Fondazioni – Lo sponsor prima di tutto
Philip Morris, con British American Tobacco, finanzia «Italianieuropei» di D'Alema, mentre nel libro paga di BAT compaiono anche «Formiche», di Follini, e «Magna carta» del senatore berlusconiano Quagliarello.
Le multinazionali del tabacco hanno preso il posto delle vecchie correnti, e finanziando una galassia di fondazioni e associazioni condizionano l'agenda della politica italiana.
Tracciare un identikit degli sponsor e sapere quanti soldi elargiscono ai nostri politici non è facile. Le fondazioni non hanno infatti alcun obbligo a rendere pubblici bilanci e fonti di finanziamento.
Quale cultura e valori potranno mai proporre queste macchine spreca-soldi, essenzialmente a caccia di risorse e rimborsi spese? E come possono mirare all'interesse del Paese, nei loro innumerevoli convegni, riviste, centri studi?
I favori allo sponsor
A giudicare dai favori immensi ricevuti, e dal fatto che di Big Tobacco non se ne occupi mai nessuno, le cifre ufficiali delle sponsorizzazioni, al di la di qualche di qualche autocertificazione e qualche no comment, potrebbero essere solo la punta dell'iceberg.
Oggi i produttori stranieri di sigarette sono padroni di tutto il mercato italiano, marchi, fabbriche e distribuzione, e nessuno ha niente da dire.
Big Tobacco ha licenziato gli operai, spostato la produzione all'estero e smesso di pagare le tasse in Italia, dove segna un attivo di 2 miliardi e 800 milioni all'anno.
Nessuno tra i nostri VIP della politica, e tra gli aspiranti VIP, vuole aumentare le tasse sulle sigarette, che farebbero guadagnare lo Stato, e non si perde occasione per fare propaganda al Prezzo minimo, che fa guadagnare lo sponsor.
Anche la galassia delle associazioni di consumatori è favorevole al Prezzo minimo, ovviamente «per la tutela della salute pubblica, a cominciare dai bambini».
Ma allo stesso tempo tutti gli sponsorizzati fanno passare sotto rigoroso silenzio il pacchetto da 10 sigarette, ormai tollerato solo più in Italia e in alcuni paesi del terzo mondo.
Soldi, soldi, soldi…
Oggi, grazie alle fondazioni, è possibile aggirare le leggi sul finanziamento pubblico, a cominciare dai fondi ministeriali, surrogato delle sovvenzioni pubbliche ai movimenti politici.
Italianieuropei di D'Alema ha più di un milione di fatturato, la sede romana da 7 mila euro mensili, più altre due a Milano e Napoli. Con il sito internet, i libri, i quaderni e la rivista, oltre alla nutrita agenda di convegni, è una macchina costosa.
Per finanziarsi Italianieuropei ricorrerebbe alla pubblicità sulle riviste, acquistate tra gli altri da Allianz, Sisal, Mps, Banca di Roma, Sky, Enel, Eni, Fastweb, Telecom, Rai, Unicredit, Aeroporti di Roma e Novartis.
Poi ci sono i convegni su commissione: British American Tobacco, per esempio, ne ha chiesto uno sui danni del fumo minorile…
Italianieuropei monetizza anche proponendosi come consulente per festival, ultimo quello della Salute di Viareggio, dove si è esaltato il Prezzo minimo "a tutela della salute pubblica".
Ma non dimentichiamo che D'Alema è un benemerito di Big Tobacco, in quanto ha neutralizzato (con l'aiuto di Visco e Diliberto), la sentenza delle Corte di cassazione del 2001.
E così, grazie a "baffino", l'Italia ha chiuso un occhio su 120 mila miliardi di lire evasi da Philip Morris.
Quando D'Alema, Visco e Diliberto correvano per Big Tobacco
| Fondazioni e associazioni | Politici |
|---|---|
| Fare Futuro | Gianfranco Fini |
| Italianieuropei | Massimo D'Alema, Giuliano Amato |
| Formiche | Marco Follini |
| Magna Carta | Marcello Pera, Gaetano Quagliariello |
| Nuova Italia | Gianni Alemanno |
| Mezzogiorno Europa | Giorgio Napolitano |
| Free Foundation | Renato Brunetta |
| Democrazia Europea | Sergio D'Antoni |
| Symbola | Ermete Realacci, Emma Marcegaglia, Carlo De Benedetti, Diego Della Valle |
| Nens | Vincenzo Visco, Pierluigi Bersani |
| Libertà e Giustizia | Gustavo Zagrebelsky, Umberto Eco |
| Italia Protagonista | Maurizio Gasparri |
| Italia Decide | Luciano Violante, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Tremonti |
| Glocus | Linda Lanzillotta |
| Folder | Antonio Di Pietro |
| Italiafutura | Luca Cordero di Montezemolo |
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Queste multinazionali, e questi politici, pensano di andare avanti così in eterno?
Questo è solo l'inizio, non illuderti. Pensa piuttosto a cosa tireranno fuori dal cilindro per cercare di neutralizzare la Yesmoke, che tra un mesetto potrebbe far togliere il prezzo minimo, alla faccia di tutte le foundations…
Quella di D'Alema è la fine del classico fallito di sinistra. D'Alema è un fallito di successo. Se si ritirasse e passasse il suo tempo in barca a vela, l'Italia non ci perderebbe molto.