L’UE si prepara per il dopo prezzo minimo

Se da un lato l'UE ha stabilito che il Prezzo minimo è illegale, dando ragione a Yesmoke, dall'alto lato la stessa EU si sta attivando per rendere nullo l'effetto dell'abolizione.

L’Unione europea è un punto interrogativo. Perché è stata fatta? Quali possono essere i fini di una unione di paesi il cui presidente è stato Romano Prodi, l’uomo che ha condonato a Philip Morris, oltre a decine di miliardi di euro di evasione fiscale, tutte le attivita’ criminali portate avanti per decenni? Chi c’è dietro l’Unione europea?

L’unica certezza è il totale asservimento della «Casa europea» ad alcune aziende, tra le quali le multinazionali del tabacco.

Il 16 luglio di quest’anno László Kovács, commissario europeo per la Fiscalità e l’Unione Doganale, nella conferenza stampa sulla «Modifica della tassazione del tabacco», ha presentato una proposta di tassazione assurda, che lasciando mano libera ai singoli stati sull’accisa minima, sembra finalizzata a favorire gli interessi delle multinazionali del tabacco.

L’Accisa Minima

L’accisa minima è un sistema di tassazione che penalizza la vendita a prezzi competitivi. Essa è oggi calcolata basandosi sul prezzo delle sigarette più vendute, che corrisponde oggi in Italia a 3.60 euro. A determinare questa media sono marche come Diana, MS, Winston, tutte al prezzo di 3.60 euro.

Gli aumenti dell’accisa minima hanno determinato gli aumenti del Prezzo minimo, facendo salire il prezzo delle sigarette economiche. Oggi l’accisa minima ha un limite: non può superare il valore dell’accisa delle sigarette più vendute, mentre la nuova proposta prevede un’accisa minima senza limiti, ossia a discrezione dei singoli stati.

Mancanza di logica e di senso pratico

Uno stato che ha introdotto il Prezzo minimo, essendo costretto a toglierlo, potrà ottenere lo stesso risultato ottenuto precedentemente, ponendo un livello di accisa superiore all’accisa delle sigarette più vendute. Se con il Prezzo minimo sono state avvantaggiate le multinazionali, il non porre limiti all’accisa minma metterebbe alcuni stati in condizione di creare una situazione simile a quella di prima.

È evidente che un paese di lecca-culo come l’Italia, che zitto zitto si è sempre opposto all’abolizione del Prezzo minimo, con la facoltà di determinare liberamente l’accisa minima, cercherà di mantenere la situazione antecedente, favorevole alle multinazionali del tabacco.

E il bello è che i lecca-culo italiani si troveranno con ancora maggior potere in questa direzione, questa volta con l’impossibilità per Yesmoke di opporsi in via giudiziale, trattandosi di una legge dell’Unione europea.

È elementare che ad un membro che si è opposto alle direttive della Comunità Europea riguardo al Prezzo minimo non deve essere data alcuna possibilità di ricreare gli stessi effetti provocati da quest’ultimo.

La proposta di László Kovács a prima vista sembra superficiale, con una mancanza di logica e di senso pratico che sarebbero deplorevoli per uno studente di scuola media, ma che oggi sono diventate la norma per giornalisti, economisti, politici. Ci troviamo davanti ad un tentativo spudorato di rendere nullo l’effetto dell’abolizione del Prezzo minimo …e nessuno se ne accorge!

E per questa proposta senza senso, László Kovács si è rivolto ad una prestigiosa agenzia, la KPMG, che ha preparato uno studio di ben 514 pagine, che non osiamo pensare quanto sia costato alle tasche dei contribuenti.

La lettera di Yesmoke a László Kovács

Commissione Europea
Ufficio di László Kovács
Rue de la Loi 200
B-1049 Bruxelles
Belgio

Signor Kovács,

faccio seguito alla proposta di modifica della legislazione sulla tassazione del tabacco da lei presentata nella conferenza stampa del 16 luglio scorso e, in qualità di amministratore della Yesmoke S.p.A., le scrivo per comunicarle il nostro disappunto su come tale proposta è stata preparata e sul suo contenuto.

