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«Ass-kissers» d’Italia

I politici corrotti e servili sono il cardine del business di Big Tobacco. L'esigenza di apparire e la propensione a baciare il culo (non solo ai produttori di sigarette) - Ecco i modelli di riferimento e la carriera dell'ass-kisser italiano.

Cos’è un «Ass-kisser» italiano

L’ass-kisser è un coglione privo di spirito critico, ammirato e rispettoso davanti alla gente che conta, che la notte sogna di essere amico di famiglia dei Rothschild o di essere di casa alla Goldman Sachs.

L’ass-kisser è un bacia-culo che vive alle spalle della gente che lavora senza neanche rendersene conto. Egli è affascinato dall’appartenenza a logge segrete nelle quali, essendo tutt’altro che «illuminato», alimenta la schiera degli «utili idioti».

L’ass-kisser punta a «stima e considerazione» da parte dei potenti stranieri, ad apparizioni in televisione, ad inviti a party esclusivi. E per il raggiungimento di questi traguardi dispone del denaro della collettivita, che può utilizzare con la garanzia dell’impunità.

Italia o Italietta? Non è più il tempo in cui ci si armava per cacciare l’invasore. Gli ultimi decenni sembrano aver prodotto una classe politica schierata a favore di forze occulte, che volevano un paese dalle istituzioni servili, pronte a fare torto alla propria stessa gente pur di non dispiacere allo straniero di turno.

I modelli di riferimento

In Italia si è affermata una tendenza diseducativa e pacchiana, che permette di emergere non più grazie al sacrificio e ai meriti ma grazie all’appartenenza a una «élite» di personaggi che non sono artefici di nulla, la cui unica peculiarità è l’apparenza e il successo.

A questo schieramento «senza né arte né parte», che imperversa oggi nel nostro paese e sul quale è stato costruito lo stereotipo dell’Italia che conta, vengono affidati ruoli di «alto prestigio», affinché possano mettersi in mostra davanti alla gente.

I grandi uomini dei nostri giorni amano posare per il fotografo al timone dello yacht come dei moderni Cristoforo Colombo, e agli Italiani è stato insegnato a portare a costoro il loro tributo di ammirazione e rispetto.

Creando questi modelli di riferimento il potere economico mondiale ottiene un paese docile, servile, privo di ideali, impegnato a correre dietro ai falsi miti della celebrità. Un paese di coglioni, condizione indispensabile al fine di poter sottrare ricchezza secondo i propri piani e senza trovare alcuna resistenza.

La carriera

Professore universitario, ricercatore, scrittore, magistrato, opinionista, lobbista, top manager, filosofo, immobiliarista, VIP, statista… ecco cosa oggi un coglione sogna di essere per raggiungere il culmine dell’eleganza. Egli viene così comprato con un assortimento di gratificazioni, tra le quali trova facilmente una sua collocazione appagante, fattore essenziale al fine di usarlo per i propri progetti.

In questa Italietta i furbi del mondo «valorizzano» e fanno emergere gli elementi più adatti, aprono loro le porte delle loro case, instaurano legami di amicizia affinché li aiutino a meglio fottere i soldi alla loro stessa gente in cambio di «stima e considerazione».

Così oggi l’Italia è ridotta a uno show di pappagalli: essi occupano posti di «alto prestigio», si fanno carico di «responsabilità forti», sono persone «equilibrate e di buon senso», evitano «atteggiamenti estremisti che non giovano a nessuno», hanno «rispetto per le istituzioni», «senso dello stato», «fiducia nell’operato della magistratura», «senso di responsabilità», «realismo»…

Ass-kissers al lavoro: Associazioni, fondazioni, «Lobbisti»…

Le multinazionali del tabacco hanno preso il posto delle vecchie correnti, e finanziando una galassia di fondazioni e associazioni condizionano l’agenda della politica italiana. Le associazioni dei consumatori, sponsorizzate dalle multinazionali o da organizzazioni da esse finanziate, declamano slogans con  «la salute dei bambini» sempre al primo posto …senza mai aprire bocca sul pacchetto da 10 sigarette. Il boiardo democristiano, l’ex partigiano, lo scienziato scendono in campo in difesa del Prezzo minimo senza neanche sapere di cosa si tratti, offrendoci uno spaccato della penetrazione delle multinazionali del tabacco nella società italiana.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons

