Big Tobacco & AAMS: il furto continua
Il 25 settembre sono saliti di 10 centesimi tutti i prodotti Philip Morris, subito dopo quelli di Japan Tobacco e British American Tobacco.
L'ennesimo aumento, che riguarda il 99% delle sigarette sul mercato, non è stato determinato dall'aumento della pressione fiscale, cioè dall'aumento dell'aliquota dell'accisa, ma dalla decisione dei produttori di aumentare i loro utili.
Dal 2005 i produttori hanno guadagnato sempre di più grazie alla legge del «prezzo minimo» prima, e della «tassa minima» adesso, che garantisce loro un utile minimo del 380%, ai danni dello Stato e del consumatore finale.
Ma l'art. 39-quater, comma 2, del D.L. 26 ottobre 1995, n. 504, stabilisce nel costo di produzione il limite sotto il quale il produttore non poteva vendere, ossia l'utile zero e non del 380%.
Come funziona il furto
Perchè il prezzo minimo é stato fissato a un livello di utile minimo del 380% per il produttore? Dal 2004 lo Stato non ha più aumentato la pressione fiscale sulle sigarette, ed ha permesso ai produttori di fare utili nettamente superiori agli utili che gli stessi produttori hanno fatto negli altri paesi europei, con gli stessi prodotti.
Con la scusa di raggiungere gli obiettivi di gettito programmati dal Governo, l'AAMS ha lasciato che Big Tobacco aumentasse i prezzi dei suoi prodotti per fare aumentare le entrate fiscali.
Ma ogni aumento del gettito generato dall’aumento dei prezzi dei produttori determina per la collettività un costo superiore al maggior gettito ottenuto, in quanto parte di questo costo va ad aumentare i loro utili.
Questi aumenti di prezzo, inoltre, hanno determinato un automatico innalzamento del prezzo minimo prima, e della tassa minima adesso, e costringono ad aumentare i prezzi anche i produttori che non lo vogliono, come Yesmoke, impedendo un concorrenza sul prezzo e una conseguente redistribuzione delle quote di mercato.
Al contrario, in assenza del prezzo minimo o della tassa minima, l'aumento del gettito generato dall’aumento della pressione fiscale, ossia dell’aliquota dell’accisa, determina per la collettività un costo uguale al maggior gettito.
L'aumento dell’aliquota ha come conseguenza una diminuzione degli utili dei produttori, a meno che essi non decidano di aumentare i prezzi, rischiando di perdere quote di mercato a favore dei produttori che non li aumentano.
Questa truffa alla collettività è stata concordata con le multinazionali straniere dall'AAMS, che ha fatto da consulente con il mondo della politica sulla validità del provvedimento, adducendo la salute dei cittadini come fine.
Dopo l'ultimo aumento di prezzo, Big Tobacco, che prima vendeva al distributore il pacchetto di Marlboro a 69,38 centesimi, lo vende a 71,24 centesimi, con l'utile che sale al 495%.
Se in Italia l'aliquota delle accise fosse al 64% come in Francia, le maggiori entrate si avvicinerebbero ai 2 miliardi all'anno, i prezzi non varierebbero in modo sensibile, e i produttori guadagnerebbero molto di meno.
Il furto è evidente a chiunque sappia fare le addizioni e le sottrazioni e voglia vederci chiaro. Eppure una cosa così assurda è passata inosservata per 5 anni, e c'è qualcuno che pensa di continuare così.
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In giro si dice che i vostri camerieri o CAMERIERE, specifichiamo il sesso è meglio, fanno il 3 x 2 con le Yesmoke, fate anche la raccolta punti fragola dato che ci siete???
Quello che scrivete si diceva già nel '98. Ecco alcuni brani dell'interrogazione dell'onorevole Marengo e dell'onorevole Leone, Seduta n. 366 del 3/6/1998:
"In particolare, gli interroganti evidenziano la necessità di colpire, con l'elevazione dell'aliquota dell'accisa sulle sigarette, i ricavi industriali dei produttori, peraltro ampiamente remunerativi dei costi sostenuti, al fine di ridurre al minimo gli utili delle ditte estere, derivanti dalla vendita delle sigarette sul mercato italiano, che sfuggirebbero alla tassazione in Italia in base alle regole dei trattati internazionali volti ad evitare le doppie imposizioni. Ciò anche nella considerazione che l'aumento dell'aliquota dell'accisa e, quindi, dell'incremento del gettito erariale, potrebbe essere realizzato senza aumentare i prezzi di vendita al pubblico delle sigarette. Gli interroganti, altresì, auspicano la necessità di ripristinare condizioni di concorrenzialità sul mercato italiano."
Forse questo significa che é tutto inutile, che sarà sempre così. Se é vero che da prima del 1998 lo stato non aumenta le tasse per fare guadagnare di più i produttori, ci troviamo davanti ad un ammanco di notevoli proporzioni.
Perché dovrebbe essere sempre così??? Sei pessimista perché si sono portati via tanti soldi, quindi se ne avessero presi pochi saresti ottimista?