Ignazio Marino: «Via il pacchetto da 10 sigarette!»
Vietato negli Stati Uniti, nell'Unione Europea e nella maggior parte dei paesi del terzo mondo perché favorisce la fidelizzazione dei tee-agers al brand, il pacchetto a metà prezzo ha resistito fino ad oggi in Italia, nonostante l'Istituto Superiore della Sanità ne chieda da tempo l'abolizione.
L'iniziativa di Ignazio Marino, contenuta nel disegno di legge presentato con Antonio Tomassini (Pdl), che la commissione Igiene e sanità del Senato sta esaminando in sede deliberante, rappresenta una svolta importante, se pensiamo alla condotta tenuta fino ad oggi dai politici italiani davanti agli interessi dei produttori di sigarette.
«…Lobbies permettendo», ha detto il Sole 24 Ore.
«È vietata la vendita di pacchetti di sigarette che contengano un numero di pezzi inferiore a venti». Con questo emendamento il disegno di legge di Ignazio Marino e Antonio Tomassini, ispirato alla tutela della salute dei giovani, è diventato una cosa seria sotto più punti di vista.
Il pacchetto da 10 sigarette è un punto essenziale del business di Big Tobacco in Italia. Chi lo elimina non fa un'operazione di maquillage con piccoli cambiamenti di poca sostanza, ma chiarisce in modo inequivocabile il suo totale distacco ed imparzialità davanti agli interessi dei produttori di sigarette.
Senza contare che il pacchetto a metà prezzo, con l'imminente abolizione del prezzo minimo, rappresenterebbe un'ancora di salvezza per Big Tobacco. Non a caso i produttori avevano provveduto, in questi ultimi mesi, a lanciarlo con iniziative promozionali, tutte illegali, ovviamente.
Nel disegno di legge si propone un ottimo bugiardino informativo da inserire nel pacchetto di sigarette, che oltre a fornire quella trasparenza sul prodotto che i produttori hanno sempre negato al consumatore, sostituirebbe gli impresentabili ed illegali bugiardini pubblicitari utilizzati oggi da Big Tobacco, che nessuna autorità è riuscita, o ha voluto fermare.
Un punto debole si trova nell'Articolo 7, secondo il quale i produttori sono tenuti ad effettuare analisi qualitative e quantitative di una lunga serie di sostanze, tra le quali ammoniaca, nitrosamine etc., e l'Istituto superiore di sanità è autorizzato a verificare i risultati delle suddette analisi.
In questo modo rimarrebbe la «autocertificazione» adottata fino ad oggi, con gli organi preposti che controllano solo i valori di nicotina, catrame e CO, e per il resto si fidano di Big Tobacco.
Da notare le modifiche apportate all'Articolo 4, che nella prima versione del disegno di legge, quella presentata nel 2007, diceva: «La vendita e l’acquisto a distanza o via internet dei prodotti del tabacco sono vietati». Era prevista anche una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro, ma tutto è stato azzerato.
Adesso l'Articolo 4, al comma 1, dice: «È vietata la vendita di pacchetti di sigarette che contengano un numero di pezzi inferiore a venti». …Un bel miglioramento!
Interessi privati e salute pubblica
Il mercato del tabacco in Italia è teatro di situazioni conflittuali tra interessi privati, diritti della collettività e salute pubblica, nel totale disinteresse degli organi di informazione.
Ma se da un lato il mercato sembra blindato attorno agli interessi di poche aziende, dall'altro lato ci troviamo davanti ad una situazione insostenibile, destinata ad un inevitabile e veloce cambiamento.
Infatti oggi la tutela del consumatore e l'informazione sul mondo del tabacco stanno cominciando ad essere di moda, e certe tecniche di business sono destinate a diventare sempre più impresentabili per le democrazie moderne e inaccettabili da parte del consumatore informato.
Chi ha l'onestà, oltre alla lungimiranza, di manifestare la propria opposizione con azioni concrete, da prova inequivocabile di correttezza ed imparzialità davanti a qualunque forma di potere ed interesse, e dimostra di avere le carte in regola per migliorare l'Italia.
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Bisogna vedere cosa succede alla fine. C'è poco da illudersi.
Non essere pessimista, le cose buone arrivano quando tutti meno se lo aspettano!