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Prezzi delle sigarette – Yesmoke al fianco dei tabaccai

La FIT chiede che sia rivista la divisione della torta del business dei tabacchi.

«Calano le vendite, c’è la crisi, la nostra redditività è in costante calo, chiediamo un aumento dell’aggio sui tabacchi dal 10 all’11%, non certo per arricchirci ma per sopravvivere.»

Lo ha detto Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai, deliberando lo stato di agitazione della categoria. La FIT chiede che sia rivista la divisione della torta del business dei tabacchi ed entra, di fatto, in conflitto con gli interessi di Big Tobacco e in sintonia con la Yesmoke.

L’azienda torinese, che da sempre punta l’indice sui guadagni fuori mercato dei big del settore, si è schierata con i tabaccai e ha comunicato alla FIT che in caso di aumento dell’aggio non aumenterà i prezzi.

Fino a ieri, quando aumentava l’IVA, i produttori aumentavano i prezzi per continuare a fare gli stessi guadagni, determinando anche l’effetto boomerang del calo delle vendite, e a rimetterci erano il tabaccaio e il consumatore finale. Ma allora non c’era la libera concorrenza, perché il mercato era protetto dal prezzo minimo prima, e dalla tassa minima dopo. Oggi c’è la Yesmoke che fa la concorrenza al ribasso ai big del settore, e nel caso di una aumento dell’aggio si verificherebbe quello che abbiamo già visto per l’IVA, quando è salita dal 21 al 22%: la Yesmoke è rimasta ferma a 4 euro, e nessuno ha alzato i prezzi.

Con chi si schiereranno i politici?

I politici del Belpaese, che sembrano considerare intoccabili gli utili delle multinazionali del tabacco, faranno finta di niente davanti al fatto che l’IVA è salita ma i prezzi sono rimasti fermi, e continueranno a dire che non bisogna «costringere» queste aziende ad aumentare i prezzi operando «sconsiderati» aumenti dell’aliquota dell’accisa, come da tempo chiede la Yesmoke, o aumenti dell’aggio, come oggi chiedono i tabaccai.

Dal 2004 non viene aumentata l’aliquota dell’accisa, ferma al 58.5%, mentre in Francia è al 64%. Questo perché da allora tutte quelle che sono state fatte passare per «stangate» fiscali sono stati, in realtà, aumenti tariffari del cartello dei produttori di sigarette. Si è trattato di una presa in giro del consumatore, con la complicità dei politici che si sono susseguiti, che oggi permette a queste aziende di fare utili fuori mercato.

Considerati circa 80 miliardi di sigarette vendute all’anno, assorbire interamente l’aumento dell’IVA di 1 punto costa ai produttori (Yesmoke inclusa) 180 milioni di minor guadagno, che andranno tutti a beneficio delle casse dello Stato. L’1% di aggio ha lo stesso peso sul mercato dell’1% di IVA, ed è probabile che i politici non saranno favorevoli alla perdita di un altro 1% per i big del settore, che andrebbe tutto, fino all’ultimo euro, nelle casse dei 58 mila tabaccai italiani.

Ma di questo, e degli attacchi che seguiranno, la FIT sembra esserne consapevole, perché ha già fatto sapere di essere disposta a «proteste clamorose».

I guadagni fuori mercato dei big del settore

La crisi la sente il tabaccaio, ma non il produttore di sigarette. Il costo di produzione di un pacchetto da 20 non supera i 12 centesimi, e Philip Morris oggi incassa dalla sua vendita 71 centesimi, con un utile che supera il 600%. Se la passano bene anche gli altri: JTI oggi mette a segno un buon 400% sulle Camel, mentre la BAT supera il 300% sulle MS.

Senza contare che Philip Morris fa produrre tutto all’estero, gonfia i costi di acquisto, e determina un profitto insignificante che comporta il pagamento di due spiccioli simbolici di tasse, che Japan Tobacco si porta tutto all’estero senza pagare un euro di tasse (la sua attività dichiarata in Italia è «Società di consulenza & pubbliche relazioni, ingrosso beni durevoli vari») e che la BAT ha chiuso e delocalizzato tutti i suoi 12 stabilimenti in Italia, senza mantenere gli impegni presi con i lavoratori.

Approfondimenti

  • Jo

    Ragazzi mi sa che vi hanno fregato questa volta!, a gennaio scatta l’accisa minima e andrete tutti a 4.40 credo con MS e Diana… Mi sa che la festa è finita ! :-(

    • Yesmoke

      Ci stanno provando con una accisa minima superiore a quanto previsto dalle Direttive europee, che verrebbe immediatamente tolta dal TAR. E’ una proposta senza senso, che sarà presto dimenticata. Se agissero nell’interesse dello Stato aumenterebbero l’aliquota dell’accisa, più vantaggiosa per l’erario e meno per i big del settore. Se preferiscono aumentare l’accisa minima, per far pagare più tasse alla fascia più bassa di prezzo, e lo fanno nei limiti previsti dalle Direttive europee, le Yesmoke, riducendo il proprio utile, restano a 4 euro.

  • michele

    Quindi non ho ben capito, le Yesmoke rimarranno a 4 € e di conseguenza anche le altre non subiranno aumenti?

    • Yesmoke

      La situazione si presenta confusa. L’ultima novità è che potrebbero diminuire l’aliquota dell’accisa perché il settore sarebbe in crisi e per questo i prezzi non devono salire (in realtà per tutelare i guadagni dei produttori). In tal caso le Yesmoke scenderebbero a € 3.80, neutralizzando la mossa degli amici delle multinazionali. Se, al contrario, decideranno che è meglio che i prezzi salgano, e aumenteranno l’accisa minima nei limiti previsti dalle direttive europee, le Yesmoke manterranno le loro posizioni a 4 euro, ma guadagnando di meno, e la competizione sarà più onerosa per tutti. In tal caso sarà improbabile che qualcun altro resti a 4 euro.

      • simona

        Sono la rivendita n.439 di Firenze da quando avete usato questa politica di vendita, vi ho sempre seguito per un principio per me fondamentale “fabbrica italiana”. Devo però informarvi che, da quando è andata via Michela la mia referente molto gentile non ho avuto più contatti. Che ne dite se portando il nostro buonsenso che certamente non hanno i BIG ci riavvicinassimo nel lavoro collaborativo?

        • Yesmoke

          Purtroppo Michela ha smesso per motivi personali, e a noi è dispiaciuto molto. Presto passerà un altro rappresentante di zona, e in futuro avremo modo di collaborare! Tieni presente che per l’aggio dei tabaccai la Yesmoke si ridurrebbe subito gli utili, se anche i BIG facessero come noi, per i tabaccai sarebbe cosa fatta!

  • michele

    Quindi ci sarà un aumento o una diminuzione dell’accisa sul tabacco?

    • Yesmoke

      L’ultima novità ufficiale è il decreto legge che concede al Ministero dell’economia la facoltà di ridurre, fino a un massimo dello 0,7%, le accise sui tabacchi. Pertanto i prezzi non dovrebbero salire, ma potrebbero persino scendere. Purtroppo i nostri politici attraversano un periodo di confusione, oggi parlano di aumenti, domani di diminuzioni… Vedi l’ultimo articolo del blog: “Il Governo protegge gli utili delle multinazionali del tabacco“.

  • michele

    Ci sono novità? Si sa qualcosa di più sicuro su come cambieranno i prezzi delle varie sigarette?

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