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Japan Tobacco: l’evasore totale fa la carità in Lombardia

Uno lascia un conto da pagare da Guinness dei record, tu ti aspetti che qualcuno cerchi di fargli scucire i soldi, e invece…

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una toccante cerimonia, ha consegnato una targa a Pier Carlo Alessiani, amministratore della Japan Tobacco Italia, per il suo sostegno agli anziani di Milano.

Con utili che superano il 500%, Japan Tobacco riesce a portarsi tutto all’estero senza pagare un euro di tasse. Infatti la sua attività dichiarata in Italia è «Società di consulenza & pubbliche relazioni, ingrosso beni durevoli vari». Perché Formigoni, invece di sputargli in un occhio, come avrebbe fatto Totò, ha sentito il bisogno di premiare l’AD, facendo della Japan Tobacco una benemerita?

Dal 2005 l’azienda, che si definisce «sensibile agli sviluppi e alle logiche evolutive della società», sostiene il Progetto «Custode Socio Sanitario», in partnership con la Regione Lombardia, il Comune di Milano, La Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, l’Aler di Milano e altri partner, finalizzata a fornire assistenza a persone anziane, sole e fragili, residenti in aree socio ambientali disagiate della metropoli milanese.

«Abbiamo sede a Milano, ci sentiamo parte della città e della comunità milanese e lombarda—ha affermato Pier Carlo Alessiani—È per noi motivo di orgoglio partecipare a progetti che trovano il loro fondamento nel territorio e nei suoi bisogni e che ci permettono di mettere in pratica i nostri valori di solidarietà e di sensibilità sociale».

Elemosina a parte, la Japan Tobacco preleva contanti dalle tasche degli Italiani nella più totale omertà. L’azienda produce tutte le sue sigarette all’estero, e una società straniera collegata, con sede in Olanda, le vende direttamente sul mercato italiano senza neanche fare la denuncia dei redditi.

Nonostante la Japan Tobacco abbia centinaia di rappresentanti che visitano le 58 mila tabaccherie della penisola, e una nutrita schiera di hostess che girano i locali della movida a fare omaggio dei suoi prodotti, ufficialmente l’azienda non si occupa di sigarette, e nessun giudice le contesta una «stabile organizzazione» in Italia, che comporterebbe il pagamento delle tasse.

Quanto dichiarerebbe al fisco la Yesmoke S.p.A., che produce tutto in Italia, se vendesse 800 milioni di pacchetti di sigarette, come fa in un anno la Japan Tobacco? Ad un prezzo medio di 4 euro, corrispondente, all’incirca, al prezzo medio di vendita delle marche dell’azienda giapponese (che va dalle Winston a 3.90 alle Camel a 4.20), Yesmoke dichiarerebbe ben 396 milioni di euro di utili.

Se la Japan Tobacco, con i suoi due spiccioli di beneficenza, è il prototipo del parassita, Formigoni, nella sua ignoranza, superficialità e impreparazione, sembra il prototipo del politico incapace italiano.

Approfondimenti

  • cocombr

    E bravo Formigoni ci arruffianiamo persino gli evasori totali, si cerca disperatamente un pò di dignità

  • Nichol

    Ho il dubbio che funzioni così: lui gli da il premio, e loro gli pagano la campagna elettorale.

  • Manu

    Formigoni è un politico-pupazzo, uno di facciata, fotogenico, perfetto nei cerimoniali, che parla bene e ispira fiducia ai vecchietti. Sarebbe bello sentire il discorsetto che avrà fatto per l’occasione, con l’immancabile sorriso da televenditore di auto di seconda mano. A lui se il produttore di sigarette è evasore non importa, i soldi non sono mica i suoi. Pagliaccio!!!!

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