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Fisco all’Italiana: Maradona si, Big Tobacco no

Maradona deve pagare le tasse in Italia per il periodo che ha giocato in Italia, dicono Equitalia e Agenzia delle Entrate.

Nella rituale «sceneggiata fiscale», alla quale il Governo Monti non si sottrae, finalizzata a distogliere il parco buoi dei contribuenti dall’evasione di miliardi nel gioco d’azzardo e nelle sigarette, dopo Valentino Rossi, Lele Mora, Vasco Rossi, Little Tony, lo stilista Valentino e tanti altri VIP, è venuto il turno di Diego Armando Maradona.

Il «Pibe de oro», che afferma di essere in regola con il fisco italiano, aveva offerto 3,5 milioni che sarebbero stati pagati dai suoi sponsor per mettere fine a una querelle fiscale che va avanti da 25 anni, ma Equitalia e Agenzia delle Entrate ne vogliono 40.

Al tentativo di mediazione i rappresentanti dello Stato non si sono presentati: «Se in possesso di prove sul credito avrebbero dovuto mostrarle—hanno commentato gli avvocati del campione—Maradona non ha nessun debito, così come stabilito dai giudici tributari e penali fino dal 1994». Non è chiaro se il «Pibe de Oro» debba veramente questi soldi, però sta già contribuendo: grazie a lui il Fisco italiano può mostrare al parco buoi i suoi muscoli.

Maradona deve pagare le tasse in Italia per il periodo che ha giocato in Italia, dicono Equitalia e Agenzia delle Entrate, secondo i quali il campione argentino non avrebbe dato tutto il dovuto, cosa contestata con decisione dai suoi legali. Ma Japan Tobacco, per esempio, vende in Italia e le tasse non le ha mai pagate, e con utili che superano il 500% dalla vendita delle Camel riesce a portarsi tutto all’estero. Nonostante abbia in Italia sede e uffici, centinaia di rappresentanti che visitano le 58 mila tabaccherie della penisola, e una nutrita schiera di hostess che girano i locali della movida a fare omaggio dei suoi prodotti, ufficialmente l’azienda non si occupa di sigarette, e nessuno si azzarda a contestarle una «stabile organizzazione» in Italia, che è sotto gli occhi di tutti.

Joe Camel

Japan Tobacco non paga un centesimo di tasse, in Italia, sugli utili della vendita di un pacchetto di Camel

Se nei tabacchi il cartello delle 3 multinazionali Philip Morris, BAT e Japan Tobacco ruba senza trovare ostacoli, è nei giochi la vera festa dei ladri e del popolo bue. Un anno fa’ Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione Antimafia, dichiarava: «Se si prospetta una manovra finanziaria biennale da 38 miliardi di euro l’opinione pubblica entra in fibrillazione, ma se si afferma che solo sui giochi le organizzazioni criminali lucrano almeno 50 miliardi all’anno, pochi se ne curano».

Qualcuno sa qualcosa di questi 50 miliardi? Perché nessuno ne parla? A chi si riferiva Pisanu? A Maradona, Valentino Rossi, Lele Mora… o alla Atlantis World Group dell’isola di St. Maarten, una di quelle società off-shore che hanno fatto sparire i miliardi degli Italiani con le slot machines, amici di Gianfranco Fini e Amedeo Laboccetta? Oggi l’unico a far presente che molti problemi non esisterebbero se il fisco incassasse il dovuto nei giochi è stato Beppe Grillo, mentre tutti gli altri preferiscono evitare di dire cose che non sono «politically correct».

Il «parco buoi» alla riscossa?

Il 15 maggio, con un testimonial d’eccezione come Diego Armando Maradona è stato presentato il movimento nazionale anti Equitalia: una sede a Napoli, quella gestionale, e altre 186 sparse in tutto il territorio nazionale, dove il cittadino può trovare sportelli mirati per il sostegno e il supporto ai contribuenti. «Noi difendiamo tutti i cittadini italiani, oggi nascono gli studi anti Equitalia al fianco dei contribuenti per spiegare loro come tutelare le proprie ragioni», ha dichiarato il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, uno dei promotori dell’iniziativa.

Speriamo che almeno loro si ricordino che le tasse che non pagano gli amici di Gianfranco Fini e Amedeo Laboccetta e le multinazionali Philip Morris, BAT e JTI le sta pagando il «parco buoi».

Approfondimenti

  • Alberto

    Per colpa dei servi che pagano le tasse, l’Italia sarà sempre un paese di servi.

    • Manu

      Per come funziona in Italia chi paga le tasse è lo stupido, l’evasore è la persona intelligente. Questa è la triste realtà anche se non si può dire. il problema è per l’operaio, perchè i soldi glieli prendono direttamente dalla busta paga.

      • Luca

        Potevano prenderli dalla busta paga di Maradona, quando il Napoli gli dava lo stipendio!

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