«Contrabbando autorizzato»

Il "Gray Market Shop" di Yesmoke va a gonfie vele.

Banda Bassotti971.750 stecche vendute al 22 Maggio 2006, acquistate da società "Off-shore", partite verso destinazioni sconosciute.

Se il mercato parallelo delle sigarette, detto anche "Gray Market", costituisce la principale fonte di approvvigionamento del contrabbando, il GRAY MARKET SHOP del sito Yesmoke.ch con ogni probabilità è diventato il negozio online dei contrabbandieri.

Oggi è sufficiente collegarsi a internet, scegliere tra un assortimento di tutte le più popolari marche, fare un acquisto (minimo 1 container) e richiedere la spedizione delle sigarette verso qualunque destinazione mondiale… nella più assoluta riservatezza. E tutto è legale e alla luce del sole.

Prodigio della scienza e della tecnica!

Premessa

Tutto era cominciato il fatidico 16 Novembre 2004, quando all'aeroporto J.F. kennedy di New York, con una memorabile incursione degna della miglior produzione Hollywodiana, oltre 200 agenti avevano "attaccato", davanti agli stralunati piloti, il Boeing 767 della DHL che portava 150.000 stecche di sigarette del negozio online Yesmoke.ch.

DHL Cargo

L'aereo dei «contrabbandieri»

Le sigarette erano state acquistate dai clienti americani, erano provviste di dichiarazione doganale ed erano destinate alle Dogane Americane. Ma queste ultime, riteniamo al fine di non aprire un nuovo, legittimo ed economico canale di vendita che saltava una lunga serie di intermediari ed era fuori dal controllo di Philip Morris, per ben 5 anni le avevano lasciate passare come sigarette "Duty-free".

Infatti il "Tobacco Napster", come Yesmoke era definito dalla stampa, vendeva, già dal Gennaio del 2000, oltre 6 milioni di stecche all'anno di tutte le marche e di tutti i produttori. La sua fonte di approvvigionamento è sempre stato il cosiddetto mercato parallelo delle sigarette, o "Gray market".

"Non si era mai visto un blitz come questo: il più grande sequestro di sigarette di contrabbando della storia degli Stati Uniti", avevano riportato i giornali.

E poco tempo dopo, all'alba di venerdì 17 Dicembre (notate la cura nella scelta della data), le forze dell'ordine italiane avevano compiuto il loro raid negli uffici italiani di Yesmoke e nelle abitazioni dei suoi collaboratori. Riteniamo che Philip Morris pensasse di completare l'opera iniziata al J.F. Kennedy, col probabile proposito di far arrestare i titolari di Yesmoke.

I "Bravi ragazzi" della Guardia di Finanza, allora ancora un po' confusi sul concetto di guardia e di ladro, probabilmente speravano di trovarvi alcune stecche di sigarette "Duty-free", e pensavano di applicare la legge in modo rigoroso, per la gioia di Philip Morris e dei suoi sostenitori italiani, occulti …ma non troppo.

Infatti con più di 25 stecche di sigarette prive dei bollini doganali (per l'esattezza 10 kg di tabacco, legge 291 Bis, dpr 23/1/73 n. 43) teoricamente anche acquistate al duty-free shop di un aeroporto da più persone o nel corso di una serie viaggi, e con un'applicazione rigorosa della legge, si è passibili di arresto. Si sarebbe trattato di un trattamento "speciale", in sostanza. Ma purtroppo per loro, a parte 2 grammi di marjuana di qualità scadente e alcuni pacchetti di Marlboro acquistati alla locale tabaccheria, di sigarette "Duty-free" neanche l'ombra.

Nei giorni successivi alcuni giornali compiacenti si erano sbizzarriti in ridicoli articoli sulla vicenda, costituiti da un insieme di balle e rozze intimidazioni tipicamente italiane, che prospettavano inquietanti scenari di "associazione mafiosa", in linea, per la superficialità e la povertà dei contenuti, con quelli pubblicati poco tempo prima sui quotidiani americani.

