Alemanno «Coglione»?

L'Italia è in affari col cartello dei produttori di sigarette.

Roma: Il ministro Gianni Alemanno posa per una foto ricordo davanti all'Altare della Patria

Roma: Il ministro Gianni Alemanno posa per una foto ricordo davanti all'Altare della Patria

"Questa è una giornata importante per l'agricoltura italiana", aveva dichiarato entusiasta il ministro Gianni Alemanno il 4 Maggio 2005, alla firma dell'accordo con Philip Morris, definito "storico" dall'informazione italiana.

Erano state decise le "linee guida della qualità" del tabacco italiano, elaborate insieme con la Philip Morris stessa, che si sarebbe impegnata a comperare 12.800 tonnellate di tabacco all'anno, aumentando cosi' la propria quota del 15% rispetto agli anni precedenti.

Ma perché tanta enfasi per 12.800 tonnellate, un quantitativo modesto nel settore, e ancor più modesto per Philip Morris? Che abbiano dimenticato uno zero?-- ci eravamo domandati a suo tempo.

L'enfasi data dal ministro Alemanno all'accordo potrebbe spiegarsi oggi, dopo l'introduzione strisciante del Prezzo minimo delle sigarette che regala l'intero mercato italiano a Big Tobacco.

E a proposito delle "linee guida della qualità", fatti inquietanti che il ministro sicuramente conosceva e sui quali avrebbe dovuto riflettere erano da poco accaduti proprio nella patria di Philip Morris.

12.800 tonellate sono 640 containers, e l'aumento del 15% corrisponde solamente a 80 containers.

Per di più il tabacco italiano, la cui produzione annuale è circa 12 volte superiore alla quota di acquisto di Philip Morris, non risulta essere mai andato invenduto; e considerato che Big Tobacco paga il prezzo di mercato, cosa cambia per le finanze Italiane?

Visto che i conti lasciati da pagare in Italia da Philip Morris sono costituiti da miliardi di Euro, non si puo' non rilevare che aumentando la propria quota di acquisto di tabacco italiano del 15%, Philip Morris spende solamente 4 milioni di Euro in più rispetto agli anni precedenti.

Ma questi 4 milioni non sarebbero altro che l'acquisto di tabacco a prezzo di mercato, non un regalo, e tantomeno un minuscolo acconto sulla via del pagamento dei conti lasciati in sospeso.

Ed oltre ad un generico impegno a finanziare "progetti di ricerca" e ad elargire "borse di studio", non vi è nulla di concreto nell'accordo all'infuori delle frasi retoriche e delle chiacchere. Ecco cosa dice il sito del Ministero delle Politiche Agricole:

"Qualità e competitività sono state le parole che più frequentemente sono ritornate nelle dichiarazione degli illustri relatori" … "Sia Calantzopoulos che Terribilini hanno rimarcato la grande importanza attribuita al dialogo con le istituzioni per il raggiungimento di obiettivi comuni" … "Il ministro ha fatto cenno alle linee guida della qualità, elaborate insieme con la multinazionale, incentrate su ristrutturazioni senza inutili intermediazioni, e allo scambio tra qualità e quantità che sta alla base di questa intesa." … "Gli interlocutori della Philip Morris hanno tenuto a sottolineare a più riprese quanto fosse importante per la multinazionale la condivisione di una strategia che parta dal rispetto dell'ambiente, dall'osservanza delle -buone pratiche agronomiche- in piena intesa con gli operatori del settore."

…Tutto chiaro!

L'accordo nei dettagli - dal sito del Mipaf

L'accordo nei dettagli

«Che cosa prevede l'Intesa programmatica tra il Ministero delle politiche agricole e forestali e Philip Morris International Management Sa e la Philip Morris Italia Spa.»

«L'accordo per la prima volta su base triennale si compone di due parti: il verbale d'intesa programmatica e l'accordo di programma triennale.»

«L'obiettivo principale: massimizzare la qualità della coltivazione del tabacco in Italia e incrementare la competitività della produzione italiana a livello internazionale garantendo stabilità di acquisti per il prossimo triennio. La multinazionale si impegna ad incrementare i livelli d'acquisto dei tabacchi Virginia Bright e Burley a fronte di un miglioramento qualitativo.»

