«Fare Futuro»: Lobbisti incompetenti e allo sbando
Le multinazionali del tabacco hanno creato e appoggiato, dal 2005 ad oggi, un sistema che le ha arricchite a spese del paese, e non hanno capito che questo sistema non può continuare.
Invece di modificarlo e adattarlo alle nuove direttive comunitarie, le multinazionali, appoggiate al Governo dal «Finiano» Giorgetti, hanno rivelato la loro impreparazione e i limiti di una lobby ormai allo sbando, della quale ci si può finalmente liberare.
L'improponibile decreto legge n. 94 del 23/7/2010, presentato all'ultimo momento e subito convertito in legge, ha creato le condizioni perché qualcuno finalmente rimetta in ordine tutta la normativa.
Per garantire il mantenimento del gettito nei prossimi anni ovvero incrementarlo, da ora in poi il Governo può solo aumentare regolarmente l’aliquota dell’accisa, mentre i produttori dovranno rinunciare a parte dei loro ingiustificati utili.
Cosa hanno fatto i lobbisti
L’ultimo aumento dell'accisa si è avuto con il Decreto del Ministero delle Finanze del 15/10/2004, che ha elevato l'aliquota di base dal 58% al 58.5%. Secondo quanto disposto dalla Finanziaria per il 2004, l’aumento dell’aliquota di base avrebbe dovuto assicurare un maggior gettito fiscale per 650 milioni di euro. Questo maggior gettito fu raggiunto.
In un mercato concorrenziale l'aumento dell’aliquota determina una diminuzione degli utili dei produttori ovvero un aumento dei prezzi se non vogliono diminuire i loro utili. Ma l’aumento dei prezzi, oltre a determinare un ulteriore aumento del gettito, può determinare una diminuzione di quota di mercato a vantaggio dei produttori che non li aumentano.
Nel 2005 i tre principali produttori (PM, BAT e JTI) con l’AAMS hanno creato un cartello per prevenire altri aumenti dell’aliquota di base: un aumento coordinato dei prezzi avrebbe dovuto assicurare una crescita del valore del mercato, e di conseguenza l’aumento del gettito necessario al raggiungimento di quanto programmato dallo Stato, e un aumento ingiustificato dei loro utili, senza che venisse aumentata l’aliquota di base.
L’aumento del gettito generato dall’aumento dell’aliquota determina per la collettività un costo uguale al maggior gettito, mentre l’aumento del gettito generato dall’aumento dei prezzi dei produttori determina per la collettività un costo superiore al maggior gettito ottenuto, in quanto parte dell’aumento dei prezzi fa aumentare gli utili dei produttori.
Perché questo sistema funzionasse bisognava che anche i produttori minori che non partecipavano al cartello fossero costretti ad aumentare i prezzi. Nel 2005 si è quindi anche introdotto il «prezzo minimo» che, essendo equiparato alla fascia di prezzo dei marchi più venduti, ossia dei marchi dei produttori che partecipavano al cartello, sarebbe aumentato con l’aumentare dei prezzi di questi ultimi, impedendo una loro perdita di quote di mercato.
Il sistema del cartello dei produttori e dell’AAMS ha permesso fino al 2008, pur danneggiando la collettività, di raggiungere gli obiettivi di gettito programmati dal Governo, mentre l’obiettivo di gettito del 2009 non sarebbe stato raggiunto se non fosse stato rivisto al ribasso in corso d’anno.
Oggi gli aumenti di prezzo generati dal cartello dei produttori non sono più sufficienti a garantire un incremento del livello di gettito e neppure a mantenere il livello di gettito già raggiunto. Infatti, il valore delle vendite diminuisce più di quanto cresce a seguito dell’aumento dei prezzi, per vari motivi: le campagne anti fumo, l’erosione dei redditi, il commercio illegale.
Il cartello dei produttori e dell’AAMS ha arricchito i produttori ed impoverito il paese, permettendo ai tre produttori coinvolti di fare utili ingiustificati a danno della collettività. Grazie a questo sistema oggi il produttore guadagna in Italia molto più di quello che guadagna negli altri paesi della Comunità Europea. Lo stesso risultato di gettito si sarebbe potuto ottenere alzando le aliquote in un mercato competitivo che impediva al produttore di aumentare gli utili in maniera ingiustificata, come ha fatto dal 2005 ad oggi.
Per mantenere i livelli di gettito dell’anno passato ovvero incrementarli, bisogna quindi interrompere questo cartello, alzare sistematicamente l’aliquota di base e liberalizzare il mercato per evitare che gli aumenti dell’aliquota determinino continui aumenti dei prezzi.
