Sigarette contrabbandiere

Fumate sia dalle guardie che dai ladri.

Pubblicità della Marlboro

Il giro d'affari delle Marlboro su scala mondiale: 22 miliardi di dollari

«Philip Morris e R J Reynolds hanno avuto un ruolo determinante nella direzione, gestione e controllo delle operazioni di contrabbando all'interno della Comunità Europea … mediante direttive societarie impartite dai massimi livelli dell'azienda.» – Documenti Ufficiali EU

Le Marlboro non erano così popolari in Italia, ma dopo 20 anni di contrabbando il brand è diventato il numero uno indiscusso, avendo eliminato la concorrenza a suon di prezzi «duty free». Come è successo per le Winston in Spagna, dopo la spartizione della torta con RJ Reynolds.

Oggi Philip Morris si trova un business, la sigaretta Marlboro, con un giro d'affari valutato in oltre 22 miliardi di dollari su scala mondiale. «La fascia di mercato delle Marlboro è maggiore delle successive 10 sigarette messe assieme», ha detto Jack Holleran, senior vice presidente del «compliance and brand integrity» della Philip Morris USA.

Pagando alla Comunità Europea una «multa» di 1200 milioni di dollari, in comode rate di 10 milioni al mese senza interessi, Philip Morris ha potuto passare dall'altra parte della barricata. E avrebbe preso a collaborare attivamente con la polizia europea… proprio contro il contrabbando!

Le sigarette di Big Tobacco sono un caso di —«concorrenza sleale» e «racketering»— continuo e diabolico, alle spese del mondo intero.

Le sigarette di «Big Tobacco», ormai, dominano il mercato, non hanno la concorrenza, fanno un sacco di soldi e, soprattutto, sono fumate sia dai ladri che dalle guardie, che vanno al negozio a comperarsele.

«Clienti contrabbandieri»

«Per mantenere ed esercitare il controllo dell'impresa di contrabbando, i Convenuti RJ Reynolds richiedevano ai contrabbandieri di mantenere nota dei loro carichi, per rimanere informati su dove i carichi venivano consegnati e per registrare il prezzo al quale le sigarette venivano vendute. Ciò ha permesso ai convenuti RJR di mantenere un controllo diretto sull'intera procedura di contrabbando. I convenuti RJR hanno persino minacciato i contrabbandieri che, se non avessero tenuto adeguati registri della loro attività di contrabbando, i convenuti RJR avrebbero trattato con altri clienti contrabbandieri.»

OLAF in azione

OLAF in azione

«La vendita illegale delle sigarette è diventata uno dei veicoli primari con cui i contrabbandieri di stupefacenti riciclano i loro profitti illeciti. La PHILIP MORRIS è diventata un principale destinatario di questa attività. I mediatori di denaro acquistano di routine grandi quantitativi di sigarette PHILIP MORRIS con il denaro che rappresenta i proventi delle vendite illecite di stupefacenti. I rappresentanti della PHILIP MORRIS conoscono o dovrebbero conoscere la fonte di questi fondi ma continuano a ricevere questi fondi ed a vendere le sigarette a queste persone. Le attività di contrabbando dei Convenuti PHILIP MORRIS hanno permesso ai signori della droga di riciclare i loro profitti illeciti.»

«Nel 1991, i distributori della RJR comunicavano alla stessa che avevano ricevuto reclami dai contrabbandieri poiché —le casse di cartone in cui le sigarette erano imballate erano troppo deboli e, pertanto, le sigarette si danneggiavano—. Il contrabbando di sigarette è effettuato in modo tale che esiste un maggiore rischio di danneggiamento del prodotto e di conseguenza i contenitori per le sigarette devono essere rinforzati. In risposta a queste informazioni, la RJR aumentò la resistenza delle casse di cartone per le sigarette che dovevano essere dirette nei canali di contrabbando.»

«Al fine di condurre efficacemente il contrabbando di sigarette, determinate procedure di etichettatura e stampigliatura devono essere condotte presso la fabbrica in cui le sigarette sono prodotte. Determinate etichette, avvisi sanitari e la lingua in cui l'imballo è stampato hanno un effetto significativo sul valore delle sigarette alla loro ultima destinazione. I Convenuti RJR imballavano i loro prodotti in modo specifico per soddisfare le esigenze dei loro clienti contrabbandieri.»

«Efficiente sistema»

Romano ProdiDopo che simili fatti sono stati scoperti ci si aspetta che gli autori siano in prigione o vengano perseguiti. Ecco invece cosa dice www.europa.eu.int, il Portale dell'Unione Europea il 9 luglio 2004:

«La Commissione Europea, assieme ai 10 stati membri dell'Unione Europea e Philip Morris International, annuncia oggi un accordo pluriennale che include un efficiente sistema per per combattere il contrabbando di sigarette e la contraffazione nel futuro, e che mette fine a tutti i conflitti tra le parti.»

