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Big Tobacco sfrutta «mercati in via di sviluppo»

Big Tobacco non può reggere una diminuzione delle vendite di sigarette: con il numero dei fumatori in calo nei maturi mercati dell'ovest, le multinazionali del tabacco cercano di espandere le loro operazioni internazionali anche in America Latina, Asia, Africa.

Un ex collaboratore del cartello dei produttori di sigarette, intervistato da Marketing Week nel 1998, disse: «Essi dovranno trovare una via per sfamare il mostro che hanno costruito, e l’unica via sarà aumentare le vendite nei paesi in via di sviluppo.»

Per una decina d’anni, operando sotto l’autorità della Sezione 301 del Trade Act del 1974, l’USTR (Unites States Trade Representative) cercò di imporre severe sanzioni contri i paesi che non aprivano il loro mercato alle sigarette americane. Nessun altro prodotto dell’agricoltura aveva mai ricevuto la stessa attenzione, e tutti capitolarono sotto la richiesta americana.

«Mercati in via di sviluppo» nelle parole di Big Tobacco

«Noi non dobbiamo demoralizzarci semplicemente perché il mercato mondiale sembra essere in declino. All’interno del mercato mondiale vi sono aree di forte crescita, particolarmente in Asia e in Africa; ci sono nuovi mercati che si stanno aprendo per il nostro export, come l’Indo-Cina e i paesi del Comecom; e ci sono grandi opportunità di aumentare le vendite in aree dell’Europa. Il mercato delle sigarette è ancora molto redditizio, e vi è la possibilità di aumentare ulteriormente i profitti.» – BAT, 1990

Steven Goldstone, Chairman della RJR Nabisco: «Il business internazionale del tabacco è diventato una importante fonte di guadagno per la RJR Nabisco, e può essere il fattore trainante della nostra crescita futura.» – Tobacco Reporter, 1998

«Tu sai cosa vogliamo, ha detto un funzionario di una multinazionale del tabacco, noi vogliamo l’Asia.» – Quoted in Unhealthy Alliance, 1998

Il rappresentante della Rothmans in Burkina Faso, Chris Burrell: «Qui l’aspettativa di vita media è di circa 40 anni, la mortalità infantile è alta: i problemi per la salute che alcuni affermano siano causati dalle sigarette, qui non sono percepiti come un problema.» – J. Sweeney, 1999

Matthew Winokur, Director di Philip Morris-Asia, parlando dei mercati oltremare: «Se la gente fuma, perché non dovrebbe essere in grado di scegliere sigarette americane?» – Cited by L. Heise, 1989

Michael Parsons di Philip Morris: «La richiesta di Marlboro è fenomenale. È come dire: Qual’è il mercato potenziale per i jeans Levis? Probabilmente ogni secondo adulto in Russia.» – The Observer, 1992

Andreas Gembler, Presidente di Philip Morris Europa: «Quando il muro è stato abbattuto nel 1989, c’erano decine di milioni di consumatori aperti ai prodotti Philip Morris. Se non avessimo agito nel modo appropriato, oggi il treno sarebbe perso. Noi avremmo visto la sua luce di coda.» – Institutional Investor, 1996

Thomas Marsh, presidente regionale di RJ Reynold’s, dice dell’Europa dell’Est: «È una guerra di trincea. Si combatte all’arma bianca. Noi possiamo dialogare su argomenti di interesse comune, come il fumo e la salute del cittadino, limitazioni alla pubblicità e cose simili… Noi industriali quando ci sediamo ad un tavolo parliamo da perfetti gentlemen, ma appena abbandonato il tavolo torniamo nuovamente in strada a dare battaglia.» – The Observer, 1992

Sir Patrick Sheehy dice che BAT «Punta a grandi risultati globali. Questi sono i momenti più eccitanti per l’industria del tabacco negli ultimi 40 anni.» – Tobacco Reporter, 1991

Rene Scull, Vice Presidente, Philip Morris Asia: «Nessuna discussione sull’industria del tabacco, nel 2000, avrebbe senso senza considerare il più importante elemento, il mercato cinese. Con tutto il rispetto, la Cina confonde l’immaginazione.»

Robert Fletcher, manager di Rothmans Regional Public Affairs: «Pensare alle statistiche sui fumatori in Cina è come cercare di pensare ai limiti dello spazio.» – Window magazine, 1992

Big Tobacco e i paesi comunisti: «Fino a poco tempo fa, forse il 40% dei fumatori del mondo erano chiusi dentro muri di ideologia. Noi abbiamo una gran voglia di avvicinarci a loro… Ecco da dove verrà fuori la nostra crescita.» – The Observer, 1992

Manager di Rothmans Exports: «Sarebbe stupido ignorare un mercato in crescita. Io non posso rispondere al problema morale. Il nostro business è soddisfare i nostri azionisti. Noi abbiamo la forte sensazione che se nessuno ha mai sentito parlare di sigarette a Timbuktu, allora una pubblicità della Rothmans non avrebbe alcun significato. Quello che noi stiamo facendo è rispondere ad una domanda.» – J. Sweeney, 1988

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