E il mercato è stato liberalizzato a seguito della sentenza della Corte di Giustizia europea che ha condannato l’Italia all’abolizione del prezzo minimo.
Il fisco è una priorità?
Le priorità del governo, come ha dichiarato in questi giorni il premier Silvio Berlusconi, sono il mezzogiorno, la giustizia, il federalismo e il fisco. Quale migliore banco di prova l'ammodernamento del sistema fiscale dei tabacchi, che aspetta di essere adeguato alle norme europee!
L'aumento delle aliquote porterebbe maggiori entrate fiscali, permettendo al Governo di correggere verso l'alto gli obiettivi, grazie anche al ridimensionamento degli utili ingiustificati dei produttori, sui quali, per di più, non pagano tasse in Italia.
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A proposito di normativa europea, è opportuna una premessa che chiarisca le cose in partenza, onde evitare di CONFONDERE LA MERDA COL RISOTTO.
I finiani hanno cercato di neutralizzare la sentenza UE sul prezzo minimo, mentre alla Lega non piace la direttiva UE delle quote latte. Pur somigliandosi, sono due comportamenti molto diversi: c'è chi agisce nell'ombra, a difesa degli interessi di un cartello di produttori stranieri, a danno degli italiani, dei quali cerca di determinarne la chiusura, e c'è chi contesta apertamente le direttive europee, difendendo i legittimi interessi delle aziende italiane.
Se fanno queste cose sul tabacco, vengono i brividi a pensare cosa staranno facendo con i giochi, nel disinteresse e nell'ignoranza generale. Non dimentichiamo che anche nella sparizione dei 96 miliardi di euro delle slot machines, AN ci è dentro fino al collo.
Giorgetti è "la carica più autorevole in materia di giochi dello Stato italiano". Se nel tabacco ha fatto una tassa che è impossibile pagare, chiamandola "stangata sulle sigarette low cost", sicuramente avrà fatto qualcosa di strano anche nel gioco d'azzardo, dove il giro d'affari è nettamente superiore. Come si poteva mettere in quel ruolo uno come Giorgetti, visti i precedenti del suo partito sui 98 miliardi delle slot machines che mancano all'appello? Probabilmente vi è stata una spartizione politica, questi affari, purtroppo per l'Italia, sono in gestione agli utili idioti di AN.
Con questa furbata non hanno risolto, ma hanno tamponato. Se gli va bene, hanno guadagnato qualche mese.
però a forza di tamponare vanno avanti in eterno....
Vedere i "fascisti" nel ruolo degli utili idioti ti mette proprio tristezza.
Li avranno coinvolti in qualche grandioso progetto messianico...
I fascisti dell'MSI hanno subito una metamorfosi simile a quella del PCI.
I rossi sono diventati favorevoli alle guerre di aggressione americane, ai traferimenti della FIAT in Serbia. Oggi, più che "Stalinisti" come dice Berluska, sono "Debenedettiani", e un giorno avranno Montezemolo come leader.
I neri, invece, sono diventati i camerieri degli Anglosassoni, ai quali dirottano i miliardi degli Italiani in cambio di onoreficienze.
Non è fantascienza, è pura realta!
Se 30 anni fa qualcuno avesse predetto lo scenario politico che ci troviamo oggi l'avrebbero chiuso in manicomio.
Avete ragione, oggi il PCI sta con la FIAT, infatti Fassino ha detto (parole testuali): LA FIAT E' UNA MULTINAZIONALE, ED E' NORMALE CHE VADA ALL'ESTERO. E' pazzesco!!!
Ma guarda che caso, ora anche Vale si mette a scrivere nel blog.
Più passano i giorni e più mi rendo conto che i veri camerieri siete propio voi.
L'Italia è un paese inerte, dove alcuni personaggi, alcune aziende rubano i miliardi, e la società non è in grado di difendersi. Se accadono cose grottesche nel disinteresse e nell'ignoranza generale, se uno dice che non è di sua competenza, se l'altro dice che purtroppo è così e non si può cambiare il mondo, se tutti sono impreparati e superficiali, se a nessuno gliene frega niente, vi è una sola spiegazione: non sono i loro soldi, e il loro cervello è assente.
Al contrario, se i soldi fossero i loro, si batterebbero in modo istintivo e con il coltello tra i denti, come in un'assemblea condominiale, si farebbero incatenare da qualche parte per protesta, farebbero lo sciopero della fame contro l'ingiustizia, andrebbero a prendere a cazzotti i ladri. In poche parole, il loro cervello si metterebbe a funzionare.