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Manovra: Inciucio Padano

Per l'ennesima volta i produttori di sigarette hanno dato la stangata agli Italiani, con il contributo attivo dei nostri politici.

Uno spera che almeno i Padani sappiano fare le addizioni e le sottrazioni, e invece… Per l’ennesima volta i produttori di sigarette hanno dato la stangata agli Italiani, con il contributo attivo dei nostri politici.

Le multinazionali hanno alzato i prezzi di 20 centesimi al pacchetto per accollare al consumatore l’aumento dell’IVA, e per continuare a guadagnare il 370% con le Camel e il 500% con le Marlboro… Utili fuori mercato ed esenti da tasse, possibili solo in quel paese di polli chiamato Italia.

Il Governo, con la manovra targata Lega Nord, non ha aumentato l’accisa nonostante i proclami di Calderoli: «In Italia l’accisa sulle sigarette è ferma al 58,5% dal 2004, bisogna portarla al 64% come in Francia», e si è dimenticato della «tassa minima» dei Finiani, quella che blocca la concorrenza dei prezzi al ribasso che danneggerebbe il business di Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Così quando l’IVA è salita al 21%, le 3 multinazionali hanno alzato il prezzo quanto basta per continuare a guadagnare come prima, e gli altri produttori, Yesmoke compresa, saranno costretti a fare la stessa cosa per via del sistema della «tassa minima».

Marco Reguzzoni

Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord a Montecitorio

Se contemporaneamente all’aumento dell’IVA avessero liberalizzato il mercato con l’abolizione della «tassa minima», come richiede l’Unione europea, le multinazionali sarebbero state costrette a contenere la crescita di prezzo e a ridimensionare gli utili per non perdere quote di mercato. Infatti la Yesmoke, azienda padana DOC, che sta creando occupazione e paga le tasse in Italia, sarebbe scesa di prezzo, anche con l’aumento dell’IVA.

Invece con la liberalizzazione del mercato le entrate fiscali aumenterebbero, ma non necessariamente anche i prezzi. E se i prezzi scendessero troppo, ottima occasione per aumentare ulteriormente la pressione fiscale. Funziona così in tutti i paesi d’Europa, ma non in Italia, perché c’è la «tassa minima».

La «tassa minima», palesemente illegale e incostituzionale, è un surrogato del prezzo minimo, dichiarato illegale l’anno scorso da una sentenza della Corte di giustizia europea. Essa impedisce la libera determinazione dei prezzi, costringendo i produttori che volessero vendere a prezzi più economici ad alzare i loro prezzi sulla scia degli aumenti decisi da un cartello di produttori costituito dalle 3 multinazionali Philip Morris, BAT e Japan Tobacco.

Lega ladrona?

Lega LadronaAffinché tutti pensino che le mani nel portafoglio degli Italiani le ha messe lo Stato, con l’alibi della «ormai dimostrata correlazione tra uso di tabacco e tumori ai polmoni», Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, si è assunto la paternità della stangata, spiegando che «un forte aumento del prezzo delle sigarette determina indubbi vantaggi per la salute pubblica». La «sua» stangata, ha spiegato Reguzzoni, «fa bene all’erario e alla salute».

Philip Morris guadagna più in Italia che in Francia, e questo paese di polli ha le entrate fiscali più basse dei Francesi. Perché Reguzzoni si è attivato affinché le cose non cambiassero? Perché non ha eliminato la «tassa minima» e non ha toccato le accise?

Calderoli aveva persino detto che se l’accisa sui tabacchi non fosse stata portata al 64%, «sarà dovuto al prevalere degli interessi delle multinazionali». Corruzione, superficialità, impreparazione? Forse i provvedimenti più assurdi e inspiegabili passano perché nessuno ci capisce niente.

Il Decreto Legge targato Lega

I limiti della Lega Nord nel voler cambiare questa Italia corrotta e la sua guerra a «Roma ladrona» si vedono in queste poche deludenti righe, sostanza del decreto-legge:

«…Il Direttore Generale della Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato può proporre al Ministro dell’economia e delle finanze di disporre, con propri decreti, entro il 30 giugno 2012, tenuto conto anche dei provvedimenti di variazione delle tariffe dei prezzi di vendita al pubblico dei tabacchi lavorati eventualmente intervenuti, l’aumento dell’aliquota di base sull’accisa dei tabacchi lavorati».

La Lega non solo non ha chiesto di portare l’accisa, ferma al 58,5% dal 2004, al 64%, come in Francia, ma non l’ha aumentata neanche di un pochino. In compenso ha dato facoltà al Direttore dell’AAMS di proporre al Ministro di alzarla, «entro il 30 giugno 2012». Ma l’AAMS ha già questa facoltà, e come se non bastasse è il più deciso oppositore all’aumento delle accise.

Infatti dagli anni ’90, al tempo degli accordi AAMS/ETI con Philip Morris per la produzione delle Marlboro in Italia, l’AAMS ha sempre lavorato contro l’incremento della pressione fiscale, cioè dell’aliquota dell’accisa, prediligendo manovre tariffarie a tutela degli utili dei produttori. E non si capisce perché questa facoltà scada il 30 giugno 2012. Cosa significa, che dopo quella data non si possono più alzare le tasse?

Inoltre l’aumento dell’IVA è transitorio, come si farà quando sarà revocato? I produttori scenderanno di prezzo, o il contribuente si terrà per sempre l’aumento, continuando a pagare l’IVA alle multinazionali del tabacco?

La cosa più incredibile è che, secondo il decreto, l’AAMS dovrebbe tener conto, prima di avvalersi della sua facoltà, «dei provvedimenti di variazione eventualmente intervenuti». Un produttore che vuole alzare il prezzo ne fa richiesta all’AAMS, che fa un «provvedimento» di variazione per quella marca, e i «provvedimenti» che nel frattempo potrebbero essere intervenuti non sarebbero altro che gli aumenti di prezzo decisi dai produttori. Quindi, secondo il decreto, se i produttori da qui al 30 giugno 2012 aumenteranno troppo i loro prezzi, lo Stato dovrà valutare, nel caso volesse aumentare l’accisa, se farlo o se lasciarla ancora al 58,5%, come nel 2004…

Approfondimenti

  • Poeta

    Non sono ladroni
    non hanno preso i milioni
    sono solo ignoranti e PROVOLONI.

  • tabaccaio che non capisce

    Quindi se non ho capito male l’ultimo aumento non è stato causato dall’aumento dell’accise, ma va quasi tutto al produttore. Forse i big, si stanno premunendo che nella remota eventualità di un aumento di accise poi assorbiranno l’aumento stesso. Ora ho capito perchè onestamente le gaulloises, fortuna ed altre piccole non sono ancora aumentate. Comunque devo dirVi che per la prima volta dopo parecchi anni i quasi tutti i fumatori si sono lamentati dell’ultimo aumento ravvicinato rispetto al precedente ma soprattutto di ben 20 centesimi. Vi dico anche che in poco meno di due settimane dall’ aumento le gaulloises e le fortuna da me hanno triplicato le vendite. Quindi cercate anche voi di non aumentare, perchè big tobacco penso possa aver trovato una concorrente seria oltre a voi Altadis.
    Ciao.

  • Laura

    I leghisti sono ignoranti, e hanno il QI sotto la media.

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