Tasse sulle sigarette in Italia – Lobbisti scatenati

Alberto Giorgetti - Foto segnaletica«Un aumento della pressione fiscale porterebbe i consumi verso il mercato illegale, perché solo la politica degli aumenti graduali dei listini e il capillare sistema distributivo hanno permesso di tenere il contrabbando sotto controllo». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, intervenendo alla tavola rotonda «Verso una regolamentazione bilanciata del settore tabacco», del 13 ottobre scorso, promossa dalla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato e finanziata, guarda caso, dagli «amici» della British American Tobacco.

Gli «aumenti graduali», secondo l'Onorevole Giorgetti, sarebbero quelli fatti dai produttori quando decidono di alzare il prezzo per guadagnare di più, da non confondere con l'aumento della pressione fiscale, mentre il «capillare sistema distributivo» non sarebbero altro che le tabaccherie.

Secondo Giorgetti, il contrabbando non è un problema quando il prezzo delle sigarette aumenta in seguito alla decisione di un cartello di produttori stranieri, mentre diventa un problema se il medesimo aumento è stato determinato da una maggiore pressione fiscale. È demenziale, ma siamo in Italia, e tutti ci credono, o fanno finta di crederci.

La lobby di Big Tobacco ha «lavorato» bene

In Italia l'accisa sui tabacchi è al 58.5%, mentre in Francia, per esempio, è al 64%. Dal 2004 ad oggi, in Italia, le sigarette sono salite di prezzo regolarmente senza che sia stata aumentata l'aliquota dell'accisa, permettendo a Philip Morris di superare l'utile del 500% sulle Marlboro, cosa fattibile solo in Italia.

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Murales alla Yesmoke di Torino

Le multinazionali guadagnano più in Italia che in Francia, mentre lo Stato italiano ha entrate fiscali più basse di quello francese. Perché nessun organo di informazione, nessun politico, nessuna associazione di consumatori apre bocca sulla grottesca mancata tassazione del tabacco? Al contrario tutti si attivano nel mettere in guardia dai rischi del contrabbando, ma solo nel caso di aumento delle tasse. E la cosa ridicola è che sono tutti sponsorizzati dalla BAT.

Ma la sentenza della Corte di Giustizia europea di abolizione del prezzo minimo delle sigarette, del 23 giugno dell'anno scorso, che in Italia non è stata rispettata, dice proprio che gli aumenti di prezzo devono essere ottenuti con un aumento della pressione fiscale, a vantaggio delle casse degli Stati, e non decisi solo dai produttori. Ma di questa sentenza nessuna tavola rotonda ne parla e nessuno sembra saperne niente.

Recenti atti di servilismo a Big Tobacco

Nel Belpaese le leccate di culo ai produttori di sigarette stranieri non si contano. Politici, giornalisti, associazioni dei consumatori, professori vari... sono tutti in prima fila. Sembra che gli Italiani facciano carte false per essere assunti «a servizio» da una multinazionale. Ecco alcuni casi recenti:

Giuseppe De Rita

Giuseppe De Rita, 80 anni, sociologo, presidente del Censis, membro della Fondazione Italia-USA. Secondo Wikipedia, «De Rita è presente ai più importanti convegni e dibattiti sulle condizioni e le linee di sviluppo della società italiana»

Il Censis, nella tavola rotonda del 13 ottobre scorso, finanziata dalla BAT e promossa dalla Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, si è complimentato con l'Italia perché in questi anni non ha messo in atto quelle politiche «shock» di aumento dei carichi fiscali. Secondo lo studio Censis-BAT, «L’opinione pubblica non ha la piena percezione dell’ampiezza del carico fiscale sul prezzo finale, ma sta di fatto che il 33% dei fumatori è contrario a ogni ipotesi di aumento della tassazione perché «già adeguata», e il 24% dei fumatori riterrebbe che la tassazione andrebbe ridotta». Ma è ovvio che la maggioranza dei consumatori non vede volentieri l'aumento dei prezzi. Si tratta di una grande cialtronata ...e hanno persino fatto un sondaggio! A questo punto i dubbi sono sacrosanti: cos'è il Censis? Chi sono i personaggi che ci stanno bazzicando dentro? Chi c'è dietro? Chi paga, oltre alla BAT?

Anche per le Fondazioni Visentini e Luiss, immancabilmente sponsorizzate dalla BAT, intervenute a presentare con il Censis le loro elaborazioni, «Diventa sempre più elevata la sensibilità dei consumatori verso gli aumenti del pacchetto». È scontato che le due sciccosissime fondazioni intendono la sensibilità verso l'aumento dei prezzi per via delle tasse, non la sensibilità verso l'aumento dei prezzi e degli utili dei produttori.

