«Non servo le multinazionali» – Ma c'è l'esame del tabacco

Mario Monti

Mario Monti, nuovo Premier italiano: servo delle multinazionali, come dicono i maligni, o «Saddam Hussein del business», come dice l'Economist?

«I poteri forti non c'entrano, permettetemi di rassicurarvi totalmente … quando sono stato Commissario Europeo Antitrust a Bruxelles non sono stato un devoto e disciplinato servitore delle multinazionali, ma mi sono battuto contro grandi società americane, nonostante l'intervento del presidente degli Stati Uniti … l'Economist ha scritto che il mondo degli affari americano mi considera il Saddam Hussein del business». Lo ha detto Mario Monti, il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri italiano, parlando in aula al Senato.

Per capire chi è Monti non occorre scrutare i poteri forti, il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale o la Goldman Sachs, ma basta dare un'occhiata al mercato italiano dei tabacchi lavorati. È improbabile che il novello Saddam Hussein oserà opporsi al padrone Philip Morris (che ha messo il suo uomo Marchionne alla guida della Fiat) e ai suoi compari del settore, «esonerati» dal pagamento delle tasse.

Servo… o non servo? Ecco 3 punti interrogativi sui quali il nuovo Governo potrebbe rivelare la sua inconsistenza, come il precedente:

1. L'elusione della sentenza europea

Oggi tutti si riempono la bocca parlando dell'Europa, ma la sentenza della Corte di Giustizia europea del 24 giugno dell'anno scorso, che ha dichiarato illegale il prezzo minimo delle sigarette, sarà rispettata? Come si comporterà Monti con la ridicola «tassa minima» del «Finiano» Giorgetti, la tassa che è impossibile pagare, sbucata il 23 giugno per aggirare la sentenza del 24 giugno, ai danni della Yesmoke, azienda italiana?

Monti ha anche dichiarato: «Da commissario UE alla concorrenza ho avuto il piacere di lavorare per la legge e il cittadino, e di fare la mia parte in antitesi ai governi dei maggiori paesi europei, quando capitava che non rispettassero le norme».

2. La truffa dei prezzi

Continueranno a salire «all'italiana», cioè non in conseguenza degli aumenti delle tasse ma decisi dal «cartello» delle 3 multinazionali Philip Morris, BAT e Japan Tobacco?

Nel 2004, con l'acquisto dell'Ente Tabacchi Italiano da parte della BAT, il cartello ha completato l'«occupazione»del 99% del mercato italiano. Da allora i prezzi delle sigarette salgono costantemente, ma a dare la «stangata» non è lo Stato, ma sono queste 3 aziende, con l'aumento coordinato dei prezzi in un mercato protetto dal prezzo minimo, quindi senza libera concorrenza.

Ricreando un mercato concorrenziale, come ha sancito la Corte di Giustizia europea con la sentenza di abolizione del prezzo minimo del 24 giugno 2010, i produttori sarebbero costretti a diminuire gli utili per non perdere quote di mercato. Questa situazione renderebbe possibile un aumento delle accise senza necessariamente un aumento dei prezzi.

La truffa dei prezzi, invece, con le accise sui tabacchi ferme al 58.5% dal 2004 (mentre in Francia sono al 64%) ha fatto salire l'utile di Philip Morris sulle Marlboro al 600%, mentre lo Stato sta rinunciando, da anni, a una parte consistente delle sue entrate fiscali.

3. Le multinazionali non pagano le tasse

Con il nuovo Governo, come si regoleranno con il fisco Philip Morris, BAT e Japan Tobacco? Incominceranno a pagare le tasse come i comuni cittadini, gli uomini dello spettacolo, gli stilisti, i campioni dello sport… o continueranno a beneficiare dell'«esonero», portandosi a casa 2 miliardi di euro di utili all'anno?

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6 Commenti

  1. tabaccaio che non capisce dice:

    E allora Voi della Yesmoke, perchè non scrivete al Presidente del Consiglio Mario Moni?

    • Yesmoke dice:

      Come potrà il nuovo Governo tollerare che ci sia chi ruba alla luce del sole e benefici di una sorta di esonero dal pagamento delle tasse? E come potrebbe Monti ingegnarsi come un Pulcinella, per aggirare una sentenza della Corte di Giustizia europea? Faremo tutti i passi necessari: scrivere a Monti, e rompere il muro di silenzio.

  2. Mr.Smoke dice:

    Da settembre 2012 l'iva salirà al 23%.
    Volevo chiedervi, in virtù di tale aumento, a quanto saliranno i prezzi del singolo pacchetto? 40 centesimi?
    Attendo una risposta.
    Cordialmente

  3. nourrice lucie claire dice:

    bravi tenete duro

  4. stefania dice:

    non fumate cancro sicuro

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