«In particolare l'accordo di programma triennale si incentra su 3 elementi qualificanti: il Mipaf, con le Regioni produttrici e con il contributo della Philip Morris Italia spa, supporterà la riconversione dei forni d'essiccazione del tabacco Virginia Bright, da fuoco diretto a fuoco indiretto; la Philip Morris Italia Spa s'impegna a finanziare delle borse di studio e delle conferenze annuali per lo sviluppo della ricerca in materia di coltivazione del tabacco e per la diffusione di informazioni di valore per tutto il settore; le parti infine, concordano un costante scambio di know-how attraverso l'erogazione di incontri seminariali periodici.»

(Questa è la versione integrale, dal sito del Ministero delle Politiche Agricole)

Ma 12.800 tonellate sembrano tantissime, per questo l'accordo è stato propinato con facilità alla stampa italiana come qualcosa di grandioso. E la stampa ha provveduto ad utilizzare entusiastici appellativi come "pilota", "strategico", "storico sotto tutti i punti di vista".

Gianni Alemanno

«Dal coraggio della militanza agli orizzonti della vittoria» - Gianni Alemanno, nel 1980 gettò una «molotov» contro l'Ambasciata Sovietica a Roma

Nella conferenza stampa che presentava lo "storico" affare c'erano tutti i "big" della multinazionale, "…in un turbinio di flash come non ne avevamo mai visti nell'austera Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole", è stato scritto.

E se si osserva con un po' più di attenzione, emergono altri elementi sull'infiltrazione di Big Tobacco nelle istituzioni e negli apparati dello stato italiani, e sui conseguenti attacchi striscianti alla tutela del consumatore.

«Qualità Philip Morris»

"La tabacchicoltura italiana è vittima di miopie interpretative che vedono soltanto in chiave salutistica lo sviluppo del settore", dichiarava, nel corso della presentazione dell'accordo, il Ministro Alemanno, sotto lo sguardo compiaciuto dei vertici di Philip Morris.

Non a caso una legge approvata dal Congresso degli Stati Uniti pochi mesi prima dello "storico" accordo italiano, aboliva l'obbligo da parte del Governo Americano di ispezionare il tabacco importato dall'estero, per individuare se è stato trattato con sostanze chimiche e pesticidi vietati in USA ma permessi da altre parti.

Il dipartimento dell'agricoltura, l'Homeland Security Department e il Food and Drug Administration degli Stati Uniti hanno sempre avuto l'autorità di ispezionare tutti i prodotti dell'agricoltura. Funzionari di queste organizzazioni statali hanno dichiarato che non vi è mai stato in passato un altro prodotto dell'agricoltura che ha potuto entrare negli Stati Uniti senza questo tipo di ispezioni.

Secondo Tom Glynn, direttore del dipartimento -Science and Trend- dell'American Cancer Society: "Quello che oggi stiamo facendo è fare aggiunte a questi numeri, rendendo un prodotto già assai tossico, ancora più tossico … questo significa che il tabacco utilizzato oggi dai produttori di sigarette degli Stati Uniti può rendere le sigarette ancora più dannose alla salute".

La tabacchicoltura italiana ha trovato il suo partner ideale, una garanzia di qualità, complimenti Alemanno!

«Obiettivi comuni»

Come avrà fatto Big Tobacco ad ottenere dal Congresso degli Stati Uniti l'abolizione dei controlli sul tabacco proveniente dall'estero?

Dal 1999 le sociatè del tabacco hanno speso più di $129 milioni in "manovre di corridoio" (lobbying) nel Congresso degli Stati Uniti (più di $23 milioni nel 2004, i dati più recenti disponibili). Questo corrisponde a più di $173.000 spesi per ciascun giorno nel quale il congresso era in sessione.

Alla conferenza stampa di presentazione dell'accordo, sia il presidente della Philip Morris International, Andrè Calantzopoulos, che l'Amministratore di Philip Morris Italia spa, Marco Terribilini, hanno rimarcato "la grande importanza attribuita al dialogo con le istituzioni per il raggiungimento di obiettivi comuni".

Il ministro Alemanno ha parlato di un segnale di fiducia. Forse il ministro vuole dire che lo Stato italiano si è guadagnato la fiducia di Philip Morris? Viene da domandarsi: in Italia, quanto ha speso Big Tobacco?

Non ci sarebbe da stupirsi se in questo paese di coglioni Philip Morris avesse ottenuto tutto gratis, o quasi.

Viva l'Italia!

Approfondimenti

U.S. to Quit Inspecting Tobacco for Banned Chemicals and Pesticides - Associated Press - 10/17/04







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