Purtroppo, a partire da quel fatidico blitz all'aeroporto di New York, tutte le sigarette provenienti dal Tobacco Napster, qualunque fosse la marca e il produttore, avevano preso ad essere regolarmente confiscate al loro arrivo negli USA, nell'ambito della "Lotta al contrabbando". E questo nonostante avessero i documenti in regola.

Cosi' Yesmoke, impossibilitato a vendere sigarette online al dettaglio negli States, dove vantava il maggior numero di clienti, si era trovato con un magazzino di milioni di stecche, tutte provenienti dal cosiddetto mercato parallelo.

«Lezioni di contrabbando»

È chiaro a tutti che il mercato parallelo, pur essendo legale, può essere fonte di approvvigionamento dei contrabbandieri, e produttori ed autorità sono daccordo sul fatto che esso debba essere fermato, innanzitutto non immettendovi sigarette, ma anche ritirando quelle che già si trovano su questo mercato, aggiungiamo noi.

Un interessante articolo, citato dal sito dell'OLAF e pubblicato sul sito Yesmoke.ch nello stesso mese, riguardante Philip Morris e lo scopo dell'accordo con la Commissione Europea del Luglio 2004, nel quale Philip Morris si è impegnato a pagare 1,25 miliardi di dollari per mettere una pietra sopra ai danni fatti col contrabbando, è stato pubblicato il primo di Febbraio del 2005 sulla rivista online Baselinemag.com.

Romano Prodi

Romano Prodi

La cifra che Philip Morris pagherà, in 10 rate da 125 milioni all'anno senza interessi, è inadeguata e ridicola secondo l'autorevole pubblicazione. Si tratta di un accordo sul quale sarebbe il caso vederci chiaro con opportine indagini, aggiungiamo noi."Questo accordo è stato fatto nell'interesse dell'Unione Europea, al fine di proteggere i suoi interessi finanziari", disse nell'occasione l'allora presidente della Commissione Romano Prodi.

Nell'articolo di Baselinemag il punto di partenza sono le 150.000 stecche bloccate all'aeroporto di New York:

"Se voi chiedete a Philip Morris, queste sigarette sono state spedite da un distributore non autorizzato, e l'azienda ha portato Otamedia (Yesmoke) in tribunale per fermare la sua illecita (secondo Philip Morris) catena di distribuzione."

"Ma secondo gli odierni regolamenti europei questo non conta nulla: è responsabilità del produttore controllare la sua catena di distribuzione dall'inizio alla fine, e non ha alcuna importanza stabilire chi ha messo il prodotto nelle mani del consumatore finale. Per questo l'Unione Europea ha ordinato a Philip Morris di provvedere ad un sistema che permetta di controllare e seguire il prodotto lungo tutto il suo percorso, dalla fabbrica agli scaffali del negozio."

Sempre nell'articolo di Baselinemag, secondo Jack Holleran, vice presidente del dipartimento -Compliance and Brand Integrity- di Philip Morris USA, "Philip Morris dispone oggi di un team di esperti che si riunisce mensilmente allo scopo di valutare nuove tecnologie per il controllo delle catene di distribuzione." Ma fino ad oggi, a distanza di circa due anni, il team non avrebbe ancora prodotto niente.

Al di là delle belle parole, infatti, sarebbe emerso che le misteriose nuove tecnologie hanno dei costi, e Big Tobacco non è abituato a scucire dollari con tanta facilità. Sempre secondo Baselinemag: "Mentre Philip Morris valuta le risposte da dare, può essere decisamente più economico e semplice per la società pagare 125 milioni all'anno".

Ed è su questo punto che Baselinemag dimostra di avere le idee chiare: "Gli organi di controllo governativi in Europa ne hanno abbastanza, e potrebbero aumentare i danni se Philip Morris non accondiscende. In fondo per Philip Morris i dollari necessari per regolare la liquidazione di 125 milioni annui, pagabile dalla sua "Mamma Altria", che ha generato nel 2003 9,2 miliardi di dollari di utile netto a fronte di ricavi per 60,7 miliardi, sono una paghetta per bambini".

