Specialista in trasmettitori
The Marlboro Man indaga…
Big Tobacco, ora che collabora ufficialmente con la polizia dell'Unione Europea nella lotta contro il contrabbando, usa microscopici trasmettitori per seguire il percorso delle stecche di sigarette. Sono così piccoli che potrebbero stare in un singolo pacchetto senza alcun disturbo per il fumatore che l'ha acquistato. Un vero --specialista in trasmettitori--.
I congegni utilizzati oggi da Big Tobacco sono sottili come un foglio di carta, impercettibili e quasi invisibili. Si suppone che essi permettano di seguire il percorso della merce dalla fabbrica all'eventuale contrabbandiere.
E se non passano per le mani del contrabbandiere, dovrebbero, logicamente, permettere di seguire la merce forse anche fino ad una spiaggia esotica dove l'ignaro fumatore si è recato in vacanza, portandosi dietro le sue inseparabili Marlboro.
Perché Philip Morris non usava questi strumenti nell'agosto 2003, quando fece pervenire alla logistica di Yesmoke, a Balerna, Switzerland, una serie di finte bombe contenute in stecche di sigarette Marlboro ed L&M, seminando il panico tra i dipendenti dell'azienda?
Philip Morris contro Yesmoke - Agosto 2003
Da 6 mesi il Colosso aveva vinto la causa contro Yesmoke per Copyright Infringment and Unfair Competition, e il 29 Gennaio aveva intimato al negozio online: "Within twenty (20) days of entry of this judgement, Otamedia (Yesmoke) shall post a notice on the Yesmoke.com websites which informs customers that Otamedia does not sell Philip Morris branded cigarettes to customers residing in the United States".

Agosto 2003 - “l'ordigno” ora nelle mani delle Autorità Svizzere
Il negozio online, nonostante la sentenza, non aveva messo alcun 'noticè e continuava a vendere ai suoi Customers Americani.
Yesmoke si era opposto alla richiesta della consegna al giudice della lista di tutti i Customers che risiedono negli USA e avevano acquistato prodotti Philip Morris, (consegna appoggiata dai suoi stessi legali USA!), abbandonando sia il processo che gli avvocati.
Da non dimenticare che nell'agosto 2003 Philip Morris stava tentando di impossessarsi del dominio Yesmoke.com con un vero colpo di mano.
Le «bombe»
La spiegazione data al quotidiano Corriere del Ticino da Marc Fritsch, spokesman per Philip Morris international fu commovente: “L'obiettivo era seguire il percorso delle sigarette, individuare la destinazione finale, prevenire vendite illegali o frodi fiscali e doganali".
Le 'bombè alla logistica di Yesmoke, che Philip Morris chiamava impunemente trasmettitori, erano a un insieme di pezzi di radio tenuti assiema da nastro adesivo, grandi come un piccolo impianto stereo … Una cosa ridicola!
Erano trasmettitori travestiti da bombe, o bombe travestite da trasmettitori, quei tre strani ordigni trovati in tre stecche di sigarette prodotte da Philip Morris, destinati a Yesmoke? La Polizia Svizzera disse: "Non sono trasmettitori, non sono bombe". L'unica cosa certa, per diretta ammissione, era che essi arrivavano da Philip Morris, gli 'ordigni' erano di proprietà Philip Morris.
La bomba di carnevale, all'occorrenza "trasmettitoce contro le frodi fiscali e doganali", non deve essere sottovalutata, perché poteva avere vari scopi. Esse non riuscirono a spaventare, a causare dimissioni dei lavoratori, non comportarono alcuna chiusura per ispezioni, non riuscirono a danneggiare l'immagine di Yesmoke, presentandolo come una società coinvolta in eventi che devono essere investigati - che possono portare ad ogni sorta di illazione.
Ma probabilmente esse servivano a distrarre Yesmoke dal vero problema: la conservazione del proprio dominio Yesmoke.com, che PM, nell'agosto 2003, stava cercando di prendersi con un colpo di mano: l'udienza avrebbe avuto luogo all'insaputa di Yesmoke.
I trasmettitori utilizzati nel 2004, 2005 dalla Philip Morris sono sottili come un foglio di carta. E le bombe finte di Philip Morris a Yesmoke del 2003 restano, in fondo, un buffo mistero. Forse il segreto stava nel baccano che avrebbe fatto sulla stampa chi avesse ricevuto le "bombe". Così comperando il giornale gli uomini Philip Morris avrebbero letto la notizia dell'avvenuto ritrovamento dell'ordigno, e sarebbero risaliti comodamente all'indirizzo del destinatario.
Se è stato così, quale mente contorta può avere avere avuto una simile idea? Quali impulsi ci furono alla base di quella scelta? Forse la bomba finta rappresentava soltanto un piccolo sfogo per il desiderio proibito dell'ideatore, aspirante "Rambo": inviarne una vera!
Dalla fabbrica al contrabbandiere
Probabilmente nell'agosto 2003 Philip Morris non utilizzava trasmettitori perché non aveva nulla da scoprire. I contrabbandieri, infatti, erano i suoi 'clienti'. E quali novità può pensare di trovare oggi Big Tobacco con quei sofisticatissimi trasmettitori?
Big Tobacco non ha mai dato spiegazioni sul misterioso e buffo episodio delle finte bombe, limitandosi a illustrare il lodevole proposito di controllare l'itinerario delle sigarette che immetteva sul mercato parallelo.
Ma allora perché il Marlboro Man inviò finte bombe? E perché non inviò veri trasmettitori, come quelli che usa oggi? Inoltre … è legale inviare finte bombe?
E oggi l'Unione Europea avrebbe trovato una linea comune di obiettivi con chi "Ha organizzato e gestito le attività contrabbandiere, in diretto contatto con i suoi 'clienti contrabbandieri".
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