Asso di bastoni
5 Ottobre 2007: è partito il primo attacco a Big Tobacco.
Dopo aver ricevuto la licenza Yesmoke ha presentato alla Commissione Europea la denuncia contro il cosiddetto Prezzo minimo* in vigore in Italia, che vieta la vendita al dettaglio a meno di 3.40 Euro per 20 sigarette.
La denuncia è il primo passo di un grande progetto, molto piu facile da realizzare di quanto si possa pensare: dare al cartello dei produttori di sigarette la prima mazzata, creando loro, in Italia, un danno finanziario di oltre 1 miliardo di Euro, a vantaggio delle casse dello stato, (dei quali 800 milioni a danno della sola Philip Morris).
E chi saranno i parassiti italiani che si faranno avanti in difesa del loro sponsor?
Yesmoke vuole portare all'attenzione di tutti le complicità grazie alle quali i produttori di sigarette possono fottere quotidianamente denaro al consumatore, additando, con nomi e cognomi, i corrotti, gli idioti e i lecca-culo.
I numeri
In Italia il prezzo delle sigarette, "per la tutela della salute pubblica", non può scendere sotto i 3.40 Euro del cosiddetto Prezzo minimo.
L'Unione Europea, che è pronta ad avviare una Procedura di Infrazione** contro l'Italia sulla la decisione di fissare un Prezzo minimo per le sigarette come mezzo dissuasivo per i fumatori invece di utilizzare lo strumento della tassazione, in perfetta sintonia con Yesmoke ha dichiarato che: "il Prezzo minimo falsa la libera competizione e tutela gli interessi dei produttori e i loro margini di guadagno".
Questo significa che il Prezzo minimo sarà tolto, con le buone o con le cattive.
Il provvedimento impone oggi a Yesmoke di vendere a 3.40 Euro, con un utile del 250% in Italia. (Nulla al confronto del 500% di Philip Morris). Abolito il Prezzo minimo, le Yesmoke potranno finalmente scendere da 3.40 a 3 Euro.
Come risposta a questa più che legittima mossa, lo Stato Italiano dovrà portare il prezzo temporaneamente basso delle Yesmoke, ad un livello giudicato utile a dissuaderne il consumo. Ma non essendoci più il Prezzo minimo, lo farà alzando le tasse, indistintamente su tutte le sigarette.
Ma qui viene il bello: l'entità della tassazione dovrà essere stabilita prendendo come riferimento le sigarette vendute a prezzo più basso, che molto probabilmente saranno proprio le Yesmoke, una "Premium Brand" che costerà veramente poco.
Le tasse addizionali che lo Stato Italiano applicherà su tutte le sigarette, per riportare i prezzi, si suppone, a 3.40 Euro come era prima, dovranno essere di 40 centesimi al pacchetto.
Così, mentre le Yesmoke, come conseguenza dell'aumento di 40 centesimi, torneranno da 3 a 3.40 Euro, le Marlboro, attualmente vendute a 4.10 Euro, con un aumento di 40 centesimi, dovrebbero salire a 4.50 per dare lo stesso margine di utile a Big Tobacco.
Philip Morris potrà anche fermare il prezzo a 4.10 Euro, come è oggi, ma rinuncerà così a 40 centesimi di utile al pacchetto, trasformati, quasi per magia, in una buona entrata per le casse dello stato.
In quest'ultimo caso, dato che le Marlboro vendute ogni anno in Italia sono 2 miliardi di pacchetti, il danno a Philip Morris derivante dalle sole Marlboro sarà di ben 800 milioni di Euro di mancato guadagno, a vantaggio delle casse dello stato.
Il «Prezzo politico»
La Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 21 dicembre 2001, ha definitivamente statuito che Philip Morris "ha realizzato in Italia una stabile organizzazione la cui sussistenza ha comportato una evasione fiscale di 120.000 miliardi di lire (60 miliardi di Euro) sottratti ad ogni forma di imposizione diretta ed indiretta".
Ciononostante Big Tobacco, in questo paese di coglioni, non ha mai sborsato un solo euro. Ma siamo proprio sicuri che una evasione fiscale da Guinness dei Primati, come quella che Philip Morris ha realizzato in quella "riserva di caccia" chiamata Italia, possa essere messa tranquillamente in archivio, e poi avviata definitivamente al macero?
Oggi Philip Morris guadagna, con le Marlboro, più di un un esattore fiscale, e a beneficiarne sono un esercito di parassiti, ovvero sostenitori occulti e lecca-culo di ogni specie e colore politico.
Cosi', contro gli odierni utili dei produttori di sigarette, che si realizzano a scapito delle entrate dello Stato, Yesmoke ha deciso di fare una scelta strategica e dimostrativa: mettere sul mercato un prodotto della massima qualità al prezzo di costo. Ecco il cosiddetto "Prezzo Politico" (3 Euro), realizzabile in Italia non appena sarà abolito il Prezzo minimo.
Il progetto di Yesmoke va ben oltre la concorrenza agli altri produttori. Yesmoke è una nave da guerra, pronta a destinare tutte le sue risorse al danneggiamento finanziario del cartello dei produttori di sigarette, e il suo fine è estirpare il bubbone Big Tobacco dalla societa'.
* Il Prezzo minimo costringe i produttori delle sigarette vendute ai prezzi più bassi ad alzare il prezzo fino ad un minimo stabilito dallo stato e, in teoria, a guadagnare di più. Nella realtà questo non succede perché i consumatori, a parità di prezzo, sono portati a scegliere la sigaretta più famosa.
Così l'aumento di prezzo porta maggiori introiti né allo stato, né alla concorrenza ma al cartello dei produttori di sigarette. Far salire il prezzo con il semplice aumento generalizzato delle tasse, che avrebbe come conseguenza un aumento di prezzo per tutte le sigarette, porterebbe maggiori introiti alla stato, costringendo Philip Morris a ridurre gli utili sulle Marlboro per restare competitivo.
** La procedura di infrazione viene attivata quando si reputi che uno stato membro abbia mancato ad uno degli obblighi imposti dal diritto comunitario. Essa puó essere avviata dalla Commissione europea (articolo 226 trattato CE) o da qualsiasi stato membro contro un'altro Stato membro (articolo 227 del trattato CE).
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Il corrotto romano non ama rischiare, è un ladruncolo. Lui fa quello che fanno tutti, è un cialtrone che sparirebbe alla sola vista del bastone.
Chi ruba è un coglione, e un coglione è una persona imprevidente.