Carlo Rienzi, presidente del Codacons

Secondo l’Unione europea «Il Prezzo minimo tutela gli utili dei produttori a scapito delle entrate dello Stato». Ma il CODACONS, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Consumatori, sembra preferire la tutela degli utili di Philip Morris. Infatti il CODACONS è schierato con Big Tobacco, contro l’Unione europea e la Yesmoke S.p.A., nel ricorso contro il Prezzo minimo delle sigarette. «Nell’ottica di una sempre maggiore tutela della salute dei consumatori in generale, e dei consumatori minorenni in particolare…» ha detto il presidente, Avv. Prof. Carlo Rienzi.

Per il Movimento italiano Genitori (MOIGE), che conduce campagne di pseudo-prevenzione grazie ai soldi di Philip Morris e della Federazione Italiana Tabaccai, a sua volta foraggiata da Philip Morris, «è preoccupante il fatto che l’Unione europea voglia l’abolizione del Prezzo minimo delle sigarette».

Secondo il REF, Ricerche Economia Finanza, lo sponsor viene prima di tutto. Ecco la presentazione della sua pubblicazione sul mercato del tabacco in Italia: «Tobacco Observatory è un’iniziativa sostenuta da British American Tobacco Italia allo scopo di promuovere un quadro di conoscenza diffusa e trasparente in tema di tabacchi». Una presentazione che è tutta un programma… Il problema è che l’AAMS prende queste «conoscenze diffuse e trasparenti» e la porta al ministro di turno che dice: «Bravi ragazzi, continuate cosi».

 

Patria RenzoChi è più mafioso? Chi bacia Toto Riina sulla guancia, o chi lavora affinchè Philip Morris, il più grande ladro della storia d’Italia, continui a portarsi a casa i miliardi di euro degli Italiani? L’Onorevole Renzo Patria, Forza Italia, vecchio Boiardo democristiano, è conosciuto come il «Lobbista» numero uno di Philip Morris in Italia …una cosa molto prestigiosa!

Dopo la «Assotabacco», sedicente «Associazione Nazionale Imprese Europee Produttrici di Sigarette», con la quale era riuscito a infilarsi in Confindustria, l’ultima trovata  dell’Onorevole Patria è stata la «Filtabacco», che si spaccia per «Portavoce dell’opinione dei soggetti coinvolti nella filiera del tabacco in Italia». Con la «Filtabacco» l’Onorevole Patria si è infilato a Bruxelles, dove è riuscito a rappresentare persino la Yesmoke, a nome della quale ha chiesto «Il Prezzo minimo a 5 euro in tutta l’Europa».

Mario Pirani

Mario Pirani

Oggi in Italia non c’è niente di meglio della credibilità di chi, un giorno si e uno no, si riempie la bocca parlando di Resistenza e di Costituzione. Con un bell’articolo di elogio del Prezzo minimo, pubblicato su Repubblica del 23 febbraio 2009, anche Mario Pirani, glorioso ex partigiano, ha sentito il bisogno di fare la sua piccola parte per la causa dei produttori di sigarette stranieri, ovviamente «A difesa della salute pubblica».

Quando c’è Big Tobacco di mezzo, anche i professori si dimenticano come si fanno le addizioni e le sottrazioni. Nel 2008 il professor Silvio Garattini, uno dei maggiori scienziati italiani, faceva una proposta: «Un euro in più per ogni pacchetto, sigarette più care per finanziare la ricerca». Ma ecco cosa il professore dichiarava un anno dopo: «Il 6 per cento dei fumatori smetterebbe se il Prezzo minimo salisse a 5 euro». Forse Garattini non ha dimestichezza con addizioni e sottrazioni, perché aggiungere 1 euro a pacchetto, o aumentare il Prezzo minimo, cambia parecchio. Nel primo caso i soldi vanno allo Stato, nel secondo vanno ai produttori. …Che per la ricerca il professore si sia aggiustato diversamente?

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