Sigarette – 500 milioni di IVA omessa scoperti dalla Yesmoke

Una società privata si sostituisce allo Stato e scopre l'ennesima infrazione all'italiana, da Guinness dei record.

Camion della Logista S.p.A.L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) non ha correttamente regolamentato la privatizzazione del settore della distribuzione dei tabacchi lavorati.

Questa mancanza, oltre a favorire il monopolio di fatto della Logista Italia S.p.A., di proprietà di una multinazionale, ha determinato violazioni delle più elementari regole fiscali.

E dire che Giorgio Tino, direttore dell'AAMS, sedeva anche nel consiglio di amministrazione della Logista. …Come avranno fatto a sbagliarsi?

Secondo quanto appurato dalla Yesmoke, l'ignoranza della Logista nell'indicare ai propri fornitori dei tabacchi lavorati prodotti in Italia le regole da seguire nella preparazione dei documenti fiscali, avrebbe determinato la più grossa evasione IVA mai avuta in Italia.

Cronaca del fatto

Tutti i fornitori di tabacchi lavorati prodotti in Italia non hanno assoggettato ad IVA le cessioni dei loro prodotti fatte alla Logista, mentre avrebbero dovuto farlo poiché, in quanto società private e non pubbliche, come titolari di un numero di accisa sono solo depositi per le accise e non depositi IVA.

La legge 24 novembre 2006 n. 286 ha introdotto l'obbligo per i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad accisa, di comunicare agli uffici delle Dogane e delle Entrate territorialmente competenti, l'avvio dell'operatività anche quali depositi IVA, anche al fine della valutazione della cauzione da prestare per l'IVA.

I tabacchi lavorati sono pagati da Logista alle multinazionali prima della loro vendita alle tabaccherie (mentre la Yesmoke è pagata solo a vendita avvenuta).

Questo comportamento di Logista Italia S.p.A. è frutto di ignoranza o di opportunismo? Come ha potuto non essersi accorta dello stato di infrazione nel quale metteva i suoi fornitori nazionali e se stessa in solido? E cosa ne pensa il loro fiscalista, lo studio Di Tanno e Associati?

Inoltre, la Logista ha comunicato di voler operare con i propri magazzini anche come deposito fiscale ai fini IVA? Ha prestato la cauzione prevista per i depositi IVA ovvero è stata esonerata dall'Agenzia delle Dogane?

L'Agenzia delle Entrate con Yesmoke

Su interpello della Yesmoke, che ha provveduto a correggere tutte le sue dichiarazioni IVA, l'Agenzia delle Entrate ha esaminato la questione ed ha condiviso quando sopra affermato.

Ma Logista Italia S.p.A. non accetta il parere dell'Agenzia delle Entrate. La storia italiana del settore dei tabacchi lavorati ha effettivamente dimostrato che fino ad oggi una multinazionale può riuscire a fare cancellare evasioni fiscali miliardarie.

Il 21 dicembre 2001 la Suprema Corte di Cassazione aveva stabilito che la somma che Philip Morris doveva allo Stato ammontava a 120 mila miliardi delle vecchie lire, oggi pari a 60 miliardi di euro senza contare gli interessi, "sottratti ad ogni forma di imposizione, diretta e indiretta". Nonostante la sentenza, Big Tobacco non ha mai sborsato un centesimo.

A cosa serve oggi l'AAMS? Il paradosso tutto italiano è che i Monopoli di Stato, oltre a presentare gravi mancanze, oggi esistono per tutelare gli interessi di aziende straniere.

Come usciranno da questo intrigo? Faranno il solito inciucio a tutela degli interessi di Big Tobacco?

Documenti







16 Comments

  1. Vil scrive:

    La vicenda verrà affossata dalla destra/sinistra di turno, magari con un decretino veloce. In una società elitaria prima di poter rivendicare diritti e poteri bisogna entrare dentro l'élite.

    • Flavio scrive:

      L'élite di destra e di sinistra, e la società elitaria di cui si favoleggia e di cui parli, è una classe politica sapientemente selezionata dai poteri forti mondiali, costituita da personaggi servili e disponibili, il cui compito è consegnare loro le ricchezze del paese. Gli lasciano credere di essere degli illuminati e gli contano di qualche progetto planetario… così loro, che sono degli utili idioti, si sentono al settimo cielo, e si fanno fottere i soldi (degli altri).

