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Silvio Garattini – Il professore non è bravo in matematica?

Un anno fa Garattini faceva una proposta: «Un euro in più per ogni pacchetto, sigarette più care per finanziare la ricerca».

Bene! 4,5 miliardi di pacchetti farebbero ben € 4,5 miliardi!

Ma ecco cosa dichiara oggi: «Il 6 per cento dei fumatori smetterebbe se il Prezzo minimo salisse a 5 euro». Forse il professore non ha dimestichezza con addizioni e sottrazioni, perché aggiungere 1 euro a pacchetto, o aumentare il Prezzo minimo, cambia parecchio…

Nel primo caso i soldi vanno allo Stato, nel secondo vanno ai produttori. …Che per la ricerca si sia aggiustato diversamente?

Il Prezzo minimo «costringe» i produttori a guadagnare di più, le tasse fanno guadagnare lo Stato. Lo ha detto anche l’Unione europea, che ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia perché non elimina il perverso sistema.

Con il Prezzo minimo a 5 euro, che dirotta i soldi ai produttori, la ricerca resta a secco. Infatti, pur tenendo conto che una salita dei prezzi a 5 euro determinerebbe un aumento dell’accisa minima, a parità di pacchetti venduti l’introito dello Stato sarebbe di almeno mezzo miliardo di euro in meno, a beneficio dei produttori, rispetto ad un aumento delle tasse.

Come mai il professor Garattini ha optato per il Prezzo minimo, proponendone una versione assurda e ridicola, con un aumento di ben 1 euro e 30 centesimi in una volta, senza sapere che l’UE ha dichiarato il Prezzo minimo illegale? Che il professore non sappia neanche cosa sia il Prezzo minimo?

Il fatto che le idee del professor Garattini, che con il Prezzo minimo a 5 euro ha proposto il «prezzo unico» delle sigarette, coincidano alla perfezione con quelle di Philip Morris, potrebbe anche essere dovuto solo ad ignoranza e superficialità, ma il contributo alla causa è concreto.

Così, dopo che il professore ha chiesto di «alzare il Prezzo minimo delle sigarette», una schiera di sostenitori di Big Tobacco citerà la sua autorevolissima dichiarazione a sostegno delle loro tesi pro Prezzo minimo. E una schiera di giornalisti scriverà di prezzi delle sigarette con la stessa superficialità del professor Garattini.

IL PALMARES DI SILVIO GARATTINI

Scienziato italiano, ricercatore e docente, ha fondato l’European Organization for Research on Treatment of Cancer. È stato membro di numerosi organismi, fra i quali il Comitato di Biologia e Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), il Consiglio sanitario nazionale e la Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la politica della ricerca in Italia, nonché Membro della Commissione unica del farmaco (CUF) del Ministero della Salute.

Altre cariche: Consulente dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Superiore di Sanità, Membro del Committee for Proprietary Medicinal Products (CPMP) dell’European Agency for the Evaluation of Medicinal Products (EMEA), Membro del Comitato esecutivo per la Politica della Ricerca (CEPR) del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, Membro del Comitato Scientifico della Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori, Vice-Presidente del Consiglio superiore di sanità, Presidente del Comitato di Chemioterapia Antitumorale dell’Unione Internazionale contro il Cancro, Presidente della Organizzazione europea di ricerche sul cancro (EORTC), Presidente della European Society of Biochemical Pharmacology, Presidente Steering Advisory Group Current Controlled Trials, Presidente Commissione Ricerca e Sviluppo dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA).

Garattini è fellow della New York Academy of Sciences, dell’American Association for the Advancement of Science e honorary fellow del Royal College of Physicians. Ha ricevuto numerose onorificenze, fra le quali: la Legion d’Onore della Repubblica francese per meriti scientifici, Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana e diverse lauree onoris causae da parte di diverse università europee. Garattini è autore di centinaia di pubblicazioni su riviste a livello internazionale e autore di numerosi trattati sulla farmacologia.

Approfondimenti

  • Einstein

    È probabile che è stato foraggiato a dovere da Philip Morris, come hanno già fatto con Prodi e Dalema. PM gli da 2 spiccioli, loro gli regalano i miliardi, tanto non sono loro. Anche in questo caso la matematica va a farsi benedire. È come dire: se mi dai 1 kg di ciliegie, io in cambio ti do i tonellata di fragole (tanto le fragole non sono mie).

  • Flavio

    Probabilmente Garattini, che non sa neanche cosa sia il prezzo minimo, è stato abbagliato da qualcuno con il concetto delle -sigarette a 5 euro-, che è una bella salita di prezzo. Il fatto che sia uno scienziato, non esclude che possa essere anche un pollo.

  • Dino

    Lo scienziato non è anche un santo.

  • Anonimo

    Grande, Dino! Grazie per il tuo contributo!

  • Ehm

    Da fumatore spero che le sigarette non arrivino mai a costare 5 euro.

    Vorrei porre alcune domande alla Yesmoke:
    1) L’aumento di prezzo delle Yesmoke, che ha “costretto” alla vostra società di guadagnare qualche centesimo in più per ogni pacchetto, si tramuterà (o si è già tramutato) in un aumento della qualità dei vostri prodotti?
    2) L’aumento dei prezzi delle vostre sigarette vi consentirà di diversificare i prodotti disponibili in tabaccheria?
    3) Quando è previsto il prossimo aumento?
    4) Il prezzo minimo è “inarrestabile”?
    5) In tabaccheria si trovano prodotti 100% tabacco. La vostra società produrrà un prodotto di questo genere oppure devono essere stanziati dei grossi investimenti?