E noi aggiungiamo che oggi Philip Morris si trova un business, la sigaretta Marlboro, con un giro d'affari valutato in oltre 22 miliardi di dollari su scala mondiale, e che la fascia di mercato delle Marlboro è maggiore delle successive 10 marche messe assieme.

Visto che la merce continuava, e continua tuttora, a circolare in abbondanza sul mercato incriminato, Yesmoke, dopo i blitz delle forze dell'ordine, ha acquistato sigarette ed aumentato il suo magazzino al fine di offrire la merce ai produttori stessi, in particolare a Philip Morris.

Il produttore delle Marlboro avrebbe dovuto essere ben felice di poter ritirare i suoi prodotti dal mercato parallelo, senza l'utilizzo di "nuove tecnologie", mantenendo gli impegni presi con la Comunità Europea in fatto di lotta al contrabbando, e spendendo, tutto sommato, quattro soldi. A questo scopo sono stati contattati, nell'estate del 2005, oltre a Philip Morris, BAT, JTI, Altadis, Gallaher e Imperial Tobacco, nonchè l'OLAF.

OLAF

Quando, il 30 Giugno del 2005, Yesmoke aveva scritto a Franz Hermann Bruener, direttore dell'OLAF, e a Jan Walton, responsabile del dipartimento Investigations & Operations, sezione Customs Cigarette and Vat, chiedendo cosa fosse meglio fare con oltre 3 milioni di stecche di sigarette acquistate sul mercato parallelo, la risposta era stata: "L'OLAF non può costringere un produttore o una società a comperare un prodotto sul mercato".

Franz Hermann Bruener

Franz Hermann Bruener

In un successivo e cortese colloquio telefonico Walton aveva confermato che "vendere quella merce era un diritto di Yesmoke", e si era dichiarato assolutamente daccordo sul fatto che Yesmoke non aveva l'autorità e i mezzi per distinguere tra compratori "buoni" e "cattivi".

Walton aveva anche chiesto, se possibile, di informare l'OLAF sulla destinazione presa dai containers di sigarette venduti, allo scopo di fare eventuali indagini, supponiamo.

E Yesmoke aveva manifestato la sua disponibilità a fornire tutte le possibili informazioni, "ma solo nel caso la cosa non fosse incompatibile con il diritto di tutela della privacy dei compratori".

…Buffo, non vi pare?

Philip Morris

Andre Reiman è il "Grande specialista" della lotta al contrabbando, che secondo la retorica ufficiale Philip morris svolgerebbe senza posa. Contattato da Yesmoke egli si propose come tramite per l'acquisto dell'intero magazzino, anche per conto degli altri produttori: BAT, JTI, Imperial, Gallaherl e Altadis, anch'essi, peraltro, contattati.

Andy Reiman

Andy Reiman

Ma i mesi passavano e nessuno si faceva vivo, neanche con una proposta a prezzo stracciato. Finché, messo alla strette da Yesmoke che diceva "Se non ti riprendi la tua roba subito la vendiamo tutta sul mercato parallelo dove l'abbiamo comperata", il "Benemerito" della lotta al contrabbando, Andy Reiman, scrisse: "Se ritenete che sia conveniente per voi vendere, allora vi suggerisco di farlo. Se e quando noi saremo in posizione di fare qualcosa, io ve lo farò sapere".

Ma quando, lo scorso 18 Aprile, Yesmoke ha scritto ad Andy facendo presente che, ascoltando il suo suggerimento, i prodotti Philip Morris erano finiti chissà dove, a Cuba di sicuro, probabilmente in Iraq, nei Balcani, nonchè in Cina o comunque da qualche parte, e forse anche nella Comunità Europea, il "Benemerito" sembrò innervosirsi e scrisse: "Philip Morris non vi condonerà nulla delle vendite da voi menzionate".