  2. OMAR scrive:

    GRAZIE YESMOKE!! E ADESSO CHE LI AVETE BECCATI, FATELI TOSSIRE, QUELLE MERDE!

  3. Alberto scrive:

    Grande Yesmoke, meglio della Guardia di Finanza!

  4. Anonimo scrive:

    Sempre ammesso che quanto scritto in questo articolo sia vero, è ancora da vedere se si sia trattato di dolo, o di semplice errore, di confusione organizzativa, in una materia estremamente complessa e articolata.

    • Flavio scrive:

      Non c'è niente di complesso e articolato, ma è una materia semplicissima. Se la documentazione non è falsa, hanno ragione, perché c'è il parere favorevole dell'Agenzia delle Entrate. La Logista non ha fornito la cauzione che garantisce il versamento allo Stato dell’accisa applicata alle sigarette, necessaria al rilascio dell’autorizzazione da parte dell'AAMS, e un eventuale esonero dovrebbe essere autorizzato dall'Autority Eurupea. Sicuramente non ha neppure fornito la cauzione che garantisce il versamento allo Stato dell’IVA applicata alle sigarette, necessaria al rilascio dell’autorizzazione da parte dell'Agenzia delle Dogane. Forse i magazzini della Logista non sono neppure depositi IVA?

  5. Complimenti scrive:

    Quanto dichiarato da Yesmoke è tutto corretto. La questione merita chiaramente l'attenzione del legislatore poichè si è arrivati a ciò a causa di una mancanza legislativa ovvero all'incapacità dell'AAMS nel gestire correttamente la privatizzazione del settore dei tabacchi lavorati. Non sono stati aboliti i privilegi riconosciuti ai Monopoli per superficialità o per interesse? Giorgio Tino siedeva nel consiglio di amministrazione di Logista… La situazione deve essere affrontata direttamente dal Ministero del Tesoro poichè potrebbe degenerare nel caos. Ovviamente, in quella occasione, sarebbe giusto che il Ministero del Tesoro trattasse anche l'argomento del prezzo minimo.
    Complimenti a Yesmoke per la formulazione dell'interpello, e complimenti all'Agenzia delle Entrate per la chiarezza della risposta.

  6. Complimenti scrive:

    A quanto ammontano le cauzioni non date dalla Logista all'AAMS per l'esercizio del deposito per le accise e all'Agenzia delle Dogane per l'esercizio del deposito IVA (sempre che i magazzini della Logista siano anche depositi IVA)? Circa 200 milioni per le accise, e circa 50 milioni per l'IVA. Sono state violate le più elementari norme, e responsabile di tutto è l'AAMS che, inspiegabilmente, continua a difendere interessi delle multinazionali straniere creando danni ai produttori italiani e al paese.

    • Yesmoke scrive:

      La cauzione per l'IVA non dovrebbe essere di circa 50 milioni come da te dichiarato, ma almeno di 400 milioni poiché, mentre per i depositi distributivi di prodotti in sospensiva di accise è richiesta una cauzione del 10% del valore delle accise in sospensiva, per l'IVA la cauzione deve essere data per l'intera IVA gravante sui prodotti custoditi in sospensiva, comprensiva dell'IVA gravante sulle accise.

      Logista è al corrente da tempo dello stato di infrazione in cui ha messo i produttori italiani. Ci sono elementi ragionevoli per dubitare che abbia mai depositato interpelli all'Agenzia delle Entrate. È forse più ragionevole pensare che li abbia depositati ma non mostri il parere finale in quanto contrario ai propri interessi. A noi risulta che l'Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso si sia espressa sull'argomento a seguito degli interpelli prot. 954-31638/2003 del 11.03.2003 dell'Ente Tabacchi Italiani S.p.A. e prot. 954-35635/2003 del 13.03.2003 di ETINERA S.p.A., ovvero quando la proprietà era pubblica e, pertanto, non erano richieste le cauzioni.

