Europa – «Brow-noser»
Philip Morris deve al solo Stato Italiano non meno di ottanta di miliardi di dollari.

Bernardo Provenzano
I conti che Yesmoke ha potuto esaminare risalgono al periodo 1975-1995, sono stati trasmessi dall'amministrazione dei Monopoli Italiani alla Guardia di Finanza il 22 Maggio del 1995, e ammontano a 60.591 miliardi delle vecchie lire di mancato gettito fiscale, pari a 37,5 miliardi di dollari. Tutti sottratti da Philip Morris allo Stato Italiano.
Il rimanente, che porterebbe il totale, più per difetto che per eccesso, a 80 miliardi di dollari, è frutto di una stima di Yesmoke.
Possibile che in Europa nessuno abbia la volontà, l'onestà e il coraggio di dire che quella banda di ladri chiamata Philip Morris dovrà, presto o tardi e in un modo o nell'altro pagare il conto dei suoi crimini e dei suoi furti?
Oggi constatiamo con sconforto e con un senso di impotenza che qualcuno, dall'interno dell'Unione Europea, si preoccupa essenzialmente di tutelare l'immagine e l'onorabilità di Philip Morris e, in sostanza, di leccare il culo ai criminali. Così sembra fare Siim Kallas, Vice Presidente dell'Unione Europea, con le sue dichiarazioni pubblicate in un articolo sul sito ufficiale dell'Unione europea.
Come è possibile tutto ciò?…che Big Tobacco benefici della protezione del Boss dei Boss di tutte le mafie, tale Bernardo Provenzano da Corleone?
Mentre in Europa regna l'omertà, negli Stati Uniti sono stati resi pubblici tonnellate di raccapriccianti documenti, un tempo top-secret, che hanno informato sui crimini del cartello dei produttori di sigarette, Philip Morris in testa.
Laggiù il cittadino ha da tempo potuto leggere, sulle prime pagine dei più prestigiosi quotidiani, come i vertici di Big Tobacco abbiano organizzato la penetrazione del mercato mondiale tramite il contrabbando (incluso nei paesi del terzo mondo), come abbiano potenziato l'assuefazione ad una sigaretta utilizzando cocktails chimici, e come abbiano contrastato le campagne educative del governo sui danni del fumo rivolte ai giovani.
In America le battaglie legali per far sputare i soldi a Philip Morris parlano di cifre di molte centinaia di miliardi di dollari, e nonostante Big Tobacco, nei meandri e nei cavilli della giustizia americana il più delle volte la faccia franca, tutti almeno parlano ad alta voce, senza il minimo timore e senza ottusa reverenza.
Sugli scaffali dei local stores Americani si trovano solo i prodotti di Big Tobacco …ma lì almeno si può affermare liberamente che Big Tobacco è un'associazione di criminali!
Nostalgia della «Vecchia Europa»
Nel lontano anno 2000 qualcuno in Europa aveva avuto l'ardire di denunciare il cartello dei produttori di sigarette.
Per scoprirlo occorre avventurarsi nei meandri del sito della Camera dei Deputati del Governo Italiano e scovare il "Ricorso della Comunità Europea contro le multinazionali del tabacco".
Qui abbiamo avuto modo di constatare che anche nell'Unione Europea si era parlato di cose molto scottanti ma, ad eccezione di occasionali accenni, non riportate dai mass-media, di qualunque orientamento e colore politico essi fossero.
E così abbiamo potuto leggere sorprendenti accuse che nell'odierna retorica Italiana si dovrebbero definire gravemente incaute, o irresponsabili. Come quelle che affermano che Philip Morris ha avuto un ruolo determinante nella direzione, gestione e controllo delle operazioni di contrabbando all'interno della Comunità Europea -- "…Mediante direttive societarie impartite dai massimi livelli dell'azienda."
Sul sito della Camera dei Deputati del Governo Italiano si possono leggere accuse pesantissime e circostanziate relative al traffico di stupefacenti: -- "…Le attività di contrabbando dei Convenuti Philip Morris hanno permesso ai signori della droga di riciclare i loro profitti illeciti."
E a fare queste affermazioni non era un gruppo di incauti studenti no-global, ma i vertici dell'Unione Europea. Quale misterioso cambiamento epocale è avvenuto da allora ad oggi?
Il trionfo dei brown-nosers
Il risultato di quella prudente vampata di orgoglio, della quale il cittadino non ne ha mai saputo praticamente nulla, non portò altro che a quel famoso accordo-bluff del 9 Luglio 2004, in base al quale Philip Morris sta pagando all'Unione Europea 1 miliardo e 200 mila dollari di "contributo volontario" in comode rate di 120 milioni all'anno, senza interessi.
Grazie a questo accordo Philip Morris ha potuto mettere una pietra sopra a tutte le sue malefatte e ai suoi debiti, non solo in Italia, dove i miliardi di dollari da pagare sarebbero non meno di 80 (senza contare gli interessi), ma nell'intera Unione Europea.
Per di più tutti si premurarono di precisare che si trattava di un contributo volontario di quella rispettabilissima azienda che davanti all'opinione pubblica Europea doveva venir considerata una benemerita della lotta alla criminalità.
E fu così che Philip Morris, dopo aver penetrato il mercato italiano ed europeo imponendo le sue Marlboro a suon di prezzi "duty-free" (dicasi anche contrabbando), era riuscito a passare dall'altra parte della barricata ed aveva preso a collaborare ufficialmente con l'OLAF (l'organismo anti frode dell'Unione Europea).
