REF – L’informazione sponsorizzata

«Tobacco Observatory è un'iniziativa sostenuta da British American Tobacco Italia allo scopo di promuovere un quadro di conoscenza diffusa e trasparente in tema di tabacchi. È nella condivisione di questa finalità che il REF (Ricerche Economia Finanza) predispone la seguente pubblicazione.»

La cosa non sarebbe un problema, se non fosse che l’AAMS prende queste «conoscenze diffuse e trasparenti» e la porta al ministro di turno che dice:

«Bravi ragazzi, continuate così.»

Una gran numero di documenti, emersi durante cause legali negli USA hanno mostrato come i produttori di sigarette hanno comperato scienziati e rispettabili istituzioni.

Nel 2005 il REF si scagliava contro il Prezzo minimo delle sigarette:

«È una ostruzione alla libera competizione, viola i regolamenti europei sulla libera determinazione dei prezzi, l’EU interverrà». E in questa visione la British American Tobacco era logicamente tra quelli che «ostruivano.»

Tobacco Observatory newsletterPoi BAT è diventato «sponsor». Ed ecco che il REF scrive su «Tobacco Observatory» che le previste entrate fiscali sono state raggiunte e superate, cioè che il Prezzo minimo va bene. Questo nonostante, nel frattempo, L’EU abbia dato ragione alla denuncia di Yesmoke, e abbia avviato la procedura di infrazione contro l’Italia perché si ostina a mantenere il Prezzo minimo.

Il 16 luglio di quest’anno László Kovács, commissario europeo per la Fiscalità e l’Unione Doganale, presentava una proposta di tassazione che, lasciando mano libera ai singoli stati sull’accisa minima, sarebbe l’ideale per chi vuole favorire gli interessi delle multinazionali del tabacco in Italia.

È proprio la «mano libera» il paradosso. Infatti se agli ass-kissers italiani, così devoti a Philip Morris da opporsi alle indicazioni dell’UE, dai mano libera sull’Accisa, loro ti ricreano una situazione a danno della libera concorrenza del tutto simile a quella precedente, ma questa volta senza la possibilità di opporsi legalmente essendo diventata legge europea.

Donato Berardi – Tobacco Observatory

Donato Berardi, direttore responsabile di Tobacco Observatory

Yesmoke ha analizzato e ampiamente commentato la proposta di László Kovács (vedi L’UE si prepara per il dopo Prezzo minimo), ma non Tobacco Observatory, che si è limitato, nella sua «analisi», a pubblicare il testo della proposta senza neanche una parola di commento.

Non solo il REF oggi sorvola sul Prezzo minimo, ma tralascia del tutto di analizzare la situazione al fine di trovare la soluzione ideale nell’interesse dello Stato. Quell’analisi che dovrebbe spiegare che le entrate potevano essere ben altre (almeno 1,5 miliardi di euro in più) con l’eliminazione del Prezzo minimo, appunto, e che dovrebbe smascherare tentativi di ripristinarlo sotto altre forme.

Ma il REF, in realtà, ha fatto un altro tipo di analisi:

«In questo scenario a fine anno il gettito fiscale posto a carico del settore sarà raggiunto e probabilmente superato.»

Così se lo Stato è contento delle entrate raggiunte, il surplus perché non darlo a BAT, devono aver pensato?

1,5 miliardi di euro: «spiccioli» di corruzione

Vi sono iniziative disastrose, furti di decine di miliardi di euro alle casse dello stato (l’evasione fiscale di Philip Morris da 60 miliardi di euro, e il buco da 95 miliardi nella tassazione delle slot machines ne sono la prova) che vengono realizzate grazie all’incapacità e impreparazione del cittadino a capire cosa si stia facendo con il denaro della collettività.

Prima della «sponsorizzazione», il REF aveva le idee chiare, e così definiva la sua pubblicazione:

«Newsletter quadrimestrale che segue le principali grandezze economiche del mondo del tabacco in Italia, contribuendo alla diffusione di informazioni sino a oggi esclusivo appannaggio di una ristretta cerchia di esperti e portatori di interessi quali l’industria, l’Agenzia delle Entrate e l’ex Azienda Autonoma Monopoli di Stato.»

Il REF aggiungeva che:

«Tobacco Observatory raccoglie riflessioni e analisi sul nesso tra andamento dei volumi di vendita legali e di contrabbando delle sigarette e le variazioni dei prezzi e del regime d’imposizione, valutando le conseguenze per il gettito fiscale, per il fatturato dell’industria e per i ricavi dei distributori.»