La nostra società, che è stata l’unica in tutta la Comunità Europea ad avere agito legalmente contro il Prezzo minimo, non è stata consultata in merito alla modifica della legislazione, mentre hanno partecipato alla consultazione esclusivamente quelle aziende che non hanno avuto nessun interesse ad opporsi al Prezzo minimo. Infatti tale proposta, a nostro giudizio, presenta evidenti vantaggi per queste aziende.

La nuova regola di determinazione del MPPC in linea di principio è giusta ma nei paesi dove è in vigore il Prezzo minimo genererà dei valori superiori a quelli che si avrebbero se non ci fosse stato il Prezzo minimo, valori che dopo la sua abolizione il mercato non potrà più correggere. Secondo le sue previsioni la nuova legislazione verrà adottata entro la fine del 2009, ossia prima della conclusione dei procedimenti giudiziari contro quei paesi che hanno introdotto il Prezzo minimo. L’entrata in vigore della nuova legislazione in questi paesi dovrebbe pertanto avvenire in un periodo successivo in modo da permettere al mercato di ricreare una situazione di prezzi non influenzata dal Prezzo minimo.

Ad un membro della Comunità Europea che si è opposto alle direttive di quest’ultima riguardo al Prezzo minimo, non deve essere data alcuna possibilità di ricreare gli stessi effetti provocati da quest’ultimo. La possibilità di introdurre una accisa minima senza limitazioni, infatti, potrà permettere di ricreare lo stesso risultato che ha provocato il Prezzo minimo, se non peggiore. E ciò che aggrava tale effetto sarà l’impossibilità di opporsi per via giudiziale.

Vi chiediamo vivamente di considerare le nostre elementari osservazioni al fine di giungere ad una nuova legislazione che apporti effettivamente i cambiamenti che si propone.

Saluti

Yesmoke Tobacco S.p.A.

Approfondimenti

  • costy

    Beh… sono profondamente deluso dalla possibilità che venga introdotta questa legge. Sono contrario al “prezzo minimo” e ancor più all'”accisa minima senza limiti”.
    Se si vuole che i fumatori smettano di fumare si dovrebbe aumentare indiscriminatamente il prezzo di tutte le marche e non penalizzare la concorrenza.
    Una domanda ai signori della Yesmoke:
    Siete stati “sconfitti” o avete un asso nella manica?

    • Yesmoke

      Per fortuna la legge non è stata ancora introdotta, e c’è ancora molto tempo. Ci dicono che non abbiamo speranze perche tutti, di qualunque partito, avrebbero preso soldi da Philip Morris, e per questo nessuno fara’ niente. Ma a noi piace sperare che ci sia qualcuno al quale la cosa non sta bene…

  • Rox

    Mi sembra che il morale della favola sia che se la prenderanno nel c… in ogni caso.

  • fumatore italiano

    come sempre i ricchi capitalisti……vogliono sempre di piu e non si accontentano mai…….manica di zozzoni bramosi di potere…. le multinazionali,hanno distrutto in tutti i settori,la possibilita di creare un impresa a una qualsiasi persona che abbia voglia e i buoni propositi per farlo.Concludo con una proposta agli(emiri del dubai)investite nel tabacco……ma quello italiano.ps(chi fuma marlboro e un coglione).

  • italiano medio

    Carissima Yesmoke,

    la vostra iniziativa è assolutamente lodevole, ma a mio avviso avete fatto un mastodontico errore.

    Mentre i luminari del marketing insegnano che il marketing mix ideale sta nell’equilibrio delle 4 p (product-price-place-production) in Italia le P diventano 5 (product-price-place-production-policy). Quindi prima di aprire avreste dovuto considerare questo aspetto…

    Purtroppo il nostro paese è così, e quindi è logico che molte persone si rassegnino a fare gli artigiani o ad avere imprese di piccole dimensioni che mai si scontreranno con le multinazionali.

