Mangia la minestra o salta dalla finestra!

All local store USA i brands sono pochi ma “ben selezionati”.

Good Fellas

Il mercato USA trova nel tabacco il suo paradosso

Mentre in Svizzera il cittadino può scegliere di avere il vizio per la sigaretta che preferisce, con un assortimento che arriva a centinaia di brands nazionali ed esteri, il consumatore di New York trova sugli scaffali del suo negozio meno di 10 brands, e deve forzatamente abituarsi ad uno di questi. Così, quando è diventato “dipendente”, trova sempre il “suo” brand. Geniale!

In Unione Sovietica le sigarette erano quelle socialiste. Oggi i brands sugli scaffali dei local stores americani sono solo quelli di Big Tobacco.

Questo succede perché la tutela del consumatore è stata affidata alla gestione familiare di un ristretto circolo, rappresentato dai produttori di quei pochi brands vincenti che si sono guadagnati lo spazio sugli spogli scaffali.

E così è in quasi tutto il mondo. "Copyright" o "Racketeering"?

Si riferiva proprio ai casi come questo un famoso filosofo del '700 quando diceva: "È difficile stabilire la linea che separa gli affari dal furto".

Nella "Big Tobacco's Last Battle", la causa per rackeetering intentata dal governo USA per l'improbabile somma di 280 miliardi dollari contro i cinque principali produttori di sigarette (quelli che si sono guadagnati il posto sugli scaffali dei negozi) di scaffali non se ne parla per niente.

I colossi non possono rivelare le loro ricette, la data e il luogo di produzione dei loro prodotti. Se dovessero descrivere il contenuto delle loro sigarette, ormai vicino alla formula "Nicotina - spazzatura riciclata - aromi artificiali", il consumatore sceglirebbe liberamente di essere "addicted" ad altri brands. …E quale caos si verrebbe a creare su quegli scaffali?

Step 1: “Aiutare”

Dal 1997, l'industria del tabacco ha fatto più di $28.7 milioni in contributi politici a candidati federali, partiti nazionali e comitati indipendenti di azione politica. Questo totale include $16.8 milioni in "soft money" e più di $11.8 milioni in contributi "PAC" (Political Action Committee).

Dal 1999 le società del tabacco hanno speso più di $112 milioni per probabili intrighi col Congresso USA. Non è dato di sapere quanto abbiano speso nel resto del mondo.

Step 2: “Essere aiutati”

L'impatto dei contributi dell'industria del tabacco è evidente nel recente dibattito sulla legislazione che da' al U.S. Food and Drug Administration (FDA) l'autorità di regolare i prodotti del tabacco.

Un comitato della -House-Senate conference- ha silurato la legislazione FDA all'inizio di questo mese, quando la maggioranza al senato ha votato a favore, ma la maggioranza della House conferees non lo ha fatto.

I membri del Conference che hanno votato contro la legislazione del FDA avevano ricevuto in contributi dal political action committee (PAC) dell'industria del tabacco $27,255, di media cinque volte di più rispetto a quelli che avevano votato a favore, con una media di $5,505.

La lista di membri del Conference Committee che hanno votato contro la autorità del Food and Drug Administration e hanno ricevuto i maggiori contributi dall'industria del tabacco include: Rep. Richard Burr (R-NC), $95,750; Sen. Mitch McConnell (R-KY), $49,000; Sen. Jim Bunning (R-KY), $47,241; Rep. Phil Crane (R-IL), $39,500; e Tom DeLay, House Majority Leader (R-TX), $33,000.

La maggior parte di coloro i quali hanno votato contro la autorità del Food and Drug Administration hanno ricevuto la maggior parte dei contributi dell'industria del tabacco da R.J. Reynolds.

Richard Burr, per esempio, ha ricevuto, legalmente, contributi da: ALTRIA POLITICAL ACTION COMMITTEE, ASWORTH CORPORATION, BROWN & WILLIAMSON TOBACCO, CIGAR-PAC, DIMON INCORPORATED PAC, LOEWS CORPORATION/LORILLARD, RJR POLITICAL ACTION COMMITTEE, STANDARD COMMERCIAL TOBACCO, SWEDISH MATCH TOBACCO COMPANY, SWISHER INTERNATIONAL INC PAC, U.S. TOBACCO EXECUTIVES, UNIVERSAL LEAF TOBACCO COMPANY

Di male in peggio

Ecco un altro motivo in più per il quale i colossi non possono rivelare tutto delle loro sigarette. La legislazione appena passata dal Congresso il 17 ottobre 2004, abolisce l'obbligo di ispezione del tabacco di importazione, che si propone di evitare che sia stato trattato con pesticidi vietati in USA ma permessi in altri paesi.

"Questo significa che il tabacco importato, sul quale le società americane del tabacco si stanno basando sempre di più, potrebbe portare alla produzione di sigarette ancora più dannose", ha detto Tom Glynn, direttore del dipartimento di science and trends per l'American Cancer Society.

Circa 60 delle 4000 sostanze chimiche che si liberano alla combustione della sigaretta sono legati al cancro. Il risultato, aggiungendo altri additivi a questo numero, sarà un prodotto già tossico che diventerà ancora più tossico.

L'Agriculture Department, l'Homeland Security Department e la Food and Drug Administration hanno tutti l'autorità per ispezionare prodotti dell'agricoltura di importazione, per controllare che essi coincidano con gli standards USA. Funzionari di questa agenzia dicono che non conoscono altri prodotti dell'agricoltura che entrano in questo paese senza specifiche ispezioni. PAZZESCO!

La rete

Il consumatore trova oggi il più completo assortimento di prodotti solo su internet. Ma la volontà di dare delle regole a internet sembra non esserci.

Ha scritto il U.S. Newswire: "I problemi sia del contrabbando, che della vendita online di prodotti del tabacco è uno dei problemi più seri per il Congresso. Ma l'approccio patrocinato da Philip Morris e dal repubblicano Blunt, che coincide con una simile legislazione introdotta dal Sen. Orrin Hatch (R-Utah) e Herb Kohl (D-Wis.), si propone unicamente di proteggere solo gli interessi commerciali di Philip Morris, e non la salute pubblica e gli interessi della collettivita".

Grottesco

In Unione Sovietica, le sigarette in vendita nei negozi erano solo quelle socialiste "nell'interesse della collettività", ed era impensabile che l'autorità non avesse il potere di essere informata sulla composizione dei prodotti in vendita.

Ma in USA oggi le sigarette esposte nei miseri scaffali della casa del libero mercato sono quei brands scelti nell'interesse di non si sa chi. E il Food and Drug Administration cerca vanamente di applicare la legge, ma misteriosamente senza riuscirci.







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