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Tasse sulle sigarette – AAMS contro tutti

Anziché rassegnarsi e toglierla, l'AAMS ha presentato al Consiglio di Stato un atto di appello contro la decisione del TAR del Lazio che ha annullato la «tassa minima».

Secondo l’AAMS la «tassa minima» non deve essere tolta, benché il 28 febbraio scorso la Commissione Europea abbia avviato un procedimento di infrazione contro la Repubblica italiana per avere previsto questa applicazione discriminatoria dell’accisa minima, benché il 5 aprile il TAR del Lazio la abbia annullata perché elusiva della sentenza della Corte di Giustizia europea che aboliva il prezzo minimo, e benché il 9 maggio al Senato sia stato presentato un atto che sostiene che questa tassa è contraria alle direttive europee (2011/64/UE).

Anziché rassegnarsi e toglierla, adeguandosi agli altri paesi europei, l’AAMS ha presentato al Consiglio di Stato un atto di appello contro la decisione del TAR del Lazio che ha annullato la «tassa minima». Il 3 luglio prossimo si terrà l’udienza.

Lobbisti dilettanti allo sbaraglio

L’atto di appello dell’AAMS basa le sue argomentazioni su una interpretazione del tutto singolare del termine «minimo». Secondo il vocabolario italiano, questo termine implica il più piccolo ammontare applicato alla categoria di prodotto di riferimento, nel nostro caso le sigarette. Secondo l’AAMS no: ci deve essere una accisa minima per certe sigarette ed una del 15% più alta per altre, benché siano vendute a prezzo più basso.

Luciana Sbarbati

Luciana Sbarbati

Per il nutrito gruppo di senatori che ha sottoscritto l’interpellanza del senatore Luciana Sbarbati, tra i quali Gaetano Quagliariello, Mario Baldassarri, Lamberto Dini e Franco Marini, «tale applicazione del calcolo delle accise ingenera un inopinato protezionismo per le marche di sigarette vendute a prezzi più elevati e quindi un serio impatto sulle dinamiche competitive» e «un’applicazione selettiva di una più alta accisa minima solo a prodotti commercializzati a basso prezzo annulla il vantaggio competitivo dei produttori più efficienti e distorce sensibilmente le dinamiche competitive, favorendo le grandi multinazionali del tabacco a scapito dei piccoli produttori».

In particolare nell’interpellanza «si fa notare come nel mercato italiano siano le multinazionali del settore (PM, BAT e JTI) che detengono più del 90% del mercato, a beneficiare di questa norma». Questa applicazione discriminatoria dell’accisa minima «favorisce dichiaratamente l’oligopolio delle multinazionali del tabacco in Italia».

Questo oligopolio, da sempre denunciato pubblicamente da Yesmoke, ha permesso alle multinazionali di avere in Italia utili superiori a quelli che hanno in tutti gli altri paesi della Comunità europea, a scapito delle entrate fiscali. Ma secondo l’avvocato Ferrara, a commento delle accuse della Yesmoke, «del tutto gratuite appaiono le affermazioni sul presunto cartello che sarebbe coordinato dall’AAMS, per le quali si valuterà, ove opportuno, se sussistano le condizioni per adire le vie legali ai fini della tutela dell’onorabilità dell’Amministrazione».

Tasse sulle sigarette: Disinformazione – AAMS

A due mesi dalla sentenza del TAR del Lazio, l’AAMS non ha ancora aggiornato la tabella di ripartizione del prezzo delle sigarette secondo quanto stabilito dalla sentenza. Questa tabella è il punto di riferimento degli operatori del settore e il suo mancato aggiornamento sta causando confusione. L’AAMS sembra fiduciosa di «aggiustare» tutto a breve con un pronunciamento favorevole del Consiglio di Stato, tecnicamente impossibile, che ripristini la tassa minima.

Approfondimenti

  • gio

    Buongiorno a tutti
    quando dovrebbe pronunciarsi il Consiglio di Stato?

    • Yesmoke

      Il Consiglio di Stato si pronuncerà il 3 luglio. La conferma della decisione del TAR è scontata, siamo solo in attesa di vedere se ci sarà un “inciucio” o no.

  • Amaru

    Vorrei sapere cosa ne pensate della situazione attuale dei tabacchi trinciati.
    Grazie

    • Yesmoke

      Purtroppo stanno tartassando i fumatori di trinciato per farli tornare sulle sigarette, dove Big Tobacco si arricchisce maggiormente. Ma al momento, più che aumenti della pressione fiscale, abbiamo assistito ad un generale rialzo dei prezzi praticato dai produttori. Con i nuovi tabacchi chiari, “Virginia blend”, tanto di moda oggi, come il Pueblo, American Spirit etc., teoricamente 100% naturali (i controlli non esistono), il fumatore che è passato al trinciato per risparmiare potrebbe restarci anche nel caso in cui, per contrastare il fenomeno, aumentassero il prezzo fino a togliere ogni risparmio e convenienza rispetto alle sigarette: infattti il tabacco Virginia blend, specie se trinciato, costituisce una fumata molto differente rispetto al tradizionale American blend delle sigarette, e se ti abitui, le sigarette tradizionali potrebbero non piacerti più. La Yesmoke potrà offrire trinciato entro alcuni mesi, quando disporrà delle macchine per il confezionamento. Una soluzione interessante sarebbe coltivarsi i propri tabacchi sul terrazzo di casa, ma attenzione perché se vi becca la Finanza vi fa pagare le tasse anche su quello fatto in casa, per renderlo più caro delle sigarette…

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