Tassa sul Tabacco – Rinunciamo a 900 milioni
L'ultima «stangata», chiamata «tassa minima», è una tassa sulle sigarette che non pagherà nessuno. Per la gioia di Big Tobacco, il «tesoretto» che ne deriverà sarà pari zero.
Invece la «accisa minima» indicata dall'Unione Europea farebbe incassare allo Stato ben 900 milioni di euro all'anno in più, senza stravolgere il listino prezzi.
Con la «accisa minima» i prezzi in tabaccheria delle sigarette più care resterebbero gli stessi, mentre i prezzi delle meno care (MS, Diana, Winston, Pall Mall etc.) potrebbero restare gli stessi, o aumentare un po', a discrezione del produttore.
Calcoliamo il «tesoretto»
Se noi ricalcoliamo le entrate per lo Stato sulla base della «accisa minima» indicata dalla UE anziché della «tassa minima» inventata dall'Italia, con un consumo annuale di 4 miliardi e mezzo di pacchetti, il totale porta a 900 milioni di euro in più per l'erario.
Si tratterebbe di una cifra indicativa, perché interverrebbero alcune variabili dovute alle possibili lievi modifiche di prezzo di alcune marche, ma nella sostanza il tesoretto sarebbe quello, milione più, milione meno.
Da dove arriverebbero i soldi? I 900 milioni non sarebbero il risultato di prezzi più alti pagati dai consumatori, ma del ridimensionamento degli utili dei produttori, che per effetto della libera concorrenza sarebbero costretti a contenere i prezzi, come è accaduto in Francia con l'abolizione del prezzo minimo.
Il provvedimento sarebbe solo in minima parte a carico del consumatore finale, che potrebbe trovarsi a pagare 10 o 20 centesimi in più su alcune marche della fascia bassa di prezzo.
Facciamo pagare Big Tobacco
Il costo di produzione di un pacchetto da 20 sigarette di «Virginia Slim» è di circa 7 centesimi. Philip Morris le vende al distributore a 67 centesimi, con un utile dell'870%.
Secondo i loro bilanci le multinazionali straniere denunciano in Italia meno di 150 milioni, detenendo il 99% del mercato italiano che rende 1,8 miliardi di utili.
Philip Morris Italia fa produrre all'estero da una società collegata, e da questa acquista le sue sigarette ad un prezzo tale da fare risultare utili insignificanti in Italia, mentre JTI, che vende in Italia tramite una società olandese, non fa neanche la dichiarazione dei redditi per la vendita di sigarette.
Ufficialmente l'attività di JTI Italia è «società di consulenza & pubbliche relazioni, ingrosso beni durevoli vari».
Big Tobacco fa in Italia utili assurdi e fuori mercato, e il colmo è che spostando tutta la produzione di sigarette fuori dal nostro paese, ha trovato la scappatoia legale per non pagare neanche le tasse
Lo Stato è inerte
È toccante il commento del Governo sulla nuova tassa: «Essa rappresenta un idoneo contemperamento tra gli interessi pubblici dell'Erario e le esigenze commerciali dei produttori».
Uno pensa che le cose vadano secondo gli interessi dei big del mercato, che foraggerebbero tutti i politici a dovere, ma non è detto che sia così.
Nella realtà sarebbero pochi e non determinanti i sostenitori a libro paga di Big Tobacco, foraggiati con regali, sovvenzioni e rimborsi di quattro spiccioli, non comparabili ai miliardi della collettività in ballo.
Qui a regnare, più che corruzione, sono superficialità, incompetenza, stupidità, caos, inerzia dello Stato, abilmente sfruttati da qualche «furbo», nel disinteresse generale.
Tassa all'italiana
La accisa minima indicata dall'Unione Europea è una tassa definita minima perché non può scendere sotto un determinato livello, ma applicata a tutte le sigarette. Altrimenti non potrebbe essere definita «minima».
Invece la nuova «tassa minima» inventata dall'AAMS non colpisce nessuno, ad eccezione di chi volesse scendere sotto i 3 euro e 80 del vecchio prezzo minimo (appena abolito dall'EU), che si troverebbe una tassa che lo costringerebbe a vendere in perdita.
La tassa minima non è altro che una «multa» per chi volesse beneficiare dell'abolizione del prezzo minimo. «Multa» che, logicamente, nessuno ha interesse a pagare. Così nessuno scende di prezzo, nessuno paga la tassa, e tutto resta come prima.
