Sigarette: il settore chiede legalità

Le LeggiPerché in Italia si chiudono le fabbriche e si licenzia? Il mercato delle sigarette non è in crisi: Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco, che detengono il 99% del mercato, hanno un utile per pacchetto nettamente superiore all'utile che hanno negli altri paesi europei, non hanno concorrenza e non pagano tasse.

Oggi nessuno investirebbe un euro nel mercato italiano. Ma con l'abolizione del prezzo minimo e la tutela della libera concorrenza, come stabilito dalla recente sentenza europea, a dividersi il mercato non ci sarebbero solo tre aziende.

L'Italia diventerebbe il luogo dove investire, e nessuno si lascerebbe sfuggire uno stabilimento «chiavi in mano», come quello che la BAT vuole chiudere a Lecce, anche se avesse dei costi di produzione doppi del normale.

Tutto inizia nel 2004: la BAT compra l'Ente Tabacchi Italiano, per la gioia dei nostri politici, che dopo aver riscosso il gruzzolo adottano una politica fiscale e delle regole di mercato favorevoli a questa azienda.

Il prezzo minimo avrebbe protetto la BAT, e con lei le altre due multinazionali, da ogni possibile forma di concorrenza, dando loro guadagni fuori mercato, a scapito delle entrate fiscali e della nascita di altre aziende. E sembra che nessuno si sia reso conto della reale entità del regalo.

Dal 2005, anno dell'introduzione del prezzo minimo, anche se ogni anno gli analisti concludevano con il rituale «gli obiettivi di entrate fiscali sono stati raggiunti» (ma su quali basi sono stati formulati?) lo Stato ha rinunciato, anno dopo anno, ad entrate superiori a quanto incassato in una volta sola con la vendita dell'ETI. In questo modo l'ETI è stata, di fatto, regalata alla BAT.

Nel frattempo la BAT ha chiuso 21 dei 22 stabilimenti, lasciando il problema dei lavoratori a carico della collettività, e dulcis in fundo, oggi queste tre aziende, producendo all'estero, aggirano il fisco non pagando tasse sulle sigarette prodotte fuori dall'Italia.

Il 24 giugno scorso l'UE ha sentenziato che il prezzo minimo è illegale, perché impedisce la libera concorrenza e tutela gli utili dei produttori a scapito delle entrate dello Stato, e ha detto che i prezzi devono essere portati al livello desiderato non con il prezzo minimo ma con una maggiore tassazione.

Questo sistema degenerato e demenziale che qualche stolto vorrebbe protrarre per l'eternità, sta determinando, con la chiusura dell'ultimo stabilimento ex ETI, la fine della produzione italiana (con l'eccezione della Yesmoke) e il licenziamento di tutti i lavoratori del settore.

…Un bel risultato se si pensa che, fino al 2004, il 95% delle sigarette fumate in Italia era prodotto in Italia!







17 Commenti

  1. Manu dice:

    La spiegazione di un regalo così assurdo fatto dai nostri politici è questa: quando i soldi non sono i tuoi, il cervello non funziona, e quando i soldi sono i tuoi, si mette a funzionare. Non è che lo facciano apposta a fare così, loro sono proprio così. Anche se emergono dalla massa, essi sono animati da impulsi animali.

  2. Giorgio dice:

    LO STABILIMENTO DI LECCE NON SI CHIUDE! SE NON LO FA ANDARE AVANTI BAT, LO FARA' QUALCUN ALTRO, CHE A BAT PIACCIA O NO.

  3. BAT peggio della Fiat dice:

    La Fiat ha ricevuto regali, ma in modo ufficiale, e anche se molti preferiscono non occuparsene, tutti possono dire il loro parere. Inoltre la Fiat, bene o male, li ha usati per pagare stipendi. La BAT, invece, ha ricevuto regali superiori alla Fiat, ma nell'ombra, in modo riservato, e non per pagare gli stipendi, ma per farsi i suoi affari. Se la gente non è informata, parla della Fiat, e alla BAT non ci pensa nessuno.