Giovanni Carucci, vicepresidente della BAT Italia, fa quasi tenerezza. A conclusione dei «lavori» della tavola rotonda «Verso una regolamentazione bilanciata del settore tabacco» (dove il termine bilanciata è tutto un programma...), a fianco del Censis e di numerosi rappresentanti dell'italica «intellighenzia», ha spiegato: «Più di tre quarti del valore del prodotto è costituito dalla fiscalità, siamo arrivati al punto limite e lo abbiamo fatto ben presente alle istituzioni». E mentre diceva queste cose ridicole, una platea di coglioni e di ignoranti della Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato, applaudiva lo sponsor.

Italiani parassiti?

Il panorama che ci offre la nostra «intellighenzia» e la reputazione che ci dona è quella del paese corrotto, di gente avvezza e naturalmente portata a giochi sottobanco.

Murales alla Yesmoke di Torino

La superficialità e impreparazione desolanti di politici, professori, giornalisti, rivelano la scarsa propensione allo studio e all'approfondimento, una passività mentale riscontrabile in quelle popolazioni che prediligono la vita parassitaria.

Così su cose da quinta elementare, come la tassazione del tabacco, c'è chi può fare in Italia tutto quello che gli pare, perché sa già in partenza che l'«intellighenzia» di questo paese non ne capirà niente.

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11 Commenti

  1. Padano dice:

    Il CENSIS, che dovrebbe analizzare i mutamenti socioeconomici del paese, è emblematico della situazione italiana. Se chi dovrebbe analizzare la MERDA, preferisce sguazzarci dentro, vuol dire che siamo proprio messi male.

    • Alberto dice:

      Lo spettacolo di sguazzamento generale fa pensare a un girone dantesco, la loro condanna finale potrebbe essere sguazzare in pozze di merda bollente.

  2. Anonimo dice:

    Hanno aumentato l'accisa su benzina, ma sul tabacco continuano a fare niente. Uno è contento perchè adesso non aumentano i prezzi delle sue sigarette, ma dopo, in un altro momento, ci penseranno i produttori ad aumentarli.

  3. Paperinik dice:

    Un amico che lavora a Bruxelles mi dice che la tassa minima applicata in Italia alle sigarette è illegale perchè superiore ai massimi consentiti, ma allora perchè non viene cancellata ?

    • Manu dice:

      E' illegale ma lo fanno lostesso, questo è il problema. Rubano e nessuno fa niente. Come risolvere? chiedi al tuo amico che lavora a Bruxelles, forse gli viene qualche idea.

      • Padano dice:

        Si dovrebbe fare come in Cina, dove ai corrotti danno 30 anni o la fucilazione. In Cina ci sono i temerari che rubano ugualmente, incuranti del rischio. L'Italiano, invece, si cagherebbe sotto, in Italia non ruberebbe più NESSUNO. Saremmo come nel paradiso terrestre.

  4. Aldo dice:

    Cari Signori della Yesmoke, adesso che è caduto il Governo, cosa cambierà nel mercato del tabacco?

  5. Yesmoke dice:

    In linea di principio, visto l'ambiente che succede a Berlusconi, per il tabacco dovrebbe essere peggio di prima. Ma visto che fare peggio di Berlusconi-Tremonti-Giorgetti non è possibile, resterà tutto esattamente come prima:

    1. La sentenza della Corte di Giustizia europea sul prezzo minimio del giugno dell'anno scorso NON sarà rispettata, e potete essere certi che resterà la ridicola "tassa minima", la tassa che è impossibile pagare;

    2. Le accise sui tabacchi, ferme al 58.5% dal 2004, NON saliranno al 64% come in Francia, ma rimarranno rigorosamente immobili, perché questa è gente che, se potesse, le abbasserebbe ancora. I prezzi delle sigarette continueranno a salire non per le tasse, ma per aumentare le entrate di Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Resterà l'utile del 500% sulle Marlboro, e dell'870% sulle Virginia Slims, fattibili solo in Italia, e lo Stato continuerà a rinunciare alle sue entrate fiscali;

    3.Le 3 multinazionali continueranno a non pagare le tasse, e nessuno contesterà loro nulla;

    4. Il pacchetto da 10 sigarette, cioè il pacchetto a metà prezzo per favorire la fidelizzazione dei giovani al brand, che resiste solo in 2 o 3 paesi del terzo mondo, possiamo esser certi che resterà al suo posto in Italia.

    • Gianmarco dice:

      Salve, vorrei sapere dove si possono acquistare le vostre sigarette a Taranto.
      Sono ancora provviste di data di scadenza? Se non lo sono, come mai?

      Grazie, cordiali saluti.

      • Yesmoke dice:

        Le Yesmoke provviste di data di produzione stampata sul pacchetto erano quelle prodotte in Svizzera prima dell'apertura della Yesmoke Italiana, avvenuta nell'agosto del 2007.
        Purtroppo a Taranto non siamo distribuiti, e sono pochi i tabaccai con le Yesmoke. Puoi provare dai seguenti rivenditori: VIA CESARE BATTISTI 577, VIALE MAGNA GRECIA 427.

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