E Andy forse non sapeva ancora che parte consistente dell'assortimento di Marlboro in possesso di Yesmoke era stata venduta ad una moltitudine di piccoli negozi online di vari paesi, che dopo il 16 Novembre 2004, giorno dell"Attacco" al J.F. Kennedy, avevano assorbito buona parte della clientela di Yesmoke, e che avevano sempre continuato a vendere alla luce del sole al punto da farsi persino la pubblicità. …Ed è proprio quella vendita che Philip Morris pensava di aver debellato!

In questo modo, proprio come era accaduto col negozio Yesmoke per 5 anni, le sigarette avevano continuato a giungere, fino ad oggi, sempre rigorosamente "Duty-free" sul gradino di casa dei medesimi fumatori americani, assieme alla bottiglia di latte e al giornale quotidiano.

Infatti l'accanimento, con la palese violazione dei regolamenti postali internazionali e della legge federale americana, che sancisce il diritto del cittadino ad importare dall'estero, con regolare dichiarazione doganale, tutte le sigarette che desidera, erano stati riservati unicamente al "Tobacco Napster", e tutti gli altri negozi online erano stati completamente trascurati.

Così, immettendo sigarette sul mercato paralleo, Yesmoke aveva alimentato, con ogni probabilità, il contrabbando di prodotti in prevalenza Philip Morris, si suppone particolarmente in Cina, ma era anche stata foraggiata la vendita online al dettaglio degli stessi prodotti, semplicemente vendendo all'ingrosso a chi si presentava per acquistare.

Yesmoke non aveva regalato milioni di dollari di parcelle agli avvocati Americani per dar vita ad una interminabile causa con le Dogane Americane, con situazioni che potrebbero essere paragonate a quelle del film "Prima ti Sposo poi ti Rovino" ("Intollerable Cruelty", nell'edizione originale), con George Clooney e Katherine Zeta-Jones, dove i protagonisti, alla fine, erano solo i divorzi, gli avvocati e le parcelle.

E in aggiunta aveva creato un nuovo interessante negozio, unico nel suo genere: il Gray Market Shop, ovvero "Il negozio online per i contrabbandieri", che così si presenta: "Buy Wholesale Big Tobacco Products - Anyone can offer for sale and make purchases" (Acquista all'ingrosso i Prodotti del Cartello dei Produttori di Sigarette - Tutti possono mettere in vendita i loro prodotti e fare acquisti).

Complimenti, Andy, ottimo lavoro!

Altadis, BAT, JTI, Imperial, Gallaher

Altadis, a differenza di Philip Morris, fece la sua offerta: 20 dollari per cassa (contenenti 50 stecche), corrispondenti a 4 centesimi a pacchetto. Interessante! In più Yesmoke avrebbe dovuto occuparsi della distruzione di tutta la loro "spazzatura", e Altadis avrebbe rimborsato alcuni spiccioli per le spese.

Frank Escouvois, "Project manager", impartiva persino le istruzioni: "…Il costo dell'operazione, che deve essere eseguita da un rappresentante doganale che provvederà a stilare un rapporto ufficiale, deve essere approvato preventivamente da Altadis e deve essere giustificato da relativa fattura".

E una battuta concludeva la lettera: "We are looking forward to receiving your cost evaluation" (Non vediamo l'ora di ricevere la vostra valutazione dei costi).

La risposta di Yesmoke fu: "Egregio Mister Escouvois, i prodotti Altadis in vendita sul Gray Market Shop del nostro sito Yesmoke.ch sono stati venduti ad una società off-shore, e non abbiamo idea della loro destinazione, ma supponiamo che i fumatori provvederanno alla loro distruzione gratuitamente".

E il bello è che il brillante dipendente aveva scritto: "Noi siamo interessati a prevenire che queste sigarette siano contrabbandate nella Comunità Europea".