  4. Manu dice:

    Quando la BAT ha acquistato l'Eti, pare che l'abbia "pagato bene". Quindi è tutto chiaro, i politici hanno detto: "voi pagate, tanto noi vi facciamo recuperare i soldi dopo, chiudendo il mercato alla concorrenza e chiudendo un occhio sulle tasse che non pagherete". Così la BAT ha potuto fare utili che non stanno ne' in cielo, ne' in terra. In pratica l'Eti l'hanno ricevuta in regalo.

  5. Alberto dice:

    Ricordatevi una cosa: tutto quello che hanno fatto e stanno facendo nel tabacco, non sarebbe NIENTE, se qualcuno ficcasse un pò il naso anche nel settore dei giochi.

  6. Padano dice:

    E' fondamentale liberarsi dei "Finiani", che, oltre che una banda di pirla, sono un piccolo cancro della nostra società.
    LADRI AL LAVORO: Il rappresentante per l'Italia della off-shore dell'isola delle Antille S. Lucia, chiamata Atlantis World Group, che stranamente aveva ricevuto la concessione dal Governo italiano per le slot machines, era quel bravo qualglione di Amedeo Laboccetta, grande uomo di AN, braccio destro di Fini. Con l'affare delle slot machines hanno alleggerito l'Italia di 98 MILIARDI di euro (31 solo la società di Laboccetta e Fini). II presidente della Camera e il bravo quaglione erano andati in vacanza a S. Lucia nel 2004, a fare un po' di pesca subaquea. E guarda caso l'amministratore della società off-shore di S. Lucia che ha acquistato l'alloggio di Montecarlo da AN a 300.000 euro anzichè 2,5 milioni fa anche parte della Atlantis World Group. E la successiva società che ha acquistato l'alloggio per metterci dentro il deficiente con la Ferrari di diabolik è anche di S. Lucia, e ha lo stesso indirizzo della precedente.
    Questi non sono dei pirla, ma dei sotto-pirla.

    • Pat dice:

      Non capisco perché queste cose su Fini si leggono solo su questo blog. perché nessuno le dice? hanno paura? son tutte balle? Se queste condotte penose e grossolane, da minorato mentale, sono vere, Fini potrebbe essere definitivamente seppellito senza problema.

      • Anonimo dice:

        Queste cose potrebbero non essere vere per una semplice deduzione logica: se Fini & company si fossero appropriati di miliardi, Fini si sarebbe comperato un bel mega-attico a Montecarlo e lo avrebbe pagato quanto vale senza correre alcun rischio.

      • Pedro dice:

        Queste cose su Fini, Laboccetta, la Atlantis word group, le ha dette anche Santoro l'altroieri in televisione, non sono balle.

  7. Flavio dice:

    Il bello è che il 25 settembre, a Pollica, alla festa di Walter Veltroni, al dibattito "per la legalità" Walter ha invitato Fini e... Saviano. Io non capisco come l'ex comu possa scendere in pista in soccorso dell'ex fascio appena colto con le mani nel sacco, per giunta in una vicenda super pacchiana che dovrebbe far inorridire qualunque militante, con piedaterre a Montecarlo e tanto di Ferrari nera (fascistissima). E Saviano, l'uomo anti-mafia, stringerà la mano a Fini, senza chiedergli niente sui 98 miliardi di euro spariti nel silenzio (qualcuno sa chi se li è beccati?). Ma una spiegazione c'è: questi personaggi hanno delle cose in comune, tutti e 3 supportano le guerre di aggressione americane, e anche la FIAT che va in Serbia va bene a tutti e 3.

  8. Padano dice:

    L'Italia è un gran casino. Speriamo che almeno nel centocinquantenario qualcuno ci rifletta un attimo. Guardate la Svizzera con i suoi cantoni, che pace e serenità, e pensate invece in che girone dantesco ci troviamo noi...

  9. Tommaso dice:

    La corruzione è inguaribile, e c'è in tutti i paesi. Pensate che in Svezia un ministro ha acquistato una scatola di cioccolatini usando la carta di credito dello stato. E' stato un grande scandalo, una vera vergogna, una cosa inammissibile e ne hanno parlato tutti i giornali. Vergogna!!!

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