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Prima gli sponsor, poi i bambini! – Il MOIGE e le campagne taroccate

Per il Movimento italiano Genitori, la salute dei bambini è un problema del tutto relativo.

Questa associazione, che si arroga il diritto di rappresentare i genitori italiani ed entra nelle case e nelle scuole, conduce discutibili campagne di prevenzione sul fumo dei minori, grazie ai soldi di Philip Morris e della FIT, Federazione Italiana Tabaccai.

Una associazione come il MOIGE, «dedicata ai genitori impegnati nella tutela e crescita dei loro frutti più preziosi», è l’ideale per Big Tobacco.

Queste campagne di pseudo-prevenzione sponsorizzate sono condannate dalla comunità scientifica internazionale, non tanto perché vengono veicolati i marchi e si fa comunque pubblicità, ma perché, oltre ad essere banali, retoriche e inefficaci, promuovono subdolamente il «friendly marketing» ovvero un’immagine amichevole del produttore di tabacco.

Ma le associazioni vanno oltre, perché le loro iniziative perseguono in modo strategico gli obiettivi delle multinazionali del tabacco.

Le priorità di Philip Morris oggi sono

  1. La difesa del pacchetto da 10 sigarette, nonostante sia vietato anche nei paesi del terzo mondo perché favorisce la diffusione del fumo tra i giovani, e nonostante l’Istituto Superiore di Sanità abbia chiesto di abolirne la vendita.
  2. La difesa del Prezzo minimo delle sigarette come strumento di determinazione dei prezzi, contro l’aumento delle accise, che toglierebbe utili ai produttori a vantaggio delle casse dello Stato. Sorvolando sul fatto che l’Unione europea è in causa con l’Italia proprio perché il nostro paese, grazie al Prezzo minimo, «tutela gli utili dei produttori a danno delle entrate fiscali».

Come si fa una campagna taroccata – Step by step

  1. Trovare il partner con i giusti requisiti: il «Movimento italiano Genitori» fa al caso, perché da agli spettatori l’illusione di rappresentare i genitori italiani.
  2. Foraggiare l’organizzazione di grandi campagne di sensibilizzazione sul problema del fumo minorile, ovviamente con il nobile fine della tutela della salute dei nostri figli.
  3. Far sapere a tutti che la nobile campagna è stata fatta con il contributo di una nobile azienda, che ha a cuore la salute dei bambini.
  4. Fare in modo che nel corso delle iniziative, pubblicazioni, conferenze, nei siti Internet etc. si parli appassionatamente di tutto quel che riguarda il problema del fumo minorile, meno che del pacchetto da 10 sigarette.
  5. Fare in modo che l’associazione sponsorizzata, ovviamente «per tutelare la salute dei bambini», chieda l’applicazione del Prezzo minimo delle sigarette (che fa guadagnare lo sponsor), contro l’aumento delle accise (che farebbe guadagnare lo Stato).
  6. Usare l’associazione per proposte superficiali e improponibili, come il «prezzo unico» di tutte le sigarette a 5 euro.
  7. Utilizzare le affermazioni e le posizioni dell’associazione per la tutela della salute, come elementi a supporto delle proprie posizioni, sia nel campo legale che legislativo.

«Non è prevenzione»

«In campo scientifico quando presentiamo uno studio dobbiamo dichiarare che non abbiamo ricevuto finanziamenti dalle compagnie del tabacco, altrimenti lo studio non può essere pubblicato», ha detto il professor Mangiaracina, presidente della Sitab (Società Italiana di Tabaccologia).

«La prevenzione non si può improvvisare, una delle cose di cui siamo certi è che fino ad ora è stata inefficace. I ragazzi restano tali e quali, perché questo tipo di prevenzione non incide e non modifica i comportamenti.»

Secondo Mangiaracina, a mettere d’accordo tutti potrebbe arrivare l’istituzione del fondo nazionale per la lotta al tabagismo, opera dei senatori Ignazio Marino (PD) e Antonio Tomassini (PDL), Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Si tratta di un fondo nazionale per le politiche di controllo del tabacco, grazie al quale si farebbe la prevenzione con criteri scientifici, con una commissione di esperti a livello nazionale che valutino le progettualità e le seguano di continuo, sia nelle scuole che nelle campagne mediatiche.

La lotta al tabagismo di Antonio Marino e Ignazio Tomassini prevede anche che il fondo sia finanziato con l’introito fiscale, accantonando una quota del 10% delle accise provenienti dalla vendita delle sigarette.

…E se si difende il Prezzo minimo contro l’aumento delle accise, come si crea il fondo nazionale?

Approfondimenti

  • tabaccaio che non capisce

    Intanto sulla voce del tabaccaio, ho letto l’iscrizione in tariffa delle LM red e LM blu nel pacchetto da 10.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • Marco

    Francamente non vedo il problema, mi sembra tutto un pò astratto, se un bambino trova 2 euro per comperare le sigarette, ne trova anche 4, o si compera il pacchetto in 2 e poi si divide. Poi non dimentichiamo che uno che si suppone abbia al massimo qualche monetina in tasca, più che un minorenne è un bambino, e c’è già il tabaccaio che ci pensa a non vendergliele.

  • Pedro

    allora il Ministero della sanità, che dice di togliere il pacchetto da 10, sono tutti deficienti?????????????

  • Manu

    Premesso che non si tratta del Ministero della Sanità, ma dell’Istituto Superiore di Sanità, vorrei dire che è sbagliato l’approccio al problema. Bisognerebbe che il pacchetto da 10 fosse già stato tolto da un pezzo, e un eventuale dibattito sulla sua ammissibilità o meno, che in Italia non è mai iniziato, dovrebbe avvenire con il pacchetto non in vendita.

  • Padano

    Visto che non lo nominano mai, dovreste scrivere al MOIGE e chiedere quale è la loro posizione ufficiale sul pacchetto da 10 sigarette, e mentre ci siete gli chiedete anche di esprimersi sul prezzo minimo.

    • http://yesmoke.eu Yesmoke

      Quest’associazione, mentre sta zitta sul pacchetto da 10, si è già espressa sul prezzo minimo. Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del MOIGE, ha dichiarato: “è preoccupante il fatto che l’Unione Europea abbia avviato un procedimento di infrazione contro l’Italia per aver adottato il prezzo minimo”. …Veramente “preoccupante”!!!

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