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«Gioco legale» all’italiana – Chi è la «Mafia»?

Dieci funzionari dell'AAMS di Palermo sono stati indagati dalla DIA con l'accusa di corruzione, aggravata dall'associazione mafiosa, in cambio di privilegi nella concessione di licenze per alcune sale da gioco.

Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione Antimafia, ha commentato: «Se si prospetta una manovra finanziaria biennale da 38 miliardi l’opinione pubblica entra in fibrillazione, ma se si afferma che solo sui giochi le organizzazioni criminali lucrano almeno 50 miliardi all’anno, pochi se ne curano».

Belle parole. Ma a chi si riferisce Pisanu? A qualche «mandamento» palermitano che ha lucrato sulle sale gioco in periferia, o alla Atlantis World Group dell’isola caraibica di St. Maarten, principale concessionaria su tutto il territorio italiano, quella che ha fatto sparire i miliardi degli Italiani con le slot machines, che è diretta da Roma e fa capo a Gianfranco Fini e Amedeo Laboccetta?

L’italico equivoco

Milena Gabanelli

Milena Gabanelli, conduttrice del programma Report

Forse qualcuno sta cercando di puntare i riflettori su fenomeni criminali marginali, per distogliere l’opinione pubblica dal vero crimine organizzato, denunciato recentemente e ampliamente documentato anche dal programma televisivo REPORT (Vedi il Video), sulle incredibili concessioni per le slot machines fatte dall’AAMS a misteriose società off-shore che sarebbero legate a nostri rispettabili personaggi politici. Così oggi la nostra giustizia si muove per piccole vicende locali di alcune sale giochi, spiccioli contro furti di miliardi di euro ai quali la DIA sembra non essere interessata.

Già nel 2006 il giudice John Henry Woodcock, anziché dedicarsi a chi faceva sparire i miliardi dello Stato, aveva arrestato Vittorio Emanuele Di Savoia, accusandolo di far parte di un’organizzazione criminale che si diceva avesse corrotto l’AAMS versando 20 mila euro per accelerare l’autorizzazione per alcune slot machines del Casino di Campione D’Italia. Così la finta «mani pulite» del gioco d’azzardo aveva riempito le prime pagine dei giornali per mesi.

Roberto Saviano, Gianfranco Fini

Roberto Saviano, Gianfranco Fini

Oggi la vulgata pro-legalità del «Debenedettiano» Roberto Saviano contribuisce attivamente a mantenere l’attenzione dell’opinione pubblica focalizzata su fenomeni di criminalità locale e di basso profilo, evitando che in questo «parco buoi» chiamato Italia si parli dei veri ladri, quelli che si portano all’estero i miliardi agli italiani con banche, benzina, sigarette e gioco d’azzardo «legale».

L’AAMS ha divulgato il solito comunicato in cui assicura «la piena collaborazione agli organi investigativi per la ricostruzione dei fatti e l’accertamento delle responsabilità», restando a disposizione delle autorità e ribadendo che «l’AAMS è quotidianamente impegnata nella lotta contro qualunque fenomeno di illegalità che deve essere sempre e comunque perseguito».

Il problema è che a manifestare la rituale fiducia nell’operato della magistratura sono gli stessi personaggi che, sul fronte romano, hanno concesso le licenze alle società off shore, hanno fatto un inciucio da 500 milioni di IVA a favore di aziende straniere, che non alzano l’aliquota delle accise sulle sigarette perché non piace a Philip Morris, che mantengono il prezzo minimo a vantaggio degli utili di un cartello di produttori di sigarette a scapito delle entrate fiscali, e che permettono a 3 multinazionali di eludere il fisco italiano e di portarsi 2 miliardi di euro all’anno all’estero.

La vicenda palermitana

DIA - Direzione Investigativa Antimafia

La DIA – Direzione Investigativa Antimafia – di Palermo ha arrestato 10 persone, tra le quali alcuni dirigenti dell’AAMS, con l’accusa di corruzione aggravata dall’associazione mafiosa

Tra gli arrestati della «Mani pulite» dei giochi, Nicola Andreozzi, ex Direttore dell’Agenzia dei Monopoli siciliani, che attualmente ricopre il medesimo incarico nelle sedi distaccate della Campania e della Sardegna, e Salvatore Magno, vicedirettore della sede siciliana dei Monopoli.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Palermo, gli indagati avrebbero beneficiato di vacanze di lusso, escort, regali vari, e in cambio avrebbero fatto favori sproporzionati utilizzando il denaro della collettività. Uno degli arrestati, Giovanni Polizzi, assessore all’Urbanistica in un comune del palermitano, spicca per aver ricevuto tangenti per oltre 40mila euro.

