Codacons – La tutela della salute di Big Tobacco
Secondo l'Unione Europea «il Prezzo minimo tutela gli utili dei produttori, a scapito delle entrate dello stato, mentre la tassazione su tutte le sigarette avrebbe, sul prezzo finale, lo stesso effetto del prezzo minmo». Per questo l'U.E. ha avviato una procedura di infrazione contro l'Italia.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, a «Striscia la notizia»
Ma il CODACONS, Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Consumatori, sembra tutelare gli utili Philip Morris.
Infatti il CODACONS è schierato con Big Tobacco, contro l'Unione Europea e la Yesmoke S.p.A., nel ricorso contro il Prezzo minimo delle sigarette.
«Nell'ottica di una sempre maggiore tutela della salute dei consumatori in generale, e dei consumatori minorenni in particolare…» ha detto il presidente, Avv. Prof. Carlo Rienzi.
È meglio aumentare i prezzi aumentando le tasse, e facendo guadagnare di più lo Stato, o è meglio aumentare i prezzi imponendo il Prezzo minimo delle sigarette, e facendo guadagnare di più i produttori? È facile da capire come le addizioni e le sottrazioni.
La Yesmoke, vendendo al Prezzo minimo di 3,70 euro, fa un utile del 300%, proprio grazie al Prezzo minimo. Se a qualcuno sembra un po' troppo, pensi che Philip Morris, con le Virginia Slim a 4,40 euro, sfiora il 900% di utile.
Purtroppo una moltitudine di associazioni, oltre al politico, opinionista, scrittore, scienziato di turno, scendono in campo in difesa del Prezzo minimo senza neanche sapere di cosa si tratti, con slogans che esaltano la tutela della salute pubblica, e con "la salute dei giovani" sempre rigorosamente prima di tutto (…)
Idee confuse, ma non per tutti
La Federazione Italiana Tabaccai (FIT) nel 2005, aveva così commentato l'introduzione del Prezzo minimo: "la norma aiuterà a combattere il fumo giovanile, perché i ragazzi tendono a comprare sigarette a basso costo". Ma allo stesso tempo la FIT, in perfetta sintonia con Philip Morris, difende a spada tratta il pacchetto da 10 sigarette, venduto ormai solo più in Italia e in pochi paesi del terzo mondo.

Carlo Pileri, presidente dell'ADOC, è per l'abolizione del Prezzo minimo, con risarcimento danni per il cittadino
Se il CODACONS prende parte alla causa e difende il Prezzo minimo in difesa della salute del popolo italiano "a cominciare dai giovani", secondo l'ADOC, Associazione nazionale per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori, il Prezzo minimo "è una norma che nasconde, dietro il proprio fine salutista, la volontà di colpire i consumatori, sfruttandone un vizio".
L'ADOC va oltre: "Non escludiamo -dice il presidente Carlo Pileri- una richiesta di risarcimento proprio per tutelare quanti fino ad oggi sono stati costretti a pagare".
Vuoti a perdere mentali…
Quale è la differenza tra il CODACONS e l'ADOC? Che uno è foraggiato da qualcuno, e l'altro no? Forse. Ma è più probabile che le posizioni diametralmente opposte dipendano dal fatto che un soggetto non sappia fare le addizioni e le sottrazioni, e l'altro si.
«Feste di piazza … vuoti a perdere mentali…» diceva una famosa canzone. Oggi quel mondo di sigle e di personaggi, tutti protesi a mostrarsi, in difesa della salute dei cittadini, sia dei giovani che dei vecchi (…) mette in luce, più che malafede, superficialità, incompetenza e improvvisazione.
Yesmoke da anni si imbatte in soggetti che le addizioni e le sottrazioni o non le sanno fare, o fanno finta di non saperle fare, e che spostano l'argomento del contendere, dalle entrate dello Stato, alla «salute dei nostri figli».
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Per un’associazione per i diritti dei consumatori, non saper fare le addizioni e le sottrazioni è veramente il colmo. Eppure il Codacons fa abitualmente i conti giusti, è solo su ’sto prezzo minimo (che è l’affare più grosso di tutti) che sembra non essere capace…
Data l’eccezionalità del caso, il Codacons può aver fatto un’eccezione, tanto di prezzo minimo nessuno ci capisce niente. Forse ha subito pressioni per andare a far numero nello schieramento per il prezzo minimo, perché un’associazione dei consumatori si prsenta bene, ci vuole. Non voglio dare dei giudizi definitivi, ma la posizione del Codacons presenta evidenti incongruenze, che lasciano spazio a ipotesi.
Parlate tanto d numeri, perché con un utile così alto avete lasciato in mezzo alla strada 50 famiglie??? Avete sfruttato 50 promoter solo per il vostro interesse per guadagnare solo voi e basta. Predicate bene ma razzolate male.
Il prezzo minimo, che permette alla Yesmoke un utile del 300%, è una fregatura, perché è un utile teorico, il compratore, con lo stesso prezzo, sceglie la marca che conosce meglio, che ha già provato. Per esempio, tra le Winston, Diana, Pall Mall, L&M, Benson & Hedges, confrontati a una nuova marca, essendo il prezzo lo stesso, pochissimi scelgono la nuova marca. Il prezzo minimo determina che tutti comperano solo le marche più famose, e gli altri chiudono.
Purtroppo l'utile del 300% è solamente teorico, se no non faremmo di tutto per togliere l'attuale sistema. Con i promoters, l'azienda non ha rinnovato i contratti a tempo determinato. Senza contare che nessun promoter è mai stato messo in cassa integrazione, nonostante l'azienda avesse la possibilità di farlo, e addirittura alcuni se ne sono andati con un premio di buona-uscita.
Qualcuno mi sa dire cosa significhi questo logo?
L'uccello, credo un'aquila, sembra proprio la lettera dell'alfabeto dell'antico Egitto. I trifogli non riesco a capire cosa significano, e poi perché tre?
Secondo me il logo di una associazione dei consumatori dovrebbe essere un messaggio per tutti, immediatamente leggibile dai consumatori, e non una cosa strana come questo.
Sembra in tutto e per tutto un insieme di simboli massonici o esoterici. Se vogliamo sforzarci a trovare un significato più terra terra, c'è un'aquila che vigila, ma i 3 trifogli non capisco proprio cosa vogliano dire. Che sia lo stemma nobiliare dell'autore?
Indipendentemente da cosa significhi questo logo così chic, che è chiaro solo nella testa di chi lo ha pensato, non è il logo di un'associazione consumatori ma di qualcos'altro, che a noi poveri consumatori non è dato di sapere.
Il trifoglio è il simbolo dell'Irlanda, San Patrizio lo usava per spiegare il concetto della Trinità ai Celti.
Vi rendete conto cosa state dicendo? non avete mai messo nessun dipendente in cassa integrazione.. per forza li avete obbligati a dare le dimissioni e poi premio di buona uscita??? ma per favore spero tanto che altri promoter leggano questi messaggi e testimoniano la loro esperienza.
Non capisco come un'azienda possa obbligare i dipendenti a dare le dimissioni, devi specificare come è andata esattamente.
Non capisci o non vuoi capire caro Flavio, e pensare che di auto ne hai ritirate molte… non far finta di non sapere nulla per favore.
Il trifoglio è un simbolo dei boy scout (solo per le ragazze, i ragazzi hanno come simbolo il giglio, anch'esso con 3 punte), ed è similare alle tre dita del saluto scout, ma è un simbolo usato da sempre in differenti culture e religioni. Capire che significato abbia in questo caso, anche per l'abbinamento all'aquila dei groglifici egizi, è come cercare un ago in un pagliaio.