Così oggi il cartello dei produttori di sigarette, o mafia del tabacco, o "Big Tobacco" vigila assieme all'OLAF al fine di non permettere a nessun altro criminale di penetrare col contrabbando quel mercato Europeo che è ormai diventato la sua riserva di caccia.
E per ottenere questo è sufficiente oggi a Philip Morris devolvere una piccola parte dei suoi attuali proventi, che traggono vantaggio e rendita dalle azioni delittuose messe in atto precedentemente e ora non più necessarie.
Siim Kallas
Oggi il Vice-Presidente della Commissione Europea Siim Kallas, responsable per la lotta contro la frode, in un articolo lecca-culo dello scorso 6 Giugno, uscito sul sito dell'Unione Europea e prontamente ripreso, senza la minima analisi critica, dai più autorevoli giornali dichiara a proposito di Philip morris e OLAF:

Siim Kallas, Vice presidente della Commissione Europea Affari amministrativi, audit e lotta antifrode
"Fino a oggi tale cooperazione ha superato tutte le aspettative e dà un esempio di cosa possono fare il settore industriale e l'applicazione della legge quando lavorano congiuntamente nel perseguire un obiettivo comune".
Il brillante Vice presidente si è solo dimenticato che Philip Morris non ha pagato il conto. …Se mandasse avanti una bottega sarebbero guai seri per lui!
Dice Valerie Rampi, EU anti-fraud and audit spokeswoman for anti-fraud, stretta collaboratrice di Siim Kallas:
"Dal momento in cui è iniziato il progetto, c'è stato meno contrabbando di sigarette Philip Morris, come marlboro e Marlboro Lights" …Che sorpresa!
Nell'articolo, dopo aver ricordato ed esaltato quello che noi definiamo l'accordo bluff del 9 Luglio 2004 (quello del "Contributo volontario" di Philip Morris), si esalta il sequestro di 400 milioni di sigarette nel corso dell'ultimo anno.
Si tratterebbe, in sostanza, di 40 containers da 50.000 stecche ciascuno, l'85-90% di esse risultate contraffatte. Di questi, quindi, solo 4-6 containers sarebbero costituiti da sigarette non contraffatte, si suppone prodotte da Philip Morris in quanto l'argomento di cui si parla sono i benefici dell'accordo con Philip morris.
Ma purtroppo non vi è alcun cenno al fatto che, al 6 Giugno 2006, il GRAY MARKET SHOP del sito Yesmoke.ch, "Il negozio online dei contrabbandieri", ha venduto, quasi esclusivamente a società sconosciute, 1.203.000 stecche da 200 sigarette.
Si tratta di oltre 24 containers di prodotti in maggioranza Philip Morris, visionati da Andre Reiman, il grande specialista di Philip Morris per la lotta al contrabbando che, a suo tempo, aveva fatto visita alla warehouse di Yesmoke.
Dove può essere andato a finire questo quantitativo di sigarette, molto più "esaltante" dei 4-6 container confiscati dall'efficientissima OLAF nel corso di un'intera annata di intenso lavoro in cooperazione con Philip Morris?
Mentre alcuni containers sono finiti a Cuba, dove sappiamo che sono stati immessi legalmente sul mercato, buona parte avrebbe preso la strada della Cina (…ma noi cosa possiamo farci?) mentre per tutti gli altri non abbiamo la minima idea di dove possano essere andati.
E se il misero bottino costituito da quei 4-6 containers di sigarette non contraffatte arrivasse proprio dal GRAY MARKET SHOP di Yesmoke? Perché l'OLAF non ha sentito il bisogno di fare indagini, per le quali non dovrebbe incontrare grosse difficoltà? In fondo la warehouse di Yesmoke si trova nell'Unione Europea, a Rosendaal, in Olanda, dove tutto avviene alla luce del sole.
Forse Siim Kallas non vuole danneggiare la reputazione di Philip morris perché ha un tornaconto economico personale? Forse è solo un coglione? O forse leccare il culo alla multinazionale del tabacco Philip Morris costituisce soltanto un lato misteriosio della psiche umana?
Pagare il conto …tutto qui
I dubbi potrebbero essere chiariti dalla Yesmoke Tobacco S.p.A., società italiana e, soprattutto, Europea, che si farà presto conoscere non con stupidi slogans, ma con iniziative clamorose, eclatanti ed estremamente provocatorie.
Al suo fianco si schiererà chi, di qualunque colore politico, ha a cuore che Big Tobacco, in un modo o nell'altro, paghi il conto fino all'ultimo centesimo. Cominciando proprio dall'Italia, il paese dove Philip Morris ha arraffato di più.
Contro Yesmoke saranno improponibili quelle azioni di disturbo e sabotaggio tipiche del gioco di società della politica italiana, che in questo caso andrebbero a favore di aziende straniere, non Italiane e, soprattutto, non Europee.
Così difficilmente vedremo la rituale inchiesta per mafia e corruzione con tanto di intercettazioni telefoniche e decisive rivelazioni di strani personaggi. E quella stampa specializzata in questi ambigui rituali, alla quale si abbevera abitualmente il popolo dei coglioni, capirà che è bene farsi da parte.
Link utili
- Italia - 37,5 Miliardi di Dollari Persi
- Ricorso della Comunità Europea contro le multinazionali del tabacco - Camera.it
- European Commission and Philip Morris International sign 12-year Agreement to combat contraband and counterfeit cigarettes - Europe.eu - 9 July 2004
- EU states back anti-smuggling action by tobacco company - Marketwatch.com - 06/08/06
- Anti-Contraband and Anti-Counterfeit Agreement between PMI and the European Community and Member States - Europa.eu - 06/08/06
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