    Spero comunque che non ne usciate con le ossa rotte. Ciao.

    • Yesmoke

      Se Yesmoke è oggi un brand conosciuto nel mondo è grazie allo scontro con la multinazionale Philip Morris. Yesmoke vuole diventare popolare non grazie a stupidi slogans, ma grazie alla discussione su temi ai quali il consumatore puo’ essere particolarmente interessato (…e senza aver mai speso un singolo euro di pubblicità).
      I conflitti sono essenziali, e in Italia c’è l’imbarazzo della scelta. Infatti abbiamo scelto proprio l’Italia per fare la nostra fabbrica, e la banda di lecca-culo italiani che tu chiami “policy” sara’ l’ingrediente base del marketing mix di Yesmoke nei prossimi anni, indipendentemente dalla politica dei prezzi in vigore.

      I metodi per una controinformazione diretta sono un universo inesplorato, e il potenziale è sconosciuto. Al consumatore potrebbe non piacere sapere che fumando le sigarette sbagliate si foraggiano soggetti che non hanno alcuna parentela con lui, e potrebbe trovarsi d’accordo con noi sul concetto che fumare Marlboro voglia dire essere proprio un COGLIONE, e in questo caso non ci sara’ “policy” che tenga.
      Il “potere occulto” di cui si favoleggia e che sosterrebbe la “Mafia del tabacco” non deve essere sopravvalutato, e non si puo’ pensare che sia destinato a infestare l’Italia per l’eternità. Esso e’ superficiale, grossolano, imprevidente e instabile come un castello di sabbia, veloce nella fuga.

  • Flavio

    Io ritengo che il successo di Yesmoke sarà garantito, perché hanno trovato la formula. Per me è solo un processo fisiologico inevitabile: le grandi marche sono il vecchio, i loro slogans davanti a Yesmoke diventano obsoleti e insignificanti, i loro modi di fare business si rivelano quelli del ladro, la qualità del prodotto diventa un punto critico. Yesmoke ha un’identità vincente, mentre la concorrenza non avrebbe neanche i titoli per imitarlo. Ormai Yesmoke esiste, per Philip Morris non c’è più nulla da fare. Se la formula è quella giusta, è solo questione di tempo. Per me Big Tobacco ce l’ha già nel c.. ma non se ne è ancora accorto. Viva Yesmoke!

  • Sostenitore occulto

    Flavio, ti ho letto….. e sono venuto!

  • Wanna

    Le Yesmoke sono buone, mentre ci sono altre marche che fanno veramente schifo; è bene dire anche questo.

  • Pingback: diggita.it()

  • Rita

    Vorrei dare un consiglio alla Yesmoke: perché non sperimentate il viral marketing contro i ladri e tutti questi L.-C. di cui parlate?

  • italiano medio

    Le sigarette che fanno sono buone, su questo non discuto, però purtroppo non ovunque sono in vendita e dove lo sono vengono relegate in posti in cui è impossibile vederle (almeno questa è stata la mia esperienza in diversi punti vendita).

  • Paolo

    Io ho visto un tabaccaio che aveva le Yesmoke sul bancone perché tutti le vedessero, e che consigliava a tutti di fumare Yesmoke.

  • Flavio

    Secondo me il tabaccaio che spinge la vendita delle Yesmoke ne può vendere tantissime, perché ci sono gli argomenti. Non è difficile convincere qualcuno a non acquistare i prodotti di chi gli ha fottuto i soldi, il cui successo è legato all’utilizzo dell’ammoniaca e al contrabbando, per sostituirlo con una sigaretta che, pur non avendo cocktails chimici e utilizzando tabacchi di prima scelta, è quella che costa meno. Yesmoke ha un potenziale enorme. Questa è controinformazione in tabaccheria, altro che “Came to Marlboro country”!

