 0,91 Lbs nel 2000. Prodigio della scienza!

Dick Cavett

Dick Cavett, il celebre conduttore televisivo americano del popolare «Dick Cavett show»

Con l'uso di tabacco in crescita nel mondo, il consumatore si aspetterebbe che i produttori di sigarette comprino sempre più foglie di tabacco. Ma grazie alle nuove tecnologie che permettono loro di gonfiare artificialmente il volume delle foglie, queste società possono attualmente usare sempre meno tabacco per sigaretta. Eppure non c'è carenza di tabacco nel mondo.

Oggi la scienza, inoltre, permette ai produttori di trasformare ogni scoria che trovano sui pavimenti delle loro fabbriche in «riempitivi della sigaretta» che hanno il sapore del tabacco naturale e la capacità di apparire come vero tabacco agli occhi inesperti del fumatore.

«Finché la gente accetterà la spazzatura sarà redditizio venderla». Perché quanto dice Dick Cavett non dovrebbe valere per le sigarette? Continua »



Chi fa il prezzo … nel Marlboro country?

Philip Morris arriva ad utili del 500%.

I consumatori USA pensano che le sigarette siano diventate care per gli aumenti delle tasse. Ma secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante il prezzo salga continuamente, la parte che va allo stato scende in percentuale, ed è meno della metà che nel 1965.

Wall Street

Wall Street: i prezzi sono calcolati secondo le regole del mercato

Da una nostra stima dei costi di produzione e prezzi di vendita all'ingrosso, la Philip Morris arriva ad utili sulle Marlboro …quasi come un esattore fiscale.

Joe Camel e il Marlboro Cowboy, infatti, oltre a fare aumentare il numero dei fumatori di tutte le età e in tutto il mondo, sono serviti ai 5 grandi produttori di sigarette a far salire i prezzi, che non sono legati oggi alla qualità del prodotto, ma sono determinati da messaggi pubblicitari, icone e slogans.

Ora il cartello dei produttori di sigarette, dopo una guerra costante sistematica alla concorrenza, rimasta sempre ai minimi termini, è disponibile ad abolire la pubblicità, inclusa formula uno.

Ma il prezzo dei più popolari brands, salito alle stelle grazie a «mitici» slogans, non sembra intenzionato a scendere nel futuro. Infatti non c'è ne è bisogno: non c'è la concorrenza. Continua »



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