Dall'inizio degli anni '90 i politici che si sono susseguiti hanno sempre lavorato, per mano dell'Aams, contro l'incremento della pressione fiscale sulle sigarette, cioè dell'aliquota dell'accisa, prediligendo manovre tariffarie a tutela degli utili dei grandi produttori stranieri. I nostri politici hanno rubato soldi alla collettività per regalarli a soggetti stranieri, che in cambio gli dicevano «Bravo». …Ma adesso che è arrivato il governo Monti, cambierà tutto? Continua »
Sigarette: Governo nuovo, truffa vecchia
Grazie al decreto «Mille Proroghe» il Governo Monti otterrà 15 milioni di euro in più dal tabacco. Ma i fumatori italiani di milioni ne dovranno sborsare quasi 20, perché 4 e mezzo sono il «pizzo» per Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco. Infatti il decreto prevede un aumento delle entrate fiscali dalle sigarette, ma non un aumento della pressione fiscale, ossia dell'aliquota dell'accisa, sgradito a Big Tobacco.
Questo vuol dire che quando le sigarette costano di più, è il «cartello» delle 3 multinazionali che alza i prezzi, non è lo Stato che decide un aumento delle tasse. E' vero che con questo sistema non è solo il cartello a guadagnare, perché anche lo Stato incassa di più se i prezzi salgono, il problema è che nei paesi normali, inclusi i paesi del terzo mondo, lo Stato si prende l'intera posta. Continua »
Italia: BAT batte Codacons 2 a 0

Il 13 aprile 2011 il Tribunale civile di Roma aveva dichiarato inammissibile la class action proposta dal Codacons contro la British American Tobacco Italia, in favore dei fumatori delle MS, Pall Mall, Lucky Strike, e il 30 gennaio 2012 è arrivata la bocciatura in Appello.
Secondo il Codacons, la BAT avrebbe utilizzato cocktails chimici per aumentare gli effetti della dipendenza dalla nicotina. Pertanto 3,5 milioni di ipotetici fumatori di quelle marche avrebbero dovuto incassare 3.000 euro a testa, per un totale di 10,5 miliardi di euro.
La Class Action del Codacons sarà stata una sceneggiata sgangherata e dall'esito scontato (basta dire che il fumatore non è identificabile) ma ha evidenziato un problema reale: a nessuno è dato di conoscere identità e dosaggio degli additivi presenti nelle sigarette che troviamo in tabaccheria, e la Giustizia italiana non ha le palle per fare qualcosa. Continua »
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