    • Yesmoke

      Grazie per le interessanti riflessioni, ma hai dimenticato una cosa importante: il tabaccaio è stanco di pagare il “pizzo” a Philip Morris, e per questo puo’ essere estremamente motivato a favorire le Yesmoke. Per molti anni, infatti, il venditore di sigarette di contrabbando ha sostato nei pressi della tabaccheria per vendere le sue Marlboro “duty-free”, e in questo paese di coglioni chiamato Italia nessuno ha saputo impedirglielo. Il mancato guadagno dei tabaccai dovuto al contrabbando e’ stato, negli anni 90, di 400 miliardi delle vecchie lire per anno (dati della Federazione Italiana Tabaccai, confermati dalla Guardia di Finanza), che diviso per il numero totale delle tabaccherie italiane porta alla bella cifra di quasi 8 milioni di lire all’anno di pizzo pagato al cartello dei produttori di sigarette da ciascuna tabaccheria.

  • Alberto

    Quelli che fanno le battaglie e scendono in piazza a fare manifestazioni contro la mafia e il pizzo, almeno lo sanno che esiste il pizzo a Philip Morris? Questa massa di persone sono il fronte dei giostrati, perché fanno il gioco della vera mafia, la quale da a loro grande spazio sui suoi giornali, crea dei modelli di comportamento e li premia con medaglie e riconoscimenti.

  • Pisello

    M O N D O D I C O G L I O N I !

    • Manu

      HAI SCELTO PROPRIO IL NOME CHE PIU’ TI SI ADDICE…

  • Padano

    Se uno bacia sulla guancia Toto Rijna gli fanno avere un sacco di grane, ma se uno bacia l’amministratore di Philip Morris gli fanno i complimenti.

  • tabaccaio

    io, tabaccaio da poco meno di 2 anni, fumatore (mi considero ancora tale visto che è solo un giorno che non fumo più) di Marlboro Med, sono contrario a imposizioni di mercato. perché, se YESMOKE, che ho venduto, fumato per un certo periodo e spinto, può vendere a € 3.–, non lo può fare? parlano di liberismo e poi si incaprettano da soli con ste stronzate.
    comunque, tornando a parlare di PM, non so se è perché sono nuovo nell’ambiente o perché, essendo chiosco, ho meno possibilità di esporre i tabacchi ma il rappresentante PM l’avrò visto forse 2 volte e sempre e solo perché aveva da vendere qualche promozione, mai per dare assistenza.
    per fare un esempio, l’ultima serie limitata di marlboro è stata ritirata in corso di vendita e io ho saputo di tale operazione dal rappresentante di un’altra multi del tabacco.
    di questo comportamento chiederò conto al rappresentante che si presenterà regolarmente per affibiarmi le edizioni speciali natalizie di me**a. forse se inizio a trattarlo male e a non caga**o di striscio…

    da qui la mia decisione di:
    1. smettere di fumare, per sempre se ce la faccio, e se nn ce la faccio non fumerò mai più PM ma YSMK
    2. non supportare più la PM nelle vendite esponendo i suoi pacchetti o materiali promozionali
    3. varie ed eventuali

    PS. ma dopotutto, cosa mi aspetto dalla PM? che mandi i rappresentanti? a fare che? 4kg di lights, 2-3kg di rosse alla settimana li vendo anche senza il coglione che viene con la sua faccia bella rasata di fresco e senza occhiaie. contrariamente alla mia.

  • Sufficientemente Esperto

    Philip Morris ha il numero più alto di rappresentanti, che penso lavorino come in un ministero romano… Il rappresentante di PM deve solo promuovere il prodotto, è ben pagato e nessuno lo controlla, e molto probabilmente si limita alle tabaccherie che fanno i volumi maggiori.
    La multinazionale ha la palla al piede dei costi fissi elevati, paragonabili agli sprechi di una grande azienda statale, e non cambierà finchè ci sarà chi la supporta politicamente con provvedimenti di favore, e chi compera le sue sigarette e le paga care, determinando utili enormi e fuori mercato.
    La multinazionale non lavora, ma vive di rendita.

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