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«7 Bastardi» giurano il falso: «La nicotina non da dipendenza»

Perché un comune cittadino che commette il reato di falsa testimonianza deve essere perseguito dalla legge, mentre i «Boss» di Big Tobacco beneficiano della totale impunità per lo stesso reato?

Pubblicamente l’industria del tabacco ha sempre dichiarato il falso sulla nicotina. Ma già all’inizio degli anni ’60 i documenti mostrano come l’industria del tabacco sapeva bene che la nicotina era una droga. Verso la fine degli anni ’90 un numero consistente di documenti interni delle società del tabacco, che diventano di dominio pubblico, mostrano che Big Tobacco aveva le idee chiare:

La principale motivazione a fumare è l’ottenimento dell’effetto farmacologico della nicotina.

Philip Morris, 1969

Negli anni ’70 e ’80 i ricercatori dell’industria del tabacco studiarono il potere di assuefazione della nicotina, ma i risultati delle ricerche furono mantenuti segreti.

Nel 1997 Ligget Company ruppe i ranghi e divenne la prima società ad ammettere che:

«La nicotina da dipendenza.»

Un’industria responsabile della produzione di sigarette manipolate per aumentare la dipendenza, distribuite in tutto il mondo, ha operato con il fine di rendere sia i governi che i cittadini dipendenti dal questa droga.

«Crack Nicotina»

Philip Morris iniziò ad utilizzare la tecnologia dell’ammoniaca nel 1965, aumentandone l’uso periodicamente dal 1965 al 1974. Questo periodo di tempo corrisponde al drammatico aumento delle vendite che Philip Morris fece tra il 1965 e il 1974.

R.J. Reynolds, 1992, Minn Trial exhibit 13141

Philip Morris fu imitato da tutti i maggiori produttori mondiali di sigarette. Così, mentre i «7 Bastardi» giuravano che «La nicotina non da dipendenza», vendevano da anni sigarette chimicamente modificate per aumentare la dipendenza alla nicotina.

«Good fellas» al lavoro

Udienza sul «Regolamento dei prodotti del tabacco» del 14 Aprile 1994: i 7 direttori delle multinazionali del tabacco testimoniano sotto giuramento che «La nicotina non da dipendenza».

Mr. Wyden: «Mi permetta di iniziare domandandole se la nicotina da, o non da dipendenza al fumatore. Pongo la domanda a lei per primo, e farò lo stesso con tutti gli altri, ho bisogno solo di un si, o un no. Lei cosa pensa: la nicotina da dipendenza?»

Mr. Campbell (Presidente della Philip Morris USA): «Io ritengo che la nicotina non dia dipendenza».

Mr. Wyden: «Mr Johnston?»

Mr. Johnston (Chairman e CEO della RJ Reynolds Tobacco Company): «Vostro Onore, le sigarette e la nicotina indubbiamente non si adattano alla classica definizione di «dipendenza». Non c’è intossicazione».

Mr. Wyden: «Lo prendo come un No. Il tempo è breve. Io penso che ciascuno di voi ritenga che la nicotina non dia dipendenza. Vorrei solo avere la conferma di ciò, per mettere a verbale».

Mr. Taddeo (Presidente della U.S. Tobacco): «Io non credo che la nicotina, o i nostri prodotti, diano dipendenza».

Mr. Tisch (Chairman e CEO della Lorillard Tobacco Company): «Io ritengo che la nicotina non dia dipendenza».

Mr. Horrigan (Chairman e CEO della Liggett Group): «Io dico che la nicotina non da dipendenza».

Mr. Sandefur (Chairman e CEO della Brown and Williamson Tobacco Company): «Io ritengo che la nicotina non dia dipendenza».

Mr. Donald Johnston (Presidente dell’American Tobacco Company): «Anche io dico che la nicotina non da dipendenza».

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