Italia: Cortili delle scuole smoke-free – Pacchetto da 10 non si tocca
Il senatore del PD Ignazio Marino e il senatore del Pdl Antonio Tomassini hanno presentato un disegno di legge «bipartizan» che prevede di vietare la vendita delle sigarette ai minori di 18 anni, e che stabilisce il divieto di fumare nei cortili e all’esterno delle scuole. «L'età della prima sigaretta si abbassa sempre di più, anche a 12 anni … il divieto di vendita ai minori di 16 anni non basta, si può e si deve fare di più», ha dichiarato Marino.
Tomassini, presidente della Commissione Sanità, e Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, sembrano in perfetta sintonia «bipartizan». Infatti si sono dimenticati entrambi del pacchetto da 10 sigarette, vietato negli Stati Uniti, nell'Unione Europea e in quasi tutti i paesi del Terzo Mondo perché favorisce la fidelizzazione dei teenagers al brand. Il pacchetto a metà prezzo, cardine del business di Big Tobacco, resiste solo più in Italia, silenzioso e imperterrito.
La proposta di legge è stata avanzata il 5 luglio a Roma durante il convegno: «Fumo: dipendenza o stile di vita?» organizzato con il patrocinio del Senato della Repubblica, promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e dalla «Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione» … il cui nome è già tutto un programma. Al convegno hanno partecipato, oltre a Marino e Tomassini, il Ministro della Salute Antonio Fazio e a una lunga schiera di luminari.
Nel disegno di legge è previsto che sia istituito presso il Ministero della Salute un Fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni del tabagismo. Il fondo servirà al finanziamento di campagne di informazione e ad agevolare l’acquisto di farmaci per la disassuefazione dal fumo, e sarà alimentato dalle sanzioni per le violazioni alla legge, dall’aumento delle aliquote di base dell’imposta di consumo di sigari e del tabacco da fumo e dai contributi di soggetti pubblici e privati.
«Forse queste nuove disposizioni non rappresentano la soluzione, ma anche se risultassero efficaci in minima parte, aiuterebbero a combattere un male che rappresenta la seconda causa di mortalità in Europa», ha dichiarato Marino, con inaspettato realismo, a proposito del suo minestrone di provvedimenti di facciata.
Servilismo «bipartizan»
Perché il pacchetto da 10 sigarette è sempre sugli scaffali delle tabaccherie in Italia? Perché il Belpaese non si è allineato, con il suo scontato entusiasmo, all'impostazione americana ed europea, «politicamente corretta», del no al pacchetto a metà prezzo a tutela della salute dei giovani? Senza contare che l'Istituto Superiore della Sanità ne chiede l'abolizione da almeno 10 anni.
Nessuno conosce i dati relativi alle vendite di questo pacchetto in Italia all'infuori della Logista S.p.A. che distribuisce le sigarette e delle società produttrici, il cui interesse è non divulgarli. Ma secondo i tabaccai il pacchetto da 10 sarebbe al 25%.
Il mercato del tabacco in Italia è teatro di situazioni conflittuali dove interessi privati prevalgono sui diritti della collettività e salute pubblica. Oggi chi volesse eliminare il pacchetto da 10 sigarette chiarirebbe in modo inequivocabile il suo totale distacco ed imparzialità davanti agli interessi dei produttori di sigarette, cosa inconciliabile con la carriera.
Per questa ragione Marino e Tomassini, che del problema sono ben informati, hanno persino evitato di nominare il pacchetto da 10 sigarette nel loro convegno sceneggiata.
Italiano

e intanto i prezzi delle sigarette sono aumentati di nuovo, tra parentesi
...ma non perché aumentano le tasse, ma perché philip morris ha alzato i prezz, tra parentesi............
Manu informati prima di scrivere certe cose.
Io sono informatissima. Il problema è che si cerca di far passare l'aumento per una decisione dello stato, come se avessero aumentato le tasse. Il Sole 24 ore ha scritto che l'aumento è stato deciso dal decreto dell'Aams, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, c'era anche scritto "Il decreto ha effetto immediato". In realtà in Italia funziona così: un produttore che vuole guadagnare di più decide di alzare il prezzo di una marca di sigarette, lo comunica all'Aams, che fa il decreto con il nuovo prezzo per quella marca, che viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In Italia non decide l'Aams, ma decidono i produttori.
Vorrei solo precisare che questa volta non è Philip Morris che ha deciso il rialzo dei prezzi, ma è la BAT..
Informatissima???? Se lo dici te... Hai mai fatto questo lavoro???