Sparite le Marlboro di contrabbando – In Italia solo Marlboro «false»

In Italia non si fanno indagini, Philip Morris si «autocertifica».

Marlboro contrafatte sequestrate a NapoliIn base all'accordo sottoscritto con l'Unione Europea, Philip Morris si è impegnata a non immettere sigarette di contrabbando sul mercato europeo, e a pagare forti penali per ciascun container di sigarette di contrabbando che dovesse saltar fuori.

Ma è ovvio che se gli inquirenti, ogni qualvolta trovano Marlboro di contrabbando, si rivolgono agli specialisti di Philip Morris, loro ti risponderanno sempre che le sigarette sono false, e che Philip Morris non alcuna responsabilità, quindi non deve pagare niente.

Ed è persino comico quanto si è detto in occasione dell'ultima autocertificazione, che le sigarette erano perfette, così precise all'originale, che solo gli specialisti di Philip Morris sono stati capaci di distinguerle (…)

Così in Italia sono sparite le Marlboro di contrabbando, ma esisterebbero solo Marlboro «false». A questo punto sorge un dubbio: gli «inquirenti» sono solo dei provoloni, o c'è qualcuno che è stato foraggiato adeguatamente?

Il 9 luglio 2004 Philip Morris firmava, nel silenzio generale, un discutibile accordo in base al quale, pagando 1,2 miliardi di dollari (meno di 800 milioni di euro) a rate in 10 anni senza interessi, metteva una pietra sopra a tutto il passato di contrabbando ed evasione fiscale, che nella sola Italia ammontava a 60 miliardi di euro più gli interessi (con tanto di sentenza).

Chi fu a firmare il grande accordo? Ma si, proprio lui, il prode Romano! Ecco come il politico specializzato nel regalare il denaro degli Italiani agli amici stranieri commentava l'accordo pluriennale, che include un "efficiente sistema" per per combattere il contrabbando di sigarette:

“Io do il benvenuto alla conclusione dei negoziati su questo importante accordo, che è stato fatto nell'interesse dell'Unione Europea, al fine di proteggere i suoi interessi finanziari”. (…) E Philip Morris avrebbe collaborato nella lotta al contrabbando. Bravo Romano, ottimo lavoro!

Romano Prodi

Romano Prodi

Ma nel 2000 l'Unione Europea diceva che Philip Morris aveva un ruolo determinante "nella direzione, gestione e controllo delle operazioni di contrabbando all'interno della Comunità Europea … mediante direttive societarie impartite dai massimi livelli dell'azienda". Il prode Romano era riuscito non solo a non far pagare il conto a Philip Morris, me anche a farlo passare dall'altra parte della barricata!

Le Marlboro non erano così popolari in Italia, ma dopo 20 anni di contrabbando il brand è diventato il numero uno indiscusso, avendo eliminato la concorrenza a suon di prezzi “duty-free”.

Come è successo per le Winston in Spagna, dopo la spartizione della torta con RJReynolds. Così oggi Philip Morris si trova un business, la sigaretta Marlboro, che si giova delle attività criminali precedentemente messe in atto e mai perseguite, e oggi "vigila", assieme all'Olaf (la polizia europea) e alla Guardia di Finanza italiana, affinché nessuno ripeta il suo stesso gioco.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità "Il contrabbando ha permesso alle multinazionali del tabacco di aumentare drammaticamente le vendite, competendo con le sigarette locali dei paesi del terzo mondo con dei prodotti duty-free".

Ma è credibile che un "pregiudicato" (che non ha mai pagato per i suoi crimini) come Philip Morris abbia smesso di contrabbandare? In linea di principio no.

Pertanto è demenziale che gli inquirenti non indaghino e si basino sulle sue "autocertificazioni", ed è legittimo pensare che ci sia sotto qualcosa.







6 Commenti

  1. Padano dice:

    Secondo me quest'articolo è esagerato, non si può ipotizzare che qualcuno sia stato foraggiato adeguatamente. Se ci pensi bene, si dice che queste Marlboro false, ma assolutamente precise all'originale sia nella confezione che nel sapore, avrebbero potuto finire sugli scaffali delle tabaccherie, e si dice persino che potrebbero essere "radioattive", che mi sembra una vera cazzata fuori controllo. In sostanza chi va dal tabaccaio si domanda: compro le Marlboro e le fumo, senza sapere, dato che sono identiche, se sono quelle radioattive o se sono quelle buone, o compro le Yesmoke?

  2. Manu dice:

    Penso anche io che la notizia, in realtà, va a danno di PM. Addirittura si dice nel servizio: "queste sigarette potrebbero procurare devastanti effetti sulla salute, e gli inquirenti hanno ipotizzato che siano radioattive".
    Però l'autocertificazione di PM mi sembra una cosa assurda.

  3. Alberto dice:

    In effetti, autocertificazione a parte, questo mi sembra un piccolo sabotaggio per Philip Morris: tu vai dal tabaccaio, e loro ti hanno detto che potresti comperare una Marlboro identica all'originale, che procura devastanti effetti sulla salute e che potrebbe essere anche radioattiva (pagandola euro 4.30).
    È stupendo! che qualcosa stia iniziando a muoversi? ..Forse stiamo diventando un paese normale!!

  4. GPM dice:

    Non è certo una pubblicità per PM, però il fatto che su certi soggetti non si indaghi è inammissibile, questo accade solo in Italia e nei paesi del terzo mondo.

  5. Pat dice:

    Philip morris, come avete anche scritto, collabora legalmente e ufficialmente con gli inquirenti, nel settore del contrabbando di sigarette. In questo senso, è logico che nessuno indaghi su Philip Morris, sempre ammesso che ci sia qualcosa da indagare.

  6. Padano dice:

    Volevo anche dire che sono pienamente d'accordo sul fatto che sono dei PROVOLONI, perché si sono lasciati fregare 60 miliardi di euro (che probabilmente è il record mondiale di evasione fiscale). E poi sono così provoloni che dopo ci vanno a lavorare assieme, solo perché Prodi gli ha fatto la sanatoria sia sull'evasione che sul contrabbando.

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