Approfondimenti
- L'AAMS inganna il Governo: D.L. 94 del 23/6/2010
- Stangata con sorpresa: la tassa che pagherà solo Yesmoke
- Ecco come Philip Morris continua a fregare i soldi agli Italiani
- Joe Camel evasore totale
- …Vado al massimo! (870% di utile)
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Dico solo che in Svizzera sarebbe impensabile che un politico regalasse 100 franchi ad un'azienda straniera.
Di questi 900 milioni che potevano andare allo stato ma vanno ai produttori di tabacco, fanno almeno fifty-fifty, o si accontentano di qualche nocciolina, banana e vetri colorati? Chissa come si sono regolati negli anni passati.
Quella nullità del presidente della repubblica, invece di dire di non fregare i soldi della gente, ha richiamato i politici a "sobrietà ed etica della responsabilità". Come è possibile che un vecchio combattente della sinistra (così si dice) si sia trasformato in un lurido spaventapasseri, che quando apre bocca sembra un pappagallo?
Cosa c'entra il Presidente della Repubblica, che è l'unico personaggio pulito? Allora cosa è Berlusconi? Ve lo dico io cos'è, è un coglione che non sa neanche cosa succede in azienda.
Ma cosa cosa tiri in ballo il Presidente della Repubblica! Coglione!
Cari signori della Yesmoke. per far sapere a Berlusconi che stanno regalando 900 milioni dovevate prendere una velina e mandarla ad un party a palazzo grazioli a raccontargli tutto. Silvio sarebbe senz'altro intervenuto!
In Francia, dopo la sentenza europea, hanno tolto il prezzo minimo delle sigarette, e le multinazionali sono scese di prezzo, mediamente tra i 20 e i 25 centesimi, per via della libera concorrenza.
Lo Stato francese ha fatto sapere che aumenterà l'accisa, per riportare i prezzi delle sigarette ai valori di prima (poteva farlo prima, contemporaneamente all'abolizione del prezzo minimo).
Il risultato sarà che i prezzi torneranno come prima, ma lo Stato guadagnerà 20, 25 centesimi in più a pacchetto.
In Italia, 20 centesimi in più, su 4 miliardi e mezzo di pacchetti, sarebbero 900 milioni di euro in più per lo Stato, e 900 in meno per i produttori, con le sigarette allo stesso prezzo di prima.
Inoltre, grazie alla concorrenza aggressiva della nostra azienda, in Italia il meccanismo sarebbe più accentuato, e lo Stato farebbe un guadagno sicuramente maggiore.
Io non capisco una cosa: se Tremonti ha detto che ci vuole austerità, sacrificio e rigore, perché ha lasciato 900 milioni ai produttori di sigarette?
Il problema è che siete privi di lungimiranza. Non potete pensare che le potenze del mercato si pieghino davanti agli ultimi arrivati ed è normale (quindi prevedibile) che loro facciano tutto quello che hanno possibilità di fare per risolvere i fattori che destabilizzano il mercato.
Prova a fare il test: http://yesmoke.eu/it/blog/test-scopri-se-sei-coglione/
Ma tu Flavio l'hai fatto o il risultato era scontato?
Ora, se facciamo tanto per parlare va bene, ma se mi dici seriamente che Yesmoke è in grado di condizionare il mercato dei tabacchi in Italia lascia pure stare il test che abbiamo già capito come sei!!!
Per curiosità , qual è la quota di mercato di Yesmoke?
Ve bene anche se pubblicate il classico diagramma a torta (ci possimo tutti fare un'dea in base alla fetta "altri").
La società italiana è una colossale presa per i fondelli. Se fanno queste cose con le sigarette chissà cosa fanno in altri campi. Basta pensare ai 95 miliardi delle slot machine che mancano all'appello (...miliardi, non milioni) e nessuno ne parla più. Chissà quante ce ne sono di cose così e nessuno ne parlerà mai. Consolatevi!
Lo sapete chi è il più ridicolo di tutti? E Brunetta, che va in giro a dire agli italiani che le tasse si pagano.
I casi sono2: o è daccordo con gli altri, o è tanto basso quanto scemo.
..........impara a scrivere in Italiano! BESTIA!!!!!!