Italia: BAT batte Codacons 2 a 0

BAT batte Codacons 2 a 0

Il 13 aprile 2011 il Tribunale civile di Roma aveva dichiarato inammissibile la class action proposta dal Codacons contro la British American Tobacco Italia, in favore dei fumatori delle MS, Pall Mall, Lucky Strike, e il 30 gennaio 2012 è arrivata la bocciatura in Appello.

Secondo il Codacons, la BAT avrebbe utilizzato cocktails chimici per aumentare gli effetti della dipendenza dalla nicotina. Pertanto 3,5 milioni di ipotetici fumatori di quelle marche avrebbero dovuto incassare 3.000 euro a testa, per un totale di 10,5 miliardi di euro.

La Class Action del Codacons sarà stata una sceneggiata sgangherata e dall'esito scontato (basta dire che il fumatore non è identificabile) ma ha evidenziato un problema reale: a nessuno è dato di conoscere identità e dosaggio degli additivi presenti nelle sigarette che troviamo in tabaccheria, e la Giustizia italiana non ha le palle per fare qualcosa.

Big Tobacco gioca in casa

Per i giudici della XIII Sez. del Tribunale civile di Roma che hanno bocciato la class action, Franca Mangano, Maurizio Maselli e Annalisa Chiarenza, il consumatore è sufficientemente al corrente dei rischi per la salute.

Ma oggi in Italia e nell'UE un produttore che vuole potenziare chimicamente la sigaretta può farlo, perché lo Stato controlla i livelli di nicotina, catrame e CO2, e per il resto va «sulla fiducia», basandosi su una «autocertificazione» dei produttori. Se la legge non prevede controlli, chi ci garantisce che oggi in Italia quei «galantuomini» delle multinazionali delle sigarette non modifichino la chimica della nicotina?

E invece i giudici italiani, le cui riflessioni, confermate in Appello, divergono diametralmente da quelle dei colleghi americani, si sono esibiti in una leccata di culo alle multinazionali senza precedenti, con un incredibile elogio degli additivi delle sigarette che sembra scritto da un pubblicitario:

«L'utilizzazione degli additivi trova ragion d'essere nell'intento di attribuire al prodotto un sapore specifico e tipizzato, come tale indispensabile perchè la casa produttrice sia competitiva sul mercato … In altri termini detti additivi, della più varia natura, riducono la durezza del fumo, la secchezza della bocca e della gola, donando una sfumatura particolare (anche dolce) al fumo, ma non hanno effetti assuefacenti nè esplicano alcuna funzione ai fini dell'esaltazione del rapporto di dipendenza del fumatore alla nicotina»

L'italica sentenza scavalca tutta gli studi e la letteratura in materia quando ci spiega… che si può smettere con le sigarette quando si vuole:

«Gli effetti della nicotina, alla luce delle ricerche e dei risultati medici e scientifici, non sono paragonabili alle droghe pesanti quali l'eroina o la cocaina, e non hanno la stessa influenza sulla volontà del fumatore da renderlo incapace di smettere di fumare».

Le stranezze del Codacons

Resta da chiarire perché il Codacons abbia proposto questa sceneggiata, dall'esito scontato e contro la sola BAT, e non abbia coinvolto gli altri due big del mercato italiano, Philip Morris e Japan Tobacco con le celeberrime Marlboro e Camel. Forse le Lucky Strike sono peggiori?

Il Codacons non è nuovo a «stranezze». Come l'essersi schierato, «a difesa della salute degli Italiani», a fianco di Big Tobacco e contro l'Unione Europea nella causa per l'abolizione del prezzo minimo delle sigarette, a tutela della salute del portafoglio dei produttori.

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