Dopo la «sponsorizzazione» tutto è stato messo da parte. Oggi la collettività, oltre a non essere rappresentata politicamente, manca di chi dovrebbe analizzare in modo obiettivo ed eventualmente critico, dando quel «quadro di conoscenza diffusa e trasparente» di cui il REF parla.

E chi dovrebbe analizzare si giova egli stesso dell’ignoranza e impreparazione della gente, al fine di facilitare operazioni di basso profilo e veri e propri furti, a vantaggio proprio di quei «portatori di interessi» ai quali dovrebbe contrapporsi.

  • Flavio

    Forse Donato Berardi, che viene incontro agli amici di BAT, sogna la “carriera” del suo capo Carlo Dell’Aringa! Guardate quanti traguardi ha raggiunto il suo presidente, uno che dei 60 miliardi di euro fregati da Philip Morris agli italiani preferisce non occuparsene nelle sue “analisi”, o forse non lo sa neanche:

    1. D. Phil. in Economics presso il Linacre College di Oxford;
    2. Laurea in economia alla cattolica di Milano, dove ha la cattedra;
    3. Direttore del CRELI (Centro di Ricerche Economiche sui problemi del lavoro e dell’Industria);
    4. Membro della EALE (European Association of Labour Economics);
    5. Membro del Comitato esecutivo della IIRA (International Industrial Relations Association);
    6. Presidente della AISRI (Associazione Italiana di Studio delle Relazioni Industriali);
    7. Presidente dell’ARAP (Agenzia per la rappresentanza negoziale nel Pubblico Impiego) dal 1985 al 2000;
    8. Presidente e successivamente Commissario straordinario dell’ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) dal 2000 al 2004;
    9. Presidentedell’AIEL ( Associazione Italiana di Ecomisti del lavoro);
    10. Presidente dell’ARAN.

    Ricapitolando: CRELI, EALE, IIRA, AISRI, ARAP, ISFOL, AIEL, ARAN, REF, e chi lo sa che non ce ne siano altri.

    —ASS-KISSERS RAMPANTI!—

  • giovanni

    Un suggerimento: io di questo skifo ne ho abbastanza, perché non provate a coinvolgere, non so, “Striscia la Notizia” o “Le Iene”, lo so, sono anche loro servi della gleba ma tante volte non si sa mai, e poi tentar non nuoce sai che spettacolo vederli sputtanati in prima serata!

  • Maria

    Per me la trasmissione adatta al vostro caso è REPORT, che fanno su RAI 3, non ricordo che giorno della settimana.

  • Luca

    Striscia la notizia e Le Iene sono molto meglio di Report, perché sputtanano e costringono alla fuga, e servono di più. Report è un bel programma, è l’unico veramente indipendente che dice la verità con coraggio, ma lo guardano in pochi, è acqua che passa. Il problema è che mi sembra che gli argomenti che proponete siano molto specifici, cosa per quelli del settore.

    • Flavio

      Un’evasione fiscale da 120.000 miliardi di lire = 60 miliardi di euro (senza contare gli interessi) = alcune finanziarie, non mi sembra una cosa specifica per quelli del settore, ma ampliamente di interesse generale.
      In altri tempi, su una cosa così poteva saltar fuori un casino mostruoso, ma in altri tempi una cosa così non l’avrebbero fatta. Oggi il mondo della corruzione in Italia ha trovato una sua stabilità politica.

  • medium Italian

    CHISSA’ PERCHÈ IL MONDO NON SI INTERESSA DI YESMOKE E DELLA SUA CROCIATA CONTRO PHILIP MORRIS… FORSE XCHE ‘ A NESSUNO GLIENE PUO’ FREGAR DI MENO?
    NON VI PARE DI STAR SPRECANDO IL VOSTRO TEMPO A CONGETTURARE QUESTE STORIE ?

  • Marco

    Chissà perché c’è un sacco di gente che vorrebbe che Yesmoke chiudesse…

  • Ara

    Al mondo penso che non interessi il caso Yesmoke, anche perché la crociata contro le multinazionali la fanno già un sacco di gente e organizzazioni che hanno ben altra audience.
    Ma in Italia ci sono fatti, cifre e persino sentenze, e non vedo ragioni per tacere. Qui Don Chisciotte non centra, questo dovrebbe essere solo lavoro per Di Pietro.

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