Da BAT, JTI e Imperial Tobacco (rispettivamente 62.350, 209.450 e 45,000 stecche vendute al 22 Maggio) Yesmoke è ancora in attesa di risposta. Mentre Imperial Tobacco fece presente che il design dei pacchetti dei loro prodotti in vendita sul Gray Market Shop era cambiato, e che la loro azienda acquistava solo prodotti col nuovo design.

Ma evidentemente i "contrabbandieri" apprezzano tutti i design, così, ad oggi, 16.600 stecche di Davidoff e West "vecchio stile" sono state fumate da qualche parte del mondo.

Mondo di parassiti?

Così recita il "Ricorso della Comunità Europea contro le Compagnie Multinazionali del Tabacco", Anno 2000 - Camera.it:

"La vendita illegale delle sigarette è diventata uno dei veicoli primari con cui i contrabbandieri di stupefacenti riciclano i loro profitti illeciti. Philip Morris è diventata un principale destinatario di questa attività. I mediatori di denaro acquistano di routine grandi quantitativi di sigarette Philip Morris con il denaro che rappresenta i proventi delle vendite illecite di stupefacenti. I rappresentanti Philip Morris conoscono o dovrebbero conoscere la fonte di questi fondi ma continuano a ricevere questi fondi ed a vendere le sigarette a queste persone. Le attività di contrabbando dei Convenuti Philip Morris hanno permesso ai signori della droga di riciclare i loro profitti illeciti."

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, "I prodotti di Big Tobacco sono stati disseminati in ogni angolo del mondo grazie a un complesso sistema distributivo basato su di un commercio miliardario in sigarette di contrabbando.-- Sempre secondo l'OMS --Il contrabbando ha messo in condizione le società produttrici di competere con le marche locali, e di creare marchi conosciuti a livello internazionale."

Nel 1973 in Italia, tanto per fare un esempio, la sigaretta che dominava il mercato era la "MS, venduta a 1.100 Lire e prodotta dall'Ente Tabacchi Italiano, società statale. Ma a partire dalla seconda metà degli anni settanta era comparsa una nuova marca: la "Marllboro", sigaretta diabolicamente arricchita di ammoniaca per creare dipendenza, che aveva cominciato ad essere reperibile di contrabbando a tutti gli angoli di strada all'interessante prezzo di 500 Lire. Così in pochi anni le "MS" si erano fatte da parte per far passare il cawboy della Marlboro, oggi padrone incontrastato in Italia e nel mondo intero.

Ma mentre le autorità americane si muovono, se non altro, nell'interesse di aziende americane, al punto che la "Revenue rule" impedisce ad un giudice americano di procedere contro società americane accusate di contrabbando ai danni di altri paesi, i colleghi italiani, europei e di tutto il mondo, nonostante le belle parole contenute nel "Ricorso della Comunità Europea", si sono sempre, di fatto, messi al servizio di società straniere, in particolare Philip Morris, responsabili di un colossale e sconcertante giro di contrabbando proprio nei loro paesi. …Perché?

E nel caso di Yesmoke, la stampa e le autorità italiane, oltre alla solita incapacità di comprendere i termini del problema, e a una sconcertante superficialità, avevano rivelato il solito tasso di servilismo patologico nei confronti di Philip Morris. …Un paese di "coglioni", in sostanza.

Il "Gray Market Shop" del sito Yesmoke.ch, che si presenta con lo slogan "Tutti possono mettere in vendita i loro prodotti e fare acquisti", è un caso piccolo ma emblematico dell'impotenza del mondo civile davanti al vero crimine organizzato che affligge il mondo.

Oggi tutto ruota attorno agli interessi delle multinazionali del tabacco, che sono in condizione di violare la legge impunemente ovunque, senza la minima preoccupazione per i loro conti bancari, in qualunque banca e in qualunque parte del mondo essi si trovino. Sarà così per sempre?







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