Lecce: la globalizzazione per non pagare le tasse

La British American Tobacco aveva deciso di «delocalizzare» la produzione delle MS da Lecce in Germania.

Nonostante lo stabilimento italiano facesse milionate di utili e nell’ultimo biennio le sigarette prodotte fossero passate da 9 a 13 milioni di tonnellate. Perché lo stabilimento è stato smantellato? La spiegazione è di ordine «fiscale»: la produzione all’estero serve a non pagare le tasse in Italia e, di sicuro, a non pagarle da nessuna parte.

Fino al 2004 le sigarette che acquistavamo in tabaccheria erano prodotte per il 99% in Italia, incluse le marche «estere», e i produttori pagavano le tasse fino all’ultimo centesimo. A 8 anni dalla privatizzazione dell’Ente Tabacchi italiano tutto è stato «delocalizzato», oggi il 99% delle sigarette è prodotto fuori dall’Italia, e questo mette Philip Morris, BAT e Japan Tobacco in condizione di eludere il fisco italiano.

La produzione all’estero permette di dichiarare costi di produzione gonfiati a piacimento, come fa Philip Morris, o di non esistere per il fisco, come Japan Tobacco, che vende in Italia tramite una società straniera, senza neanche fare la denuncia dei redditi. Così, dopo la chiusura dell’ultimo dei 21 stabilimenti italiani e la perdita di 6 mila posti di lavoro, la BAT potrà smettere del tutto di essere contribuente.

Nel 2011 le 3 multinazionali, su un fatturato di 2 miliardi e 800 milioni di euro, hanno denunciato un totale di soli 120 milioni di utili. Nel 2012 di quanto scenderà questa cifra? Se la Yesmoke S.p.A., che produce in Italia, avesse avuto 2 miliardi e 800 milioni di fatturato, ai prezzi di vendita di Big Tobacco avrebbe dovuto denunciare un utile di 2 miliardi e 200 milioni, senza alcuna possibilità di «sgarrare».

Si sono dimenticati dei lavoratori

Dopo poco più di un anno dall’accordo siglato al Ministero, per la riconversione dello stabilimento, le promesse fatte ai 500 lavoratori non sono state mantenute. L’onorevole Teresa Bellanova, parlamentare del PD, ma anche dirigente CGIL di lungo corso con un passato di lotte contro il caporalato, ha denunciato a «Il paese nuovo» di Lecce l’«oscura vicenda» della mancata riconversione, e le responsabilità della BAT:

«E allora torno a chiedere chiarezza perché sul nostro territorio già altri imprenditori hanno girato simili pellicole, dove nella distrazione generale, nulla si è prodotto tranne che la perdita di posti di lavoro ed una ulteriore penalizzazione economica. Per questo chiedo a tutte le Istituzioni territoriali di stare all’erta, di attivarsi con tutta la forza per pretendere la massima serietà in merito a questa vicenda, prima fra tutte dalla stessa BAT Italia alla quale con inspiegabile celerità è stato concesso un salvacondotto per dismettere un’attività che produceva milioni di utili, e che fino al 2 dicembre del 2010 ha rappresentato il fiore all’occhiello del nostro territorio già depauperato di migliaia di posti di lavoro. A questa multinazionale, prima ancora che alle singole aziende, si deve chiedere responsabilità etica ed il rispetto per un accordo sottoscritto, poiché è stata la stessa BAT Italia che promuovendo quell’accordo si era fatta garante anche della sua piena attuazione. Risultato che oggi, purtroppo, continua ad essere distante anni luce.»

Miseria nella miseria, dopo aver fatto piazza pulita di 6 mila posti di lavoro, pronta per diventare latitante per il fisco, la BAT ci ha fatto trovare la sorpresa sul pacchetto delle MS: una bella bandierina italiana, accompagnata da un ambiguo bugiardino che esalta l’«italianità» della sigaretta. Si tratta di un misero tentativo di far credere che la sigaretta sia ancora «Made in Italy», con l’evidente complicità dell’AAMS che lo ha approvato.

Approfondimenti

  • Padano

    E’ normale che facciano queste cose, l’Italia l’hanno fatta gli Inglesi, esiste per questa funzione, altrimenti non esisterebbe. Non a caso sono riusciti a ripetere lo stesso giochino ben 21 volte, sempre uguale. Chiedetelo a Napolitano, che tra una laurea honoris causa e l’altra, ve lo spiega.

    • Dany

      E’ meglio se lasci stare le dissertazioni storiche contorte, perchè qui c’è semplicemente il sistema –ruba tu che rubo anch’io–

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