New York – Pacchetto di sigarette oltre i 10 dollari
Il governatore dello Stato, David Paterson, ha raggiunto un accordo con il Parlamento Statale per aumentare di 1 dollaro e 60 centesimi (1 euro e 30 centesimi) le tasse su ogni pacchetto.

David Paterson, Governatore dello Stato di New York
Il meno caro, tra tasse statali e tasse federali, verrà a costare più di 10 dollari (8 euro e 50 centesimi circa).
In USA lo Stato si prende l'intera posta aumentando le tasse, a cominciare dalle Marlboro. L'italica «tassa minima», che fa aumentare le tasse su alcune marche senza toccarne altre, e limitando così le entrate dello Stato, è sconosciuta e non sarebbe concepibile oltre oceano.
Il provvedimento porterà 440 milioni di dollari all'anno in più nelle casse dello Stato di New York. In Italia un aumento di 1 euro e 30 centesimi di tasse, moltiplicato per i 4 miliardi e mezzo di pacchetti venduti annualmente, frutterebbe 6 miliardi di euro all'anno.
Negli States Philip Morris non ha quel potere che ha nel Belpaese, dove squallidi personaggi in carriera, presenti in tutti gli schieramenti politici, fanno da «mediatori» tra gli interessi dello Stato e gli interessi di Big Tobacco.
In America c'è chi da battaglia, e ogni occasione è buona per rendere pubblici i crimini e i furti dei produttori di sigarette. È emblematico lo scandalo dell'ammoniaca nelle Marlboro: mentre il Washigton Post titolava «Sigarette straniere più salutari», in Italia la vicenda veniva accuratamente censurata per non danneggiare Philip Morris.
Cosa succederebbe in America se il Governo si accontentasse di fare il pieno solo a metà, proponendo una tassa in base alla quale i piccoli pagano, e i grossi sono esenti?
Cosa penseranno i colleghi Yankee dei nostri politici, che si arrovellano per trovare la formula per non disturbare il business del «padrone» Philip Morris, che fa utili da esattore fiscale?
Italiano
English 
0 Commenti