      Non si può pensare che sia lecito trasferire ad una azienda privata i privilegi che erano riconosciuti al Monopolio italiano.

  7. anonymous scrive:

    beh ok…tenete conto che ciò che dice l'agenzia delle entrate non sempre è corretto e condivisibile(anzi…)…l'unico vantaggio delle risoluzioni che vengono fornite (che nel vostro caso però non è efficace perché l'interpello non è stato preventivo) è quello delle non-conseguenze qualora il comportamento adottato sia conforme al parere stesso.
    quel che sembra davvero strano è che società di grosse dimensioni avvezze ad operazioni complesse ignorino la normativa che sta alla base del proprio operato…

  8. Yesmoke scrive:

    Il parere dell'Agenzia delle Entrate non può essere disatteso. Un qualsiasi giudizio per vie civili non potrebbe opporsi ad un parere dell'Agenzia delle Entrate. Pertanto, Logista lo deve accettare e comportarsi di conseguenza.

  9. Complimenti scrive:

    Avete ragione, la cauzione per l'IVA deve essere sul totale del valore dell'IVA in sospensiva, quindi circa 400 milioni di euro. Viene da pensare che Logista sapesse tutto. Si è battuta con successo nel non dare la cauzione di circa 200 milioni per le accise, perché avrebbe dovuto tirarne fuori una da 400 milioni per l'IVA? Inoltre, l'Agenzia delle Dogane non prevede esoneri come, invece, prevede il Monopolio per la cauzione per le accise.

  10. Yesmoke scrive:

    La legge 24 novembre 2006 n. 286 ha introdotto l'obbligo per i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad accisa, di comunicare agli uffici delle Dogane e delle Entrate territorialmente competenti, l’avvio dell’operatività anche quali depositi IVA, anche al fine della valutazione della cauzione da prestare per l'IVA. A tali obblighi erano soggetti anche i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad accisa che operavano “ex lege” anche quali depositi ai fini IVA. Se il titolare di un numero di accisa, deposito produttivo o distributivo di tabacchi lavorati, non ha rispettato tale obbligo e di conseguenza non ha prestato la cauzione per l'IVA, non è un deposito IVA. Tutte le manifatture italiane di tabacchi lavorati che non hanno ottemperato agli obblighi previsti dalla legge 24 novembre 2006 n. 286, per tutte le vendite di tabacchi fatte alla Logista Italia S.p.A. in esenzione IVA ai sensi della lettera e del comma 4 dell'art. 50bis del D.L. 331/93, hanno evaso l'IVA in solido con la Logista stessa. L'Agenzia delle Entrate (prot. 901-55394/2009) ha chiaramente condiviso quanto sopra. Yesmoke, seguendo il parere dell'Agenzia delle Entrate, ha fatturato con IVA le vendite di tabacchi fatte alla Logista Italia S.p.A., non evadendo l'IVA. Quando accaduto dimostra la non corretta regolamentazione del settore dei tabacchi lavorati. Spetta all'AAMS suggerire al Ministero del Tesoro le correzioni da apportare, evitando di trasferire alla Logista, multinazionale straniera, i privilegi che erano riconosciuti al Monopolio italiano. Soprattutto dopo che, con il prezzo minimo, è già stato regalato alle multinazionali straniere l'intero mercato dei tabacchi lavorati.

  11. Flavio scrive:

    Allora si, la prima è proprio la soluzione più giusta. Chi ha fatturato esente IVA senza averne i requisiti paga le sanzioni per l’IVA evasa. Non ha poi più senso diventare deposito IVA e prestare la garanzia richiesta dall'Agenzia delle Dogane. Logista si è tanto battuta per non dare la fideiussione per le accise, perché dovrebbe adesso darla per l'IVA? Ottenere un altro esonero mi sembra eccessivo… Vedendo questi disastri causati da supercialità e incompetenza, non ci si stupisce più che qualche "amico delle multinazionali" sia riuscito a fare mettere il prezzo minimo senza che qualcuno abbia veramente capito il danno per il paese.
    La persona preparata per gestire questo pasticcio potrebbe essere l'avv. Ferrara, direttore generale dell'AAMS con una lunga esperienza all'Agenzia delle Entrate.

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