Nella prima udienza del processo per contrabbando di sigarette online, che vede sul banco degli imputati i titolari e i collaboratori della Yesmoke, i giudici Paola Trovati, Diamante Minucci e Silvia Salvadori hanno deciso per il rinvio al 29 settembre 2009.

Il giudice Ubaldo Pelosi ebbe un «impulso irrefrenabile» a dare la notizia al quotidiano «la Repubblica» dei raid segreti della Guardia di Finanza alla Yesmoke, che fu pubblicata sull'edizione online ancor prima dei raid stessi
«Se di contrabbando ed evasione fiscale Philip Morris vuoi colpire, di contrabbando ed evasione fiscale devi perire», avranno pensato gli utili idioti italiani al servizio degli amici stranieri.
Così, nel 2004, hanno dato vita a un'inchiesta grottesca, nella più totale ignoranza in fatto di leggi e regolamenti, con tanto di intercettazioni, pedinamenti, raid delle forze dell'ordine, comunicati stampa diffamatori pieni di stupidaggini senza nè capo nè coda, prove tarocco, violazione del segreto istruttorio… Tutto secondo il più classico rituale giudiziario italiota.
Yesmoke aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Torino i crimini di Philip Morris, il più grande contrabbandiere ed evasore fiscale della storia d'Italia (ci facciano causa se non è vero), ricordando che c'è una sentenza «dimenticata» della Suprema Corte di Cassazione del 21 dicembre 2001, che fa presente che sono 120 mila i miliardi di lire mai pagati allo Stato da Philip Morris, della quale non ne hanno parlato i giornali. Continua »