    Un in bocca al lupo per la vostra società. :)

  • Ehm

    Mi domando come mai non rispondiate alla mia domanda, è vero che sono passati pochi giorni ma usualmente siete molto celeri.
    Chiedo scusa se ho offeso in qualche modo la vostra società auspicando un aumento della qualità.
    Mi rendo conto che possa essere stato frainteso, non voglio dire che facciate un cattivo prodotto, semplicemente auspicavo un ulteriore miglioramento data la salita di prezzo.

    A risentirci.

    • Yesmoke

      Stavamo per rispondere, in questo week-end non siamo stati così veloci!

      1) “Costretti” è un modo di dire. L’aumento di prezzo fa guadagnare un po’ di più, ma fa vendere un po’ di meno, mentre la diminuzione di prezzo determina un fisiologico aumento delle vendite. La qualità è già quella massima che possiamo ottenere, se pensiamo al costo dei tabacchi. Ulteriori ritocchi alla sigaretta, in linea di principio, non sono da escludere per il futuro. Ma non dipenderanno dall’entità delle entrate.

      2) Stiamo per uscire con le Yesmoke Gold (Nicotina 0.3, Tar 3, Co2 3), ma non grazie all’aumento di prezzo. Le puoi vedere cliccando sulla pagina BRAND (il link è nel menù in alto), che abbiamo aggiornato recentemente.

      3) Quando sarà il prossimo aumento delle sigarette proprio non lo sappiamo. Dato che salgono tutti all’unisono, è ovvio che si mettono d’accordo, e la Yesmoke è l’unica azienda tenuta fuori dall’accordo. Dovresti chiederlo alla concorrenza.

      4) Il prezzo minimo non è “inarrestabile”, stanno solo cercando di sfruttarlo fino all’ultimo, per continuare un po’ a dividere con Philip Morris quello che potrebbe andare interamente allo Stato. Inoltre il prezzo minimo può essere tolto in qualunque momento, dall’oggi al domani.

      5) Le Yesmoke non possono essere definite 100% natural tobacco perché, pur non avendo cocktails chimici, contengono additivi naturali, che sono comunque “additivi”. La sigaretta totalmente senza additivi può essere fatta senza ulteriori investimenti, ma oggi l’unico ad avere un minimo successo è il tabacco “roll your own”, virginia blend, 100% naturale, le sigarette sono sempre state un fallimento. La produzione del “roll your own”, invece, richiede investimenti notevoli.

  • Ehm

    Grazie mille,
    spero sempre in una futura variante al mentolo :).

    • Flavio

      Nel caso di una variante al mentolo occorrono maggiori investimenti, perché le macchine che producono tale sigaretta non possono fare altro, perché darebbero sempre l’odore al mentolo. Se pensiamo che la percentuale di sigarette al mentolo vendute in Italia è bassissima, solo una società che fa quantitativi estremamente elevati può fare l’investimento per una linea di produzione destinata unicamente a quella variante. Comunque chi fuma mentolo non è vero fumatore, potrebbe passare alle caramelle, ai gelati etc., che il passo è breve.

      • Ehm

        Non vedo perché offendere i fumatori di sigarette al mentolo.

        A me piaciono le sigarette normali, alla vaniglia, al mentolo, e all’anice.

        Quale è il problema?

  • Anonimo

    Al vero fumatore piacciono le sigarette alla nicotina, forse vuol dire che chi fuma sigarette alla menta smette più facile.

    • Ehm

      Le sigarette aromatiche contengono comunque nicotina… infatti mi riferivo a sigarette che comunque sono fatte con tabacco…

      • Boeing747

        Hai ragione, non è vero che chi fuma al mentolo non è un vero fumatore; allora perché fanno il Toscano all’anice? sarà mica un mangiatore di caramelle chi si fuma i Toscani?

  • AIRBUS

    E le sigarette aromatizzate con la marijuana, qualcuno le ha provate? Mi sapete dire se vi siete trovati bene?

  • Roby

    Il prof. Garattini non può essere liquidato come un superficiale, ma è uno che deve aver trovato lo sponsor per le sue esigenze, e in cambio ha fatto l’elogio del prezzo minimo.
    Quando dice che “Il 6 per cento dei fumatori smetterebbe se il prezzo minimo salisse a 5 euro”, sta comunicando il risultato di uno “studio”. Si badi bene che non parla di aumento del PREZZO (cioè per tutte le marche), che è evidente che darebbe un risultato ancora migliore, ma di aumento del PREZZO MINIMO (cioè solo per alcune marche), e il risultato, che dipende da molte variabili, è dato con estrema precisione.
    Se è giunto al dato del 6%, vuol dire che lui, che di ricerca se ne intende, sa tutto quello che deve sapere su prezzo minimo. Come è giunto al risultato? Ha fatto fare dei sondaggi per valutare le scelte dei consumatori? Sarebbe bello ce lo facesse vedere questo studio, che con ogni probabilità non esiste.

  • Luca

    È possibile sapere quando il prezzo minimo si prevede che sia tolto, e quanto, nel caso affermativo, costeranno le sigarette? Grazie.

    • http://yesmoke.eu Yesmoke

      Il prezzo minimo verrà tolto di sicuro, ma non illuderti di risparmiare molto, perché quando sarà sostituito da una maggiore tassazione, i prezzi potranno essere gli stessi di prima. Il guadagno per tutti deriva dal fatto che un miliardino di euro sarà dirottato dalle tasche di Philip Morris alle casse dello Stato, che cosi magari troverà i fondi per tante cose, come per esempio per la benzina delle volanti della Polizia.

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