La F.I.T. e le «Promozioni Autorizzate»
All'assemblea nazionale della Federazione Italiana Tabaccai dell'11 maggio scorso gli ospiti erano i vertici di Big Tobacco e i politici, con la visita di cortesia di Giulio Tremonti.
Il giudizio della Yesmoke, produttore italiano, è negativo: si è trattato di uno spettacolo anacronistico, prodotto di un sistema degenerato che sembra ruotare attorno agli interessi di poche aziende straniere che detengono il 99% del mercato italiano, e che difendono i loro privilegi.
Il nuovo concetto di «informativa commerciale», l'esempio emblematico
I produttori hanno sempre promosso illegalmente i loro prodotti nelle tabaccherie. Nonostante le ripetute segnalazioni e gli interventi persino di «Striscia la notizia» e «Le Iene», Big Tobacco continua imperterrito.
Sia la normativa nazionale che quella comunitaria prevedono sia vietata «Ogni forma di comunicazione commerciale che abbia lo scopo o l'effetto, diretto o indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco».
Ma l'assemblea FIT, per permettere a Big Tobacco di calpestare la legge, ha introdotto «Il concetto di informativa commerciale». Ecco quanto dichiarato dal presidente della FIT Risso nel suo discorso all'assemblea:
«Tutto ciò potrebbe sembrare un'apertura eccessiva alle esigenze dei produttori, ma in realtà significa essere riusciti a introdurre e imporre regole e condizioni certe a cui gli stessi devono attenersi per svolgere attività informative che fino ad oggi, invece, avvenivano in modo assolutamente privo di qualsiasi controllo.
Il principio che ne è derivato è quello di consentire ai produttori di effettuare, in tabaccheria e previa comunicazione all'AAMS e consenso del venditore, comunicazioni sulle qualità e sulle novità dei loro prodotti, purchè tale informativa non sia accompagnata dalla consegna di gadgets o dall'offerta di cambio del prodotto».
La FIT sembra proporre di violare la legge a metà: la promozione in tabaccheria si faccia pure, ma senza distribuzione di sigarette e previa «autorizzazione». Come si può fare una proposta così assurda, come se fosse una cosa normale?
Il mutamento socio culturale
In tempi relativamente recenti era normale fumare in ospedale, al cinema, o a scuola, dove fumavano sia allievi che insegnanti, mentre il politico parlava in televisione durante la tribuna elettorale con il portacenere sul tavolo, soffiando il fumo nella telecamera. Anche se questi comportamenti non erano ancora sanzionati dalla legge, oggi ci domandiamo stupiti: «Come era possibile?»
Nel 2010 c'è chi dice pubblicamente che si dovrebbe poter violare la legge, con le organizzazioni del settore che fanno palesemente gli interessi di aziende straniere, mentre queste ultime, per «ringraziare» l'Italia, evadono il fisco come pare a loro. E i politici, con i loro discorsi di circostanza, che cosa andrebbero a fare all'assemblea della FIT se non a intrecciare amicizie, nella speranza di essere scelti da Big Tobacco come «Lobbista»?
Oggi tutto ciò è considerato normale, ma domani ci domanderemo increduli: «Come era possibile?»
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