IVA – British American Tobacco contro Yesmoke

Mercoledì 14 ottobre è giunta alla Yesmoke la notifica dell'udienza, fissata per la mattina di venerdì 16 a Roma.

Guardia di FinanzaIl chiarimento pubblico richiesto alla British American Tobacco, in risposta alla sua lettera "riservata e confidenziale", è arrivato, ma sotto forma di ricorso, con richiesta di rimozione cautelativa del post pubblicato l'1 ottobre: "BAT, 500 milioni di IVA evasa scoperti dalla Yesmoke".

Secondo la BAT, si tratterebbe di "testo totalmente fuorviante, in quanto attribuisce fatti assolutamente infondati alla British American Tobacco Italia".

Ma che senso ha il ricorso al giudice? La sentenza c'è già, è il parere dell'Agenzia delle Entrate, interpellata dalla Yesmoke.

La BAT ritiene che il non pagamento dell'IVA da parte di Logista Italia seguirebbe, in questo caso, una procedura corretta. Ma così la BAT dice l'esatto contrario di quanto afferma l'Agenzia delle Entrate.

Il ricorso della BAT, scritto da una persona impreparata dal punto di vista fiscale, contiene svariate assurdità senza né capo né coda, che si basano sulla pretesa di una società privata di beneficiare dei privilegi riservati ai Monopoli di Stato.

La BAT, infatti, ha acquistato l'Ente Tabacchi Italiani (ETI) dopo la privatizzazione del settore della produzione delle sigarette, ed è oggi la proprietaria delle principali marche italiane, mentre la spagnola Logista è proprietaria dell'intera distribuzione in Italia.

La Yesmoke ha provveduto a venire incontro alle preoccupazioni della controparte modificando il titolo in "Sigarette, 500 milioni di IVA omessa scoperti dalla Yesmoke", ed eliminando ogni esplicito riferimento a BAT.

Premesso che IVA evasa e IVA omessa sono la stessa cosa, facciamo presente che se qualcuno non è in grado di interpretare le norme che obbligano al pagamento dei tributi, non dovrebbe essere problema della Yesmoke.

Perché si è mossa la BAT?

Ci aspettavamo che si facessero vive l'AAMS, o la Logista, indicate chiaramente nell'articolo come i responsabili dell'IVA omessa sulle sigarette prodotte in Italia, e non la BAT, che pur essendo stata, negli anni passati, il maggiore produttore di sigarette in Italia (Philip Morris e Japan Tobacco producono tutto all'estero), non avrebbe responsabilità per quanto accaduto.

Infatti il post incriminato comincia con queste parole:

"L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) non ha correttamente regolamentato la privatizzazione del settore della distribuzione dei tabacchi lavorati. Questa mancanza ha determinato violazioni delle più elementari regole fiscali … Secondo quanto appurato dalla Yesmoke, l'ignoranza della Logista nell'indicare ai propri fornitori dei tabacchi lavorati prodotti in Italia le regole da seguire nella preparazione dei documenti fiscali, avrebbe determinato la più grossa evasione IVA mai avuta in Italia".

Andare fino in fondo

Il post, dicendo che "tutti i fornitori di tabacchi lavorati prodotti in Italia non hanno assoggettato ad IVA le cessioni dei loro prodotti fatte alla Logista", chiama in causa i produttori di sigarette sul territorio italiano (inclusa la Yesmoke, che si è già messa in regola).

Sarebbe auspicabile, dopo che la Yesmoke ha rimosso ogni esplicito riferimento alla BAT nel titolo del post, che la controparte, visti anche tutti i quesiti irrisolti evidenziati dal ricorso, desse il suo contributo al fine di chiarire la questione. Non col proposito di togliere la notizia dalla rete, ma al fine di stabilire chi dice stupidaggini: British American Tobacco o Yesmoke?

Può un'azienda seguire una procedura fiscale, e un'altra fare tutt'altro? …Un gran bel dilemma, da risolvere in fretta!

Il Blog Yesmoke, essendo l'unica fonte di informazione sulla vicenda dell'IVA evasa (o omessa), colma una inquietante lacuna e vigila su possibili inciuci.

È inutile dire che il Blog è a disposizione della BAT per la pubblicazione di qualunque commento, articolo o documento.

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Questa pagina è disponibile anche in: Inglese
Ultimo aggiornamento: 26 aprile, 2010

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5 Commenti

  1. Complimenti dice:

    E adesso chi non è in regola paghi: per la Logista l'IVA non pagata non è più compensabile, e diventa un costo, mentre il produttore non in regola può ravvedersi per il 2008, ma per il passato ci sarà una sanzione. Yesmoke dovrebbe fare un esposto alla Procura, e per conoscenza all'Agenzia delle Entrate, all'Agenzia delle Dogane e alla Guardia di Finanza.

  2. Yesmoke dice:

    Nel ricorso la BAT ammette l'infrazione sostenendo che la non applicazione dell'IVA risponde a chiare previsioni di legge (legge 7 marzo 1985, n. 76). Questa legge riguarda le cessioni e le importazioni dei tabacchi lavorati destinati alla vendita al pubblico nel territorio soggetto a monopolio. In Italia non esiste il monopolio. La legge aveva una logica: il produttore, l'importatore e il distributore poteva essere solo il Monopolio Italiano, ossia lo Stato. Oggi partecipano differenti società private che non possono pretendere di beneficiare dei privilegi dei quali godeva il Monopolio Itliano. Non è vero che tutti i produttori italiani del settore non applicano l'IVA alle vendite alla Logista. Contrariamente a quanto affermato dalla BAT nel ricorso, Yesmoke applica l'IVA.

  3. Flavio dice:

    Se si calcolano le vendite di sigarette prodotte in Italia dal 2004 ad oggi, l'IVA omessa dai produttori italiani è semz'altro superiore ai 500 milioni di euro. Tirar fuori una simile somma è problematico per chiunque, è altamente probabile il rischio di inciucio. Non dimentichiamo che Logista, essendo proprietaria dell'intera distribuzione delle sigarette in Italia, ha il coltello dalla parte del manico: se "sciopera", l'Italia si ritrova senza le entrate fiscali delle sigarette. Lo stato, davanti ad una simile eventualità, capitola subito facendo il classico inciucio. Dello "sciopero" non ce ne sarà bisogno, e i giornali non parleranno della vicenda.

  4. Anonimo dice:

    Faranno la classica sanatoria all'Italiana, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scurdammoce o passato. Sui 90 miliardi di mancate entrate del fisco sulle slot machines hanno fatto così. Qualcuno ne sa qualcosa? Berlusconi è contento? Di Pietro ne parla? Avete poco da vigilare, siamo in Italia…

  5. Padano dice:

    Salve a tutti! La questione è grossa, ma andrebbe messa in termini più giornalistici, se volete darle visibilità e se volete trovare qualcuno che vi aiuti a vigilare. Per esempio, se uno non paga le tasse e viene beccato, è tutto chiaro, e se la cifra è grossa, la sua faccia ha molte probabilità di andare in prima pagina. Ma in questo caso dell'IVA evasa non è così semplice accertare le responsabilità e far pagare chi ci ha guadagnato, ci vuole una conoscenza specifica della materia. La causa di tutto potrebbero essere superdficialità e ignoranza, ma se pensiamo che Giorgio Tino, ex direttore dell'Aams, era nel consiglio di amministrazione di Logista, ci domandiamo come sia possibnile che abbiano fatto simili errori.

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