L'Europa è per Big Tobacco un maialino tenero da arrostire. Big Tobacco ha, grazie al contrabbando, preso tutto il mercato, occupando il posto di quei concorrenti che il contrabbando non l'hanno fatto, o non sono stati in grado di farlo con tanta efficienza organizzativa.

Questo accordo stabilisce che Philip Morris International lavorerà al fianco della Commissione Europea e del suo dipartimento anti-frode – OLAF. «Io do il benvenuto alla conclusione dei negoziati su questo importante accordo. Questo accordo è stato fatto nell'interesse dell'Unione Europea, al fine di proteggere i suoi interessi finanziari», ha detto nell'occasione, il presidente della Commissione Romano Prodi.

E proprio l'OLAF, l'organismo anti frode della Unione Europea, invece di indagare sulla colossale frode di Big Tobacco, che avviene sotto il suo sedere, starebbe indagando, con la collaborazione di Philip Morris, su Yesmoke. Proprio come anticipato dalla rivista italiana L'espresso il 9 settembre 2004 nell'articolo «Come è bello fumare sul web».

Chiudere quei ristoranti!

Immaginate i «Good Fellas» del famoso film con Robert De Niro e Joe Pesci, che si mettono in affari aprendo un ristorante. In breve tutti i ristoranti della città chiudono per via delle «azioni di disturbo» di quei bravi ragazzi, e restano solo più i Good Fellas. Che nel frattempo hanno messo su una catena di ristoranti che ha preso il posto dei ristoranti costretti a chiudere.

A questo punto la polizia, visti i gravi fatti criminosi accaduti e ampliamente provati, chiama i Good Fellas, e chiede loro il pagamento di una multa (1200 milioni di dollari) il cui ammontare è il 5% del fatturato annuo di un solo ristorante (il ristorante «Marlboro», quello che incassa di più). Per di più essa può essere diluita in comode rate mensili nel corso di ben 10 anni e senza interessi, un vero affare. E i ristoranti non vengono neanche messi sotto sequestro, continuando il loro lucroso business meglio di prima.

I Good Fellas, in cambio, devono diventare bravi, fino al punto da unirsi alle guardie nella lotta all'illegalità nel settore della ristorazione. Ma essendo i ristoranti in città ormai tutti di proprietà dei Good Fellas, ad essi non resta che vigilare sulla concorrenza affinchè nessuno apra ristoranti «non autorizzati».

«La pubblicità è l'anima del commercio»

Yesmoke non ha mai speso un solo dollaro in pubblicità. Big Tobacco, invece, ha capito che «La pubblicità è l'anima del commercio». Infatti oggi il «Cartello dei produttori di sigarette» dice di essere d'accordo nell'abolire la pubblicità, a cominciare dalla formula 1.

OLAFMa i prezzi delle più popolari sigarette, oggi alti più che mai grazie ai «mitici» slogans, sembra non avere intenzione di andare giù in futuro. Infatti non c'è bisogno, non essendoci altri «ristoranti».

Pare che, dal 31 luglio 2005, in piena sintonia con Big Tobacco, la Comunità Europea abolirà la pubblicità delle sigarette, inclusa la formula uno. Così nessuno sarà in grado di lanciare qualunque brand alternativo a quelli che hanno penetrato il mercato tramite il contrabbando.

Il risultato è che nei ristoranti della città si mangia solo più scatolame, cibi precotti o surgelati, zuppe a lunga conservazione prese da contenitori da 100 litri e scaldate nel forno a microonde, desserts acquistati al supermarket… tutto perfettamente legale! E i prezzi? Li decidono i Good Fellas. Ma non bisogna preoccuparsi: li devono concordare con la polizia…

I responsabili

L'operato degli organismi della Comunità Europea non è all'altezza dell'avversario Philip Morris, rivelando evidenti limiti culturali ed intellettivi ad inquadrare la situazione. Tali carenze e tali limiti non sono giustificabili o ammissibili, e sarebbero da considerare colpevoli e da mettere sotto indagine.

È impensabile che in Europa non ci sia qualcuno in grado di difendere il cittadino nei modi appropriati in un caso come questo.

Il vero provvedimento efficace e giusto sarebbe bandire quei brands che hanno penetrato il mercato con il contrabbando a danno della concorrenza. Solo così si mette fine al furto continuato e a una situazione grottesca.







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