EU – La «Procedura di infrazione» all'italiana

Televisioni si, sigarette no.

Paolo Gentiloni, ministro nel governo Prodi

Paolo Gentiloni, ministro nel governo Prodi

«Il governo sta predisponendo modifiche alla legge che vanno esattamente in quella direzione», ha prontamente sottolineato il ministro Gentiloni, dopo che l'Unione Europea ha avviato una Procedura di Infrazione* contro l'Italia per la legge «Gasparri» sulle telecomunicazioni.

Sembrerebbe che le indicazioni provenienti da Bruxelles godano di una notevole considerazione in questo paese. E grazie al martellamento mediatico sul caso, gli Italiani oggi sanno perfettamente cos'è una «Procedura di infrazione».

Però il 10 Aprile di quest'anno era già stata avviata una Procedura di Infrazione contro l'Italia per il cosiddetto Prezzo minimo** delle sigarette, che è passata nel più assoluto, totale e rigoroso silenzio del governo, dell'opposizione e di tutti gli organi di informazione.

…Che Cosa Nostra abbia messo il pizzo su ogni pacchetto di sigarette venduto in Italia? L'aumento di prezzo porta maggiori introiti né allo stato, né alla concorrenza ma al cartello dei produttori di sigarette. Far salire il prezzo con il semplice aumento generalizzato delle tasse, che avrebbe come conseguenza un aumento di prezzo per tutte le sigarette, porterebbe maggiori introiti alla stato, costringendo Philip Morris a ridurre gli utili sulle Marlboro per restare competitivo.

In una intervista del 15 Luglio, il ministro Gentiloni mostrava di essere informatissimo e ansioso di mettersi in piena sintonia con l'Unione Europea: "La procedura dovrebbe partire il 19 luglio ed essere comunicata all'Italia il 21 luglio; successivamente risponderemo alla UE sottolineando che il governo sta predisponendo tutte le modifiche alla legge".

L'Unione Europea puntava il dito sui vantaggi consentiti al duopolio Rai-Mediaset (la televisione statale e il gruppo di Silvio Berlusconi) anche nel nuovo mercato del digitale terrestre. "Abbiamo sempre avuto l'intenzione di procedere a quelle modifiche, ora dobbiamo farlo", ha dichiarato Gentiloni. Bravo! Viva l'Europa, viva l'Italia, viva Gentiloni!

14 Miliardi di Euro

Se le indicazioni della UE sono prese molto seriamente in Italia, perché in fatto di prezzo delle sigarette sembrano non contare niente? Eppure in questo paese si vendono oltre 5 miliardi di pacchetti all'anno, con circa 14 Miliardi di Euro di entrate fiscali per lo stato… un bel business!

L'Unione Europea ha ragione sul Prezzo minimo (che sta continuando a salire imperterrito, 10 cents per volta, da 2.70 Euro a 3.30 al pacchetto negli ultimi 6 mesi). Si tratta di un fatto evidente e indiscutibile, e per forse questo c'è chi, con ben poca lungimiranza, preferisce evitare qualunque forma di pubblicità sull'argomento.

La Procedura di Infrazione del 10 Aprile diceva: "Il Prezzo minimo falsa la libera competizione e tutela gli interessi dei produttori e i loro margini di guadagno" --a scapito delle entrate dello stato, è bene precisare. Dal 10 Aprile nessun politico italiano si è mosso e nessun giornalista si è azzardato ad aprire bocca. E il "Consumatore-sponsor" fa la scoperta in tabaccheria al momento di pagare: oggi sono 10 cents in più, punto e basta.

Facciamo i conti

Far salire i prezzi con il semplice aumento delle tasse, che avrebbe come conseguenza un aumento di prezzo per tutte le sigarette, porterebbe maggiori introiti alla stato, costringendo i produttori a ridurre gli utili sulle loro "Premium brands" per restare competitivi.

Se il prezzo attuale delle sigarette della fascia più economica fosse stato determinato da una maggior tassazione, le sigarette costerebbero quanto costano oggi, ma lo Stato incasserebbe circa 1,5 Miliardi di Euro in più all'anno, e Philip Morris si troverebbe in una situazione estremamente critica.

È possibile che Bush in persona si sia mosso per salvare questo gioiello dell'economia Americana, mettendo daccordo tutti? Il Prezzo minimo è stato istituito durante il governo Berlusconi, e la Procedura di Infrazione viene "abolita" come notizia durante il governo di Centro-sinistra guidato da Romano Prodi. C'è sotto qualcosa, o si tratta di scelte dettate da pura demenza?

Chi può aver chiuso un occhio su 1,5 Miliardi di Euro in meno per lo Stato, per evitare problemi ad una così rispettabile azienda come Philip Morris? Forse Big Tobacco ha pagato qualcuno, o forse aveva fatto favori in precedenza?

Cosa può aver dato in cambio Philip Morris ai sostenitori occulti italiani per un favore di tale portata? Forse niente, forse un contentino. A questi politici di professione e a questi managers che dopo la laurea vanno a fare il "master negli Stati Uniti" (cosa considerata di estrema eleganza in Italia), nessuno ha mai insegnato a fare i conti e a non farsi prendere per i fondelli.

* La procedura di infrazione viene attivata quando si reputi che uno stato membro abbia mancato ad uno degli obblighi imposti dal diritto comunitario. Essa può essere avviata dalla Commissione europea (articolo 226 trattato CE) o da qualsiasi stato membro contro un altro Stato membro (articolo 227 del trattato CE).

** Il Prezzo minimo costringe i produttori delle sigarette vendute ai prezzi più bassi ad alzare il prezzo fino ad un minimo stabilito dallo stato e, in teoria, a guadagnare di più. Nella realtà questo non succede perché i consumatori, a parità di prezzo, sono portati a scegliere la sigaretta più famosa.







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