Slot machines & tabacco: la stessa mano nera

La mano nera

Ora che è arrivato il momento delle slot machines e dei 98 miliardi mancanti, non bisogna dimenticarsi del settore dei tabacchi, come i giochi sotto il controllo dell'AAMS (Azienda Autonoma Monopoli di Stato).

Anche qui il Finiano Alberto Giorgetti, sottosegretario del Ministero delle Finanze e delegato a trattare le questioni relative ai giochi e ai tabacchi, assieme a Raffaele Ferrara, direttore generale dell'AAMS, ha fatto cose «molto interessanti», tutelando gli interessi delle multinazionali straniere a danno delle casse dello Stato e dei produttori nazionali.

Prima Manlio Contento, poi Giorgetti. Perché dal 2001 a oggi, tutte le volte che il centrodestra è stato al governo, la delega per i giochi e per il tabacco è sempre stata appannaggio di uomini di Alleanza Nazionale? E guarda caso Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, ha ricoperto il ruolo delicatissimo di direttrice per le strategie dell'AAMS.

L'Unione Europea aveva appena sentenziato che il prezzo minimo delle sigarette è illegale, ed ecco arrivare la «tassa minima», l'unica tassa al mondo che è impossibile pagare. Prodotta da Giorgetti, con Ferrara a fare da garante tecnico, la ridicola tassa con un «blitz» dell'ultimo momento è stata inserita nel decreto-legge n. 78 del 2010, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, e convertita in legge senza che nessuno ci facesso caso.

Quando i giudici inizieranno ad interessarsi di Raffaele Ferrara, e del suo predecessore Giorgio Tino, anche per i soldi che hanno permesso si rubassero nei tabacchi? Anche in questo settore ci sarebbero miliardi da restituire. Qualcuno un giorno indagherà sul ruolo avuto da Gabriella Alemanno, non solo nel furto operato tramite le slot machines, ma anche nel prezzo minimo delle sigarette?

La lotta alla vera mafia

Se noi ricalcoliamo le entrate per lo Stato sulla base della «accisa minima» indicata dalla UE anziché della «tassa minima» inventata dai Finiani con la collaborazione dell'AAMS, con un consumo annuale di 4 miliardi e mezzo di pacchetti, il totale porta a 900 milioni di euro in più per l'erario senza sostanziali cambiamenti nel listino prezzi.

Da dove arriverebbero i soldi? I 900 milioni non sarebbero il risultato di prezzi più alti pagati dai consumatori, ma del ridimensionamento degli utili dei produttori, che per effetto della libera concorrenza sarebbero costretti a contenere i prezzi, come è accaduto in Francia dopo l'abolizione del prezzo minimo.

Se poi lo Stato decidesse di aumentare veramente il prezzo delle sigarette, dovrebbe far salire l'aliquota dell'accisa, che in Italia non viene alzata dal 2003. Se l'aliquota fosse come in Francia, dove è al 64%, contro il 58,5% dell'Italia, le maggiori entrate si avvicinerebbero ai 4 miliardi all'anno.

La lungimirante strategia Finiana, che ha trasformato Alleanza Nazionale nel maggiordomo delle «potenze plutocratiche», avrebbe dovuto garantire progressi al partito e carriera per i suoi uomini servendosi dei soldi della collettività.

Da manovalanza della CIA in chiave anti-comunista nel dopoguerra, a guardie del corpo delle multinazionali oggi, i fascisti si sono adattati ai tempi e hanno trovato la strada per far carriera anche loro. E da bravi servi hanno aiutato i padroni stranieri a rubare cifre astronomiche, mentre i giornali facevano i titoli su Toto Riina e Bernardo Provenzano.







5 Commenti

  1. Padano dice:

    IN GALERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Simone dice:

      Sei un illuso. A Fini non succederà niente, perché è l'uomo degli americani. Questa è la differenza sostanziale con Craxi e Andreotti. Fini è un domestico che ha fatto il suo lavoro, e sa che non rischia.

  2. San Domenico Savio dice:

    Fini é un verme, al quale fanno credere di essere un serpente.

  3. Accattone anonimo dice:

    Fini è un ANTI-FASCISTA, non nel senso comunemente inteso, ma unicamente in quanto ANTITESI del fascista.

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