Il principale «cliente» degli indagati, come riporta l’inchiesta de Il Sole 24 Ore (che si occupa attivamente delle briciole rubate a Palermo ed è omertoso sui miliardi fatti sparire a Roma) era l’imprenditore Michele Spina, titolare della Primal S.r.l. che gestisce sul territorio alcune sale giochi.

Logo dell'AAMSPrimal S.r.l. aveva ottenuto licenza per la gestione di 24 sale e 71 Punti Snai nel 2006, in seguito a 5 consistenti offerte, per un totale superiore ai 10 milioni di euro, presentate in occasione del bando sulle agenzie scommesse, che le avevano permesso di fare piazza pulita di tutto.

Ovviamente la sottoscrizione della convenzione è subordinata alla presentazione all’AAMS, entro 15 giorni, della ricevuta del versamento dei corrispettivi relativi ai diritti aggiudicati. La legge dice anche che ove tale termine non venga rispettato la concessione non è assegnata. L’elenco degli aggiudicatari fu pubblicato il 28 dicembre 2006, e a Il Sole 24 Ore risulta che nell’aprile successivo i Monopoli sottoscrissero e firmarono la convenzione di concessione alla Primal nonostante il versamento non fosse mai stato completato.

Successivamente alla pressione generata dall’inchiesta del giornale della Confindustria, diversi dei punti vendita Primal iniziarono a chiudere senza preavviso a causa del distacco forzato imposto dall’AAMS stessa per il ritardo nel versamento della quota sottoscritta in sede di bando. A questo punto, visto l’intoppo, la Primal versava il dovuto, in ritardo, coprendo anche gli interessi di mora per un saldo complessivo di 12 milioni di euro, ma senza risultato.

Primal fece ricorso al TAR di Catania che ordinò la sospensione del provvedimento dell’AAMS, senza però permettere la riapertura dei Punti scommesse chiusi.

Approfondimenti

  • RAI – Report: «I biscazzieri» – Video integrale della puntata sulla corruzione da 50 miliardi all’anno nei giochi legali e il coinvolgimento dei politici italiani - 8 maggio 2011 - Durata: 1h 42 minuti
  • Padano

    Sui pesci grossi sappiamo che non indagheranno, anche dopo una denuncia come quella di Report. Quando c’era l’opposizione questi furti di miliardi erano impensabili. La celeberrima maxitangente di Craxi era di 10 miliardi di lire, cioè 5 milioni di euro, non 50 miliardi di euro. Mentre Craxi ha avuto un sacco di guai, oggi qualcuno si porta via una maxitangente pari a diecimila tangenti craxiane in una volta, senza il minimo problema.

    • ABS

      Questo non è del tutto vero. Innanzitutto la maxitangente di Craxi va rapportata ai tassi di inflazione. Se fai qualche rapida proporzione, e la prima è la semplice 1000 lire=1 Euro che si è applicata ovunque, già diventano 10 milioni. Considera che io 12 anni fa ho pagato 500mila lire uno strumento che oggi, fatte le dovute equivalenze di qualità a causa dello sviluppo tecnologico, si aggira più o meno sui millecinquecento euro.

      Più che altro l’errore è nell’affermazione: “Quando c’era l’opposizione questi furti di miliardi erano impensabili.” a parte la questione numerica di cui sopra, sia a destra che a sinistra hanno rubato un po’ tutti e più o meno in quantità paragonabili.

  • Manu

    Se si facesse informazione sul fatto che nei giochi vengono rubati allo stato almeno 50 miliardi all’anno, come dice Pisanu (che non è un giornalista ma il presidente dell’antimafia), nessuno pagherebbe più le tasse.
    Di queste cose nessuno ne parla perchè, se si approfondisserp e diventassero argomento di conversazione quando si va al bar, sarebbe un gran problema. Così, in sostituzione, si parla di mafia, di camorra, di gomorra etc., si mostrano ogni tanto degli arresti in televisione con la polizia che esulta e stappa lo spumante, e dopo tutti tendono a sentirsi appagati.

  • Paolo

    Con i giochi legali siamo a 50 miliardi, ma se sommiamo quanto lucrano anche con banche, benzina, farmaci e sigarette quanto fa il totale alla fine dell’ anno?

    • Anonimo

      E’ meglio che non ci pensi. L’Italia esiste perché serve per fare queste cose.

      • Pirla che paga le tasse

        Capisco benissimo, infatti questa situazione di furto libero c’e’ solo in Italia, sarebbe inconcepibile in qualunque altro paese. Quelli che mettono il tricolore fuori dalla finestra sono quelli che hanno capito meno di tutti.

  • lauro1961

    Cari signori l’italia e un paese di ladri e per